martedì 30 aprile 2013

Cartoline da... Potenza Picena

Palazzo del Municipio (2008)
Chiesa di Santo Stefano (2008)


Un weekend a Polignano a Mare (Bari)


Polignano a Mare è una pittoresca cittadina situata a sud di Bari  e le case del centro storico sono aggrappate a uno sperone di roccia a picco sull’Adriatico. L’ingresso del centro storico è l’Arco Marchesale, nella piccola Piazza dell’Orologio, nel centro storico, si trova la Chiesa Matrice, intitolata a Santa Maria Assunta, nel cui interno sono custodite alcune opere dello scultore Stefano da Putignano, tra il XVII e il XVIII secolo, come il presepe interamente in pietra. Dalla piazzetta si diramano i caratteristici vicoli per il centro storico e che in alcuni casi terminano sul mare con belle balconate protese sul blu e sulle numerose grotte, di notevole interesse naturalistico, sottostanti il paese. Da visitare la chiesa dei SS. Cosma e Damiano (metà XVII sec.) con un bel portale a colonna, la Chiesa della Trinità ( XIX sec), la casa Del Drago sacerdote e patriota. Una passeggiata sul Ponte Lama Monachile per vedere il panorama e l’antico porto commerciale, altra bella passeggiata è sul ponte e sotto il ponte nella Via Traiana che collega i due versanti di Lama Monachile e poi vedere la particolare Grotta Palazzese e Cala Paura, piccola insenatura a pochi passi dal centro storico. Da non dimenticare il bel Ponte dei due Lungomari che offre una visuale della costa con il bellissimo mare per tutto il percorso del ponte, la statua di Domenico Modugno nato a Polignano, il museo dell’artista Pino Pascali a lui dedicato che si trova di fronte allo scoglio dell’eremita, dove sono esposte alcune sue opere e alcuni suoi cimeli, ogni anno si svolge il premio Pino Pascali. Tra le varie manifestazioni c’è il festival letterario “Il libro possibile” a luglio e che  si svolge nel centro storico trasformandolo, se posso dirlo, in una grande biblioteca sotto il cielo. Benché è una piccola cittadina vale la pena visitarla per la sua struttura particolare, per la gastronomia pugliese e per poter fare una gita anche a Trani, Alberobello e a Ostuni, altre belle cittadine pugliesi.

lunedì 29 aprile 2013

Cartoline dal... Parco dell'Appia Antica

(28.04.2013)


Fiume Almone nel parco (28.04.2013)

Un soggiorno a Siracusa


Il centro storico di Siracusa è situato nell’isola di Ortigia, che ospitò i primi insediamenti già nel XIV sec. a. C, nel tempo furono i Normanni a riscoprire la città e fu Federico II di Svezia che la fortificò con la costruzione del Castello Maniace. La città fu distrutta dal terremoto del 1693 e fu ricostruita con edifici rifacenti al barocco. La città di Siracusa si può visitare seguendo l’itinerario greco-romano, paleocristiano, medioevale, barocco ed otto-novecento per ammirare meglio la città.  Passeggiando nel centro storico, nelle sue strette vie si arriva fino alla maestosa piazza Duomo per visitare la Cattedrale barocca, e sul lungomare di Ortigia. Da visitare il Tempio di Apollo (VI sec. a.C.) antico tempio dorico, la Fonte Aretusa (1843) a forma circolare, ricorda il  mito della ninfea Aretusa, ricca di piante di papiri, qui vicino si trova l’Acquario marino di Siracusa nella Villetta della Marina. Inoltre “Ara di Ierone II” il più grande altare ellenico dell’antichità che fu realizzato da Ierone II attorno al III sec. a.C.,  l’Anfiteatro Romano (III- IV sec. d. C.) scavato nella roccia a forma ellittica, il teatro greco e il Castello Maniace. Palazzo Bellomo (XIII-XIV sec.) raccoglie importanti opere come “Annunciazione” di Antonello da Messina del 1474 e il “Seppellimento di S. Lucia” di Caravaggio del 1608, inoltre ha delle collezioni di oreficerie, argenterie, avori, ceramiche, terrecotte, maioliche e lavori in corallo. Un museo particolare si trova nel Palazzo Midiri Cardona ed è il Museo Aretuseo dei Pupi, il primo dedicato ai pupi siciliani con  visite guidate, spettacoli e mostre. Da vedere il Santuario della Madonna delle Lacrime, mentre la patrona della città, Santa Lucia, ha due chiese: Santa Lucia al Sepolcro venne eretta per accogliere le spoglie della santa e Santa Lucia alla Badia, in Piazza Duomo. Una visita alle Catacombe con lunghe gallerie dove si trovano loculi e tombe dei martiri, le Catacombe S. Giovanni e la Basilica di San Marziano sono visitabili, per le visite attenersi agli orari stabiliti. Nel Museo Archeologico Nazionale tra le varie opere esposte è da ricordare la Gorgone, animale alato e orrendo, la leggenda narra che  il suo sguardo impietriva gli uomini e che il suo sangue ridava la vita  ai morti, la Venere Andiomene o Landolina chiamata così perché fu scoperta da Saverio Landolina, archeologo e la statua è una copia romana dall’originale greco (II se. a.C.). Un altro posto da visitare è Tecnoparco Archimede  un Parco Tecnico-Scientifico, nei pressi del Teatro Greco, ci sono ricostruite 24 invenzioni di Archimede ed il loro funzionamento tecnico. La festa patronale, altre manifestazioni e la gastronomia rende piacevole il soggiorno a Siracusa

