venerdì 28 febbraio 2014

Carnevale nei musei italiani


Stra, Museo Nazionale Villa Pisani (Venezia) il 01 marzo 2014: Meraviglioso Carnevale.

Bologna, Pinacoteca Nazionale Bologna il 02 marzo 2014: Carnevale in pinacoteca. Le famiglie al museo in occasione del carnevale.

Ferrara, Museo di Casa Romei il 01 – 02 marzo 2014: Carnevale Rinascimentale a Ferrara.

Ferrara, Museo Archeologico Nazionale il 01- 02 marzo 2014: Balli, intrattenimento musicale e visite guidate a Palazzo Costabili durante il Carnevale Rinascimentale.

Ancona Museo Archeologico Nazionale delle Marche il 01 marzo 2014: Carnevale al Museo Archeologico di Ancona.

San Benedetto del Tronto Museo della Civiltà Marinara delle Marche il 01 marzo 2014: Un carnevale da pirata.

Ancona, Museo Tattile Statale Omero il 02 marzo 2014: A carnevale ogni nota vale!

Campobasso Museo sannitico di Campobasso il 03 marzo 2014: Percorso didattico per bambini alla scoperta delle maschere antiche presenti nel percorso espositivo.
Isernia, Museo Archeologico di Isernia il 01 marzo 2014: Caccia al tesoro in costume "A spasso nel tempo nell'antica Aesernia".
Reggio di Calabria  Museo di Reggio Calabria il 01 marzo 2014: Carnevale rock al Museo di Reggio Calabria.
Castrolibero (Cosenza), Biblioteca Comunale “Corrado Alvaro” Castrolibero il 04 -6 marzo 2014  Carnevale di Calabria “Maschere della vita” Mostra d’arte degli artisti UCAI Sez. di Castrolibero “La maschera di Jugale come metafora della vita nella tradizione popolare”.
Per gli orari, eventuale prenotazione ed iniziative  chiamare i rispettivi Musei.

Mostre a Genova


Museo d’Arte Orientale "E. Chiossone" dal 28 febbraio - 29 giugno 2014 la mostra “La rinascita della pittura giapponese”. I suggestivi capolavori di arte orientale hanno lo scopo di studiare e approfondire ulteriormente la storia dell'arte giapponese.


Sono stati restaurati, negli ultimi venti anni con il contributo di Fondazione Sumitomo e del Tōkyō National Research Institute for Cultural Properties (Tōbunken) dell’Agenzia Giapponese per gli Affari Culturali.
Museo d'Arte Orientale E. Chiossone, dal 6 marzo al 27 luglio 2014 la mostra Bambole artistiche del Giappone. Sculture figurative di Ono Hatsuko della Collezione Mori Mika” in concomitanza della mostra “La rinascita della pittura giapponese”.
Palazzo Ducale fino al 1 aprile 2014 la mostra “I colori del mondo”. Mostra fotografica di National Geographic Italia.
Palazzo Rosso, Musei di Strada Nuova fino al 31 dicembre 2014 la mostra “Visita virtuale ad alcune delle straordinarie sale dei Musei di Strada Nuova”.
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola fino al 23 marzo 2014 la mostra Pittori fiorentini a Palazzo Spinola. Dipinti di primo Cinquecento.
Museo di Storia Naturale "G. Doria" fino al 15 giugno 2014 la mostra Zanne, corazze e veleni. Le strategie di sopravvivenza di insetti, ragni, anfibi e rettili”.
 



 
 
 
 
 
 
 


giovedì 27 febbraio 2014

I pittori di Piazza Navona


In questa scenografica piazza si radunano i pittori con le loro creazioni mentre altri eseguono solo ritratti al volto; soffermandosi a guardare i quadri si ha l’impressione di stare ad una originale e strana accademia d’arte dove si assiste alla creazione di un dipinto.




I pittori, ritrattisti, pittori di strada e caricaturisti, con il loro banchetto, rendono pittoresca Piazza Navona dove troviamo la Fontana dei Fiumi, la Fontana del Moro, la Fontana del Nettuno e la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. 


martedì 25 febbraio 2014

Mostre a Roma


Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano, Grandi Aule fino al 25 maggio 2014 la mostra: “Rodin. Il marmo, la vita”. La mostra si apre con il tema dell’illusione della carne e della sensualità, sono raccolte alcune opere giovanili, di stampo  classico, fra cui il celeberrimo Homme au nez cassé, un ritratto omaggio al grande genio Michelangelo.Inoltre è esposto “Il bacio” scultura che rappresenta due amanti e oltre 60 sculture in marmo e costituisce la più completa esposizione che sia stata allestita sui marmi di Auguste Rodin.

Palazzo del Quirinale fino al 16 marzo 2014 la mostra: “La memoria ritrovata. Tesori recuperati dall’Arma dei Carabinieri”. L’esposizione si articola in due sezioni e Nella Sala degli Scrigni, nella Sala di Ercole e nella Sala degli Ambasciatori, sono esposte opere che vanno dal VI secolo a. C al Settecento.

Galleria Borghese fino al 25 maggio 2014 la mostra: “Giacometti. La scultura”. Lo scopo di questo viaggio attraverso i secoli è l’interpretazione statuaria della figura umana nel XX secolo, che si concretizza nell’arte di uno dei più grandi del ‘900: Alberto Giacometti. Tra le 40 opere esposte si trovano bronzi, gessi e disegni per raccontare l’artista.

Museo di Roma in Trastevere fino al 20 aprile 2014 la