domenica 28 aprile 2013

Cartoline dalla provincia di Como

Villa La Rotonda - Inverigo (1990)
Alto Lario (1990)

Villa Erba - Cernobbio (1990)

sabato 27 aprile 2013

Cartoline dal Lago di Como Bellagio e Cernobbio

Imbarcadero - Bellagio (1990)
Imbarcadero - Cernobbio  (1990)


Un soggiorno nei dintorni di Terni


Terni, città antichissima, benché fu bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale conserva ancora alcune tracce del passato nel centro storico. Passeggiando per la cittadina a Piazza Duomo troviamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo, con la bella facciata dominata dal porticato avente un doppio ordine di colonne e con la parte superiore ornata da statue, nell’interno ci sono opere d’arte e il bellissimo organo del 1647; di fronte al Duomo, si ammira la fontana (1935) raffigurante l'unione del fiume Velino con il Nera che formano la cascata delle Marmore e la Torre Barbarasa del XII secolo. Sempre nelle vicinanze del Duomo si trova il Palazzo Bianchini-Riccardi (XVI sec.) e nelle immediate vicinanze ci sono i resti dell'Anfiteatro Fausto l'edificio romano meglio conservato. Altri bei palazzi sono: Palazzo Gazzoli, Palazzo Fabrizi edificio seicentesco sede della Pinacoteca Comunale, il Palazzo Spada ( XVI sec.) sede del Comune; da visitare anche la Chiesa di San Salvatore costruita sui resti di un edificio del V secolo, è stata realizzata nel XII secolo sfruttando una parte di quello preesistente e il suo interno è romanico con affreschi del Duecento, la chiesa è la più antica della città, da visitare anche la Basilica di San Valentino patrono di Terni e degli innamorati. Terni al visitatore offre anche una varia gastronomia come primi piatti di pasta fatta a mano con il sugo a base di funghi e tartufi, il cinghiale, i salumi, i formaggi tipici e il tipico pane sciapo per apprezzare meglio i vari sapori del cucinato. Recandosi a Terni non si può rinunciare ad una visita alla Cascata delle Marmore: a pochi chilometri dal centro della città, si potrà assistere ad uno degli spettacoli più grandiosi che la natura offre. La Cascata delle Marmore, creata dai Romani per far defluire il fiume Velino, concede un delizioso scenario in cui il fragore delle acque spumeggianti, che effettuano un salto di 165 metri suddiviso in tre salti, si unisce ad affascinanti giochi di luce. Un altro posto da visitare è la Valnerina dove troveremo i piccoli centri quali Arrone, Montefranco, Ferentillo (con l'Abbazia di San Pietro in Valle e il Museo delle Mummie), Polino e il lago di Piediluco. A Terni si svolgono anche belle e interessanti manifestazioni come il "Cantamaggio" e "Cantine Aperte" in Maggio, la "Corsa del Bravio" a giugno, in settembre  la "Sagra del Cinghiale", in ottobre il "Palio dei Terzieri", ma è sempre meglio informarsi prima per eventuali cambiamenti di date. Tutto questo la cittadina offre per un piacevole soggiorno in una regione bellissima e da scoprire.

mercoledì 24 aprile 2013

Un weekend a San marino


San Marino (301 d. C.) è la più antica repubblica d’Europa, la sua vicinanza ad alcune città come Riccione, Milano marittima e Rimini la rendono accessibile per una visita senza bisogno del passaporto. La cittadina, benché piccola, offre al visitatore beni architettonici e naturali passeggiando per i vicoli del centro storico. Passando per la porta del paese o Porta di San Francesco si ci trova alla Piazzetta Placito Feretrano e proseguendo verso destra troveremo il Teatro Titano e la vicina Chiesa di San Quirino (1550); continuando a salire potremo visitare la Chiesa di San Francesco (1361) con annessa, la splendida Pinacoteca. In Piazza della Libertà si trova il Palazzo Pubblico la cui facciata è decorata con lo Stemma della Repubblica e di quattro Castelli: di Serravalle, di Fiorentino, di Montegiardino e di Faetano. Sul lato sinistro si trova la Torre campanaria merlata e reca le immagini di Sant'Agata, San Marino e San Leo sotto le quali è posto l'orologio. Nell'angolo, a livello dell'ammezzato, è posta una Statua bronzea del Santo. Nella Piazza si trova anche la Statua della Libertà dono della contessa Otilia Heyroth Wagener, nel 1876, che rimase colpita per l’importanza che i cittadini sammarinesi davano alla propria libertà e alla propria indipendenza. Nel centro si scorge anche una delle tre Torri, Rocca Cesta, è la più alta delle tre, risale al XIII secolo di cui è famosa la città, ospita il Museo delle Armi antiche, la prima torre risale intorno all’anno 1000, la terza torre è del XII sec., le torri si possono raggiungere a piedi in un percorso affascinante e pittoresco. Da visitare anche il Museo delle Auto antiche, il Museo delle Cere, il Museo delle Curiosità e il Museo della Civiltà Contadina e delle tradizioni della Repubblica di San Marino. Durante la passeggiata si trovano trattorie e osterie dove gustare la gastronomia locale, piatti semplici ma genuini nei suoi sapori. Si può passare dalla cima del monte Titano nel centro della città vecchia con una funicolare che attraversa il borgo, e scoprire il Belvedere. Nelle botteghe si trovano negozietti tipici dove si lavora la ceramica e l’oro. San marino offre al visitatore anche molte manifestazioni da quelle rievocazioni storiche come il Palio,  le giornate medievali a quelle religiose del santo patrono, questi eventi fanno conoscere la storia della cittadina, legata alle tradizioni, alle testimonianze presenti e alle leggende legate al passato di questa antica città, da sempre simbolo della Libertà in tutto il mondo. Questo ed altro la cittadina offre ai visitatori per un weekend.


Cartolina da...Padova e da...Guardiagrele

Basilica di S.Antonio
Chiesa di Santa Maria Maggiore (1997)

martedì 23 aprile 2013

lunedì 22 aprile 2013

domenica 21 aprile 2013

Cartoline da...Torino

Parco del Valentino (2001)

Sullo sfondo il Colle dei Cappuccini (2001)

Un soggiorno a Perugia (Umbria)


Perugia, affascinante e ricca di storia, capitale dell'Umbria offre al visitatore tante attrattive tutte da scoprire e paesaggi molto belli. Di fondazione etrusca, occupa la sommità del colle dal quale si diramano gli attuali corsi dovuti all’espansione medievale della città, mentre le strade del centro hanno ancora l’impronta etrusco – romana. La cittadina con le stradine caratteristiche, le belle chiese e la sua storia millenaria, è un piccolo gioiello che si fa scoprire dai visitatori, in tutto il suo splendore. Nella piazza principale spicca la Fontana Maggiore (seconda metà del XIII sec.) su disegno di Nicola e Giovanni Pisano, per ricevere le acque provenienti dall'Acquedotto del Monte Pacciano,  costituita da due vasche poligonali sormontate al centro da una tazza in bronzo, sopra di essa si trova il gruppo marmoreo con tre ninfe, inoltre si può notare la rappresentazione dei lavori agricoli dell’anno e i relativi segni zodiacali. Intorno ad essa troviamo la Cattedrale con la rinascimentale Loggia di Braccio Fortebraccio (1423), nel chiostro della Cattedrale potrete visitare il Museo Capitolare, sede di importanti opere d'arte, l’ex Seminario (XVI sec), il Palazzo Arcivescovile e il Palazzo dei Priori o Comunale (1293). Nel palazzo comunale è situata la Galleria Nazionale dell’Umbria, importante per la pittura gotica, queste opere coprono un periodo che va dal XIII al XIX secolo e sono organizzate secondo un esaustivo percorso cronologico: al terzo piano sono raccolte le opere che vanno dal XIII al XV secolo; mentre al secondo piano quelle dal XVI al XIX secolo. Per gli amanti dell’arte visitare anche il Museo Archeologico, nell’ex convento di San Domenico, con reperti preistorici, etruschi e romani. Per una sosta troveremo ristoranti che offrono i piatti tipici come la parmigiana di gobbi, il tegamaccio una zuppa di pesce aromatizzata, la torta al testo una schiacciata di farina, acqua e olio d'oliva. Da visitare anche la Rocca Paolina che è un'antica fortezza voluta dal Papa Paolo III e realizzata da Antonio da Sangallo il Giovane. Di questa costruzione sono visibili un tratto delle mura di sostegno ed il bastione che incorpora Porta Marzia. La parte più suggestiva di quel che resta della Rocca Paolina sono i sotterranei, in particolare le scale mobili che dal parcheggio di Piazza Partigiani attraversano la Rocca sotto il porticato laterale del Palazzo del Governo e arrivano in Piazza Italia. A due passi dalla Fontana Maggiore troviamo il Pozzo Etrusco, una costruzione che fungeva in passato da serbatoio idrico, il Pozzo è percorribile grazie ad un sistema di scale che permettono di scendere fino al punto più profondo. Passeggiando per le stradine ecco le botteghe in cui si può trovare oggetti di  ceramica caratteristica o qualche tessuto umbro, lavorazione del vetro, del legno e dell'oreficeria. Nella città di Perugia si può assistere alla manifestazione sagra musicale umbra, alla tradizionale festa della Desolata il venerdì santo, all’Eurochocolate per chi piace i vari tipi di cioccolato. La gastronomia tipica fa da corollario alle bellezze cittadine perché una città si conosce ed apprezza anche nella cucina legata al territorio.

sabato 20 aprile 2013

Un soggiorno a Genova


Genova, antica repubblica marinara, offre al visitatore una città antica che conserva ancora i segni nel suo centro storico, come i carruggi di Genova, ossia i vicoletti che si snodano lungo tutta la città, che mantengono infatti un fascino tutto particolare tra botteghe, trattorie e negozi caratteristici, si scorge il passato di Genova, “la Superba,” fatto di dimore cinquecentesche, edicole votive barocche, chiese di pregio affacciate su piccole piazze, il Porto Antico che racchiude la città di ieri e quella di oggi in un’armonia di forme e di colori suggestive, gli antichi simboli come la Lanterna e i Palazzi. La città è anche moderna con l'Expo con l'Acquario dove ci sono esemplari di animali differenti tra mammiferi acquatici, rettili ed ovviamente pesci il cui habitat è perfettamente ricostruito. Passeggiando per i “carruggi” si può scoprire degli stupendi scorci della città o opere d'arte inaspettate, a via degli Orefici potrete scoprire un bassorilievo raffigurante l'Adorazione dei Magi e un'edicola dipinta su ardesia da Pellegrino Piola. Essi, i “carruggi”, spesso portano nomi che derivano dai mestieri che in passato vi avevano la sede (così ci sono Via degli Orefici, o Via dei Fabbri),  altri sono caratteristicamente evocativi (come ad esempio vico dell'Amor Perfetto o vico Carabaghe, Vico Cicala, Vico Boccadoro…). Le crosa, o meglio le crêuza, sono invece le scalinate che si trovano spesso nei pressi di punti in cui convergono tre stradine, accomunate ai carruggi proprio per le dimensioni piccole. Un'altra particolarità della città di Genova sono Le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli, i Rolli sono dei bellissimi palazzi che nella seconda metà del 1500 erano sorteggiati in liste ufficiali (i rolli), per accogliere le visite di Stato della Repubblica Marinara. Le Strade Nuove, dove si concentrano questi palazzi, sono state realizzate dalle più importanti famiglie della nobiltà nel centro della città e hanno quasi tutti una struttura molto simile, caratterizzata da un atrio, un cortile con uno scalone ed un giardino, ma spesso il fiore all'occhiello di ciascuno di questi palazzi sono le decorazioni interne. Si trovano quasi tutti sulle attuali Via Garibaldi, Via Cairoli e Via Balbi, sono stati costruiti tra la metà del Cinquecento e la fine del Settecento, alcuni palazzi, oggi, ospitano istituzioni pubbliche e musei e sono tutti visitabili. Da visitare Palazzo Ducale dal 1339 residenza dei Dogi e oggi sede di grandi eventi e attività prestigiose,  la Cattedrale di San Lorenzo, eretta intorno al 1098 e ampliata nei secoli, solenne e preziosa custodisce le Ceneri di San Giovanni Battista, patrono della città, il Museo del Tesoro e il Museo Diocesano. Una passeggiata lungo i portici di Via XX Settembre e si giunge a Piazza De Ferrari dove nel centro si erige  la bella fontana con giochi d’acqua e circondata da bei palazzi come Palazzo Ducale e il Teatro Carlo Felice. Inoltre una visita a Palazzo Reale dimora nobiliare, reggia sabauda, con il Museo Nazionale con il suggestivo giardino e le terrazze, i musei di Strada Nuova: Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, Galata Museo del mare, la Casa di Colombo e Porta Soprana. Una  passeggiata sul il lungomare di Corso Italia che si trova nel levante di Genova ed inizia dalla Fiera del mare e termina nel caratteristico borgo di pescatori di Boccadasse. Da vedere anche la Scalinata “delle Caravelle” imponente ed elegante, nota per le decorazioni floreali raffiguranti le tre caravelle di Cristoforo Colombo, la Scalinata del Milite Ignoto si staglia innanzi all’Arco di Trionfo, inserita nel magnifico contesto di Piazza della Vittoria ed è uno splendido scorcio nel cuore della città, la struttura domina dall’alto il centro di Genova e si protende con un ampio giardino verso le mura delle Cappuccine, per raggiungere la spianata di Carignano. La gastronomia genovese è conosciuta per il pesto, la famosa focaccia preparata in vari modi ma la migliore è quella semplice, la torta Pasqualina e il “cappon magro” una ricca ed elaborata insalata che ha un fondo di gallette insaporite con aglio, aceto e sale, con pesce a carne soda, uova sode, verdure lesse, carciofi, gamberetti e tonno. Genova, adagiata sulla riva del mare, la si vede espandersi abbarbicata sulle sue colline in uno scenario veramente unico ed offre alla vista del viaggiatore le vestigia di un antico e glorioso passato e la nuova Genova aperta sul futuro.

Cartoline da....Bellagio sul lago di Como


Villa Melzi (2009)


Interno della Villa (2009)

venerdì 19 aprile 2013

giovedì 18 aprile 2013

Segue... Un weekend a Campobasso

Dopo questa camminata si può fare una sosta in uno dei ristoranti vicino alla piazzetta per assaggiare la gastronomia locale, sia di tipo casereccia che tradizionale, con un buon vino locale., la sera è possibile andare alla birreria bavarese “Konig Ludwig Bier Keller n.1. Riprendendo la passeggiata da Via Cannavina, con bei negozi come l’ “Antica Cappelleria”, il bel antico Palazzo Cannavina e il bar Lounge Cafè, si giunge a Piazza della Prefettura dove si erige la Cattedrale dedicata alla SS. Trinità il cui interno racchiude preziosi affreschi, notevole è l'altare maggiore decorato con vetrate policrome raffiguranti storie della vita di Sant’Ilario e Sant'Agostino.Una sosta a Villetta Flora, alberata,

 
Fontana di Villa Flora (2000)    con la sua bella fontana a mo di piccola peschiera e con sedili in ferro lavorato in stile liberty, poi a vedere la grande Piazza Vittorio Emanuele II con la fontana zampillante 


(le due foto sono di De Rensis Roberto- Produzione Michele Picciano)    



e la statua di San Giorgio, , il Palazzo San Giorgio che ospita il Comune e la Villa dei Cannoni

(foto di De Rensis Roberto-produzione Michele Picciano)con alberi secolari. Da vedere inoltre Piazzetta Palombo dove
(foto di De Rensis Roberto-produzione Michele Picciano) dove sotto i portici si trovano botteghe artigianali, il Fondaco della Farina, uno slargo a poca distanza dalla Chiesa di San Leonardo all'interno delle mura del borgo antico, qui confluivano tutta la farina ed i cereali prodotti dai mulini intorno alla città e qui era pesata e soggetta al dazio. Da visitare il Museo dei Misteri che espone i costumi e le strutture che vengono usate nel Festival dei Misteri, nota celebrazione campobassana del Corpus Domini, la parte centrale della manifestazione è la sfilata dei cosiddetti Misteri, vere e proprie strutture portanti create, nel Settecento, da Paolo Saverio Di Zinno e modellate grazie a una lega molto flessibile e resistente. Ogni Mistero ospita dei figuranti che danno vita a un episodio della Bibbia, mentre la struttura viene portata a spalla da numerosi volontari. Il museo è dotato di due sale espositive e una sala proiezioni (via Trento 3). Campobasso ha una peculiarità: Viale delle Rimembranze



(2000)

splendido e suggestivo viale alberato, la particolarità è che questi alberi si possono considerare sacri, in quanto  su ognuno di essi vi è una targhetta dedicata ad un caduto campobassano della guerra, a volte scritto solamente “ignoto” a volte riportando “il nome del soldato”, il viale collega la chiesa di San Giorgio con il Castel Monforte dove vi è il Sacrario dei Caduti della Seconda Guerra Mondiale. Campobasso, città universitaria, si visita con tutta tranquillità per scoprire o riscoprire questa città che non ha nulla da invidiare, a città più conosciute, in fatto di arte storico artistico.



   

Un weekend a Campobasso


Campobasso è formato da una parte antica e pittoresca di origine medioevale, sul pendio di un colle dominato 

dal magnifico Castello Monforte, e da una parte più moderna ottocentesca, che si sviluppa sul piano ai piedi del centro più antico, è una città antica ricca di storia, tradizioni, monumenti, giardini, chiese.  La città vecchia presenta la struttura tipica del centro di collina di stampo medievale, con stradine strette, scalinate fiancheggiate da case,

centro storico (2000)
guardando attraverso gli eleganti portali in pietra locale, decorati da simboli nobiliari e allegorici, si scorgono deliziosi cortili interni. Sulla cima del colle troviamo l’imponente Castello Manforte che fu ricostruito tra il 1456 ed il 1463 per volere del conte Cola. Il Castello possiede una struttura massiccia, con mura e torri merlate, un maestoso portale d'ingresso con lo stemma dei Monforte e si trovano, all'interno, i resti delle mura sannitiche ed un elegante cortile. La torre più alta è ora sede della Stazione Meteorologica dell'Aeronautica Militare





(2011)
parte dell'edificio, è adibito a Sacrario dei Caduti della Seconda Guerra Mondiale. Nella stessa piazza si trova il santuario di Santa Maria del Monte, la sua costruzione risale al 1354, era sorta infatti come semplice cappella gentilizia dedicata alla Vergine, nel 1905 la chiesa venne consegnata ai Padri Cappuccini che ancora oggi la conservano.

Santa Maria del Monte (foto di De Rensis Roberto - produzione Michele Picciano)
 Particolarmente interessante all’interno è la statua della SS. Vergine del 1334, gli affreschi pregevoli di Trivisonno, maestro campobassano, la Cappellina dedicata a Padre Pio che dimorò per qualche tempo nel Convento.
(2011) Continuando a scendere ecco la Chiesa di San Giorgio,
 (foto di De Rensis Roberto- produzione Michele Picciano) protettore della città, fu eretta nel XII secolo in pieno stile gotico, presenta una facciata a capanna, un grande campanile e nella lunetta del portale troviamo scolpito l’agnello crucifero contornato da decorazioni a foglie e tralci di uva,



la festa del santo patrono si svolge il giorno 23 aprile. Un’altra bella chiesa che si incontra, sempre scendendo, è la Chiesa di San Bartolomeo (XIII sec.)
(foto di De Rensis Roberto-produzione Michele Picciano) . con il portale principale evidenziato da un protiro con colonne poste fra le arcate cieche. La luneta, divisa in due sezioni, raffigura il Redentore benedicente, alla greca, contornato dai simboli degli evangelisti. Proseguendo per la scalinata troviamo il Museo di Palazzo Pistilli, della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici del Molise, dove si può ammirare la bellissima mostra I Colori delle Emozioni. Il collezionismo di Giuseppe Ottavio Eliseo e Michele Praitano per Campobasso e il Molise” la mostra vuole essere testimonianza della sensibilità culturale dei due collezionisti, del loro amore per l’arte e della loro generosità verso la propria terra. Subito dopo si trova il Museo Sannitico, Soprintendenza Archeologica del Molise, nel suo interno troviamo un bel atrio e nelle sale si potranno ammirare reperti che vanno dal IX sec. a.C. al VI sec. a.C. come anfore, spade, monili d’ambra, i resti di una villa romana ed una sezione sui Longobardi. Alla fine della scalinata ecco la bella Chiesa di San Leonardo con la scalinata del primo 1900,
la facciata presenta una lunetta con l’agnello crucifero e di lato una monofora, romanica, delineata da intrecci di rami e motivi floreali, il suo interno racchiude belle opere come la figura di San Leonardo



e nella sua bella semplicità si ritrova la spiritualità propria della Chiesa. (L'agnello crucifero: molte chiese molisane presentano sulle facciate un agnello che regge una croce: si tratta di una rappresentazione piuttosto consueta nel medioevo dal particolare valore simbolico. Questo simbolo, molto diffuso nell’Antico testamento, rappresenta il popolo che nel sacrificio raggiunge la salvezza. La rappresentazione del Cristo sacrificato si è diffusa in Molise fra il X e il XV secolo. L’Agnello, infatti, come recita San Giovanni Evangelista nell’Apocalisse, costituisce l’espiazione della colpa).


mercoledì 17 aprile 2013

Cartoline da..Venezia

Palazzo Giustinian-Lonin (1989) 

Interno del cortile (1989)

Interno del piano nobile (1989)


Venafro e Il Museo Nazionale di Castello Pandone

 Questa bella cittadina ha il simbolo nel Castello Pandone che domina Venafro, per mettere in risalto la qualità delle testimonianze artistiche molisane perché il presente non faccia dimenticare un passato pieno di storia anche culturale.
Per arrivare al Castello Pandone il turista troverà, tra le altre cose, la Chiesa di Cristo e la Chiesa dell’Annunziat, entrambe barocche.

 
 e il bel quadro rappresentante i Santi patroni di Venafro: Nicandro, Marciano e Daria.

 

Arrivati davanti al Castello ed entrati nell’androne di accesso al cortile si nota l’emblema araldico dei Caracciolo, salendo lo scalone trecentesco ci sono le sale con il ciclo dei cavalli di Enrico Pandone, con i frammenti di affresco del VII secolo da Santa Maria delle Monache di Isernia, e prosegue con opere medievali quali l’affresco con i Santi Bartolomeo e Michele dalla chiesa di San Michele di Roccaravindola e la scultura trecentesca della Madonna con Bambino da Santa Maria della Strada di Matrice e il polittico con scene della Passione di Cristo, realizzato in alabastro nel XV secolo da una bottega inglese di Nottingham.
 

Al suo interno si possono ammirare: la Madonna con Bambino e santi del pittore napoletano Simone Papa proveniente dalla Chiesa del Carmine di Venafro, San Sebastiano curato da Irene di Giuseppe Di Guido, in precedenza detto “Maestro di Fontanarosa, proveniente dalla Chiesa Parrocchiale di Gildone, la Madonna con Bambino e san Nicola da Tolentino,  dalla Chiesa di Sant’Agostino in Venafro, opera di Nicola Maria Rossi. 

Oltre a queste opere d’arte ed altre ciò che rende interessante è la decorazione con il ciclo dei cavalli di Enrico Pandone, per la sua unicità, che offre un percorso interessante sotto diversi punti di vista per la tecnica esecutiva, trattandosi di intonaco a rilievo e affrescato; questi cavalli sono a grandezza naturale con la sella ed eleganti finimenti, di ogni cavallo vengono anche riportati l'età, la razza, il nome, il colore del manto ed il simbolo dell' H, cioè della scuderia di Henricus, in alcuni si trova l’iscrizione con il nome della persona a cui fu donato.Il conte Pandone era un grande appassionato di cavalli così volle far realizzare, nelle sue sale, questo ciclo decorativo quasi volesse essere un album fotografico dei suoi preferiti cavalli da mostrare ai suoi ospiti, il cui solo possibile confronto è con la Sala dei Cavalli in Palazzo Tè a Mantova, affrescata per i Gonzaga da Giulio Romano. 
Inoltre dalla bella loggia con arcate si può ammirare il panorama di Venafro dopo aver visitato il primo Il Museo Nazionale del Molise.



lunedì 15 aprile 2013

Un soggiorno ad Anzio (Roma)


La cittadina ha origini antichissime, due leggende fanno risalire la fondazione una ad Anteo figlio di Ulisse e la maga Circe un’altra ad Ascanio figlio di Enea, ma fu sul finire dell’età repubblicana che Anzio conobbe il suo splendore divenendo un posto di villeggiatura preferito da Marco Tullio Cicerone, Mecenate e Cesare Augusto. In età Imperiale poi vi soggiornarono gli
imperatori: Augusto vi fu proclamato Padre della Patria, Caligola, che ne voleva fare la
capitale dell'impero, Adriano, che la descriveva come uno dei luoghi più belli d'Italia ma
fu Nerone, che nacque ad Anzio, ad edificarvi il porto ad abbellire la reggia e la città di marmi e statue famose, oggi esposte nei più grandi musei del mondo, come la Fanciulla d'Anzio (Museo nazionale) e il Gladiatore Borghese (Louvre) e l'Apollo del Belvedere (Musei Vaticani). Visitare la cittadina adagiata su circa 15 km di spiaggia e appoggiata su un piccolo promontorio che declina verso il mare è piacevole, passeggiando per la piazza principale ecco che appare la Chiesa SS. Pio e Antonio (1851-18559), imponente con la bellissima facciata che  presenta una scalinata di travertino che è sovrastata da un pronao a quattro colonne, cinto su ogni lato da un’artistica cancellata. Mentre all’ingresso della cittadina, di fronte al mare, ecco il Santuario Basilica di Santa Teresa del Gesù Bambino in stile romanico, molto bella ed interessante è la Cappella delle reliquie così chiamata per i ricordi della santa che vi sono gelosamente custoditi. Si trovano sul tempietto marmoreo dell’altarino, parte di una vertebra della santa e un rosario della stessa, sull'inginocchiatoio, il crocefisso che S. Teresa usò e ricoprì di baci, costituiscono un prezioso dono che il Carmelo di Lisieux volle fare al santuario di Anzio unitamente alla statua che raffigura Santa Teresina sul letto di morte mentre con una mano sfoglia una rosa a favore dei suoi devoti. Da visitare il Parco Archeologico, il Faro, i resti del Teatro Romano, il Porto Innocenziano e l'antico porto romano il Porto Neroniano,inoltre la riserva naturale Tor Caldara situata tra Anzio e il Lido di Lavinio. Anzio è ricordata anche per lo sbarco delle truppe anglo-americane avvenuto il 22 gennaio 1944, campagna della seconda guerra mondiale conclusasi con la liberazione di Roma,
 si può vedere Villa Adele dove vi ha sede il Museo dello Sbarco Alleato che è diviso in quattro sezioni: Americana, Inglese, Tedesca e Italiana. Nelle vetrine e nelle bacheche sono esposte uniformi, armi, decorazioni, documenti, piani di battaglia, foto di veterani, oggetti di uso quotidiano, motoveicoli ed inoltre c’è la fototeca e la biblioteca per chi volesse approfondire questo spaccato di storia. Lungo la riviera di ponente, in un piccolo slargo, si trova la composizione di "Angelita di Anzio", eretta il 22 gennaio 1979, in ricordo dei molti bambini simbolo della loro sofferenza innocente e vittime della brutalità della guerra. La bimba, raffigurata dallo scultore, è quella che un militare del corpo dei "Reali fucilieri di Scozia", S.C. Hayes, sbarcato ad Anzio con le truppe anglo-americane trovò sola e sconsolata che piangeva sulla spiaggia, pochi giorni dopo il suo ritrovamento, "Angelita" morì colpita da un proiettile il nome fu simbolico perché dalle ricerche fatte sul momento non riuscirono a dare alla bimba la sua vera identità. Anzio, quindi, non è solamente meta estiva per il suo bel mare, per la gastronomia, per l’archeologia ma è anche una città che fu strategica durante una sanguinosa guerra, quella della seconda guerra mondiale.


Cartolina da...Cercemaggiore (Campobasso)

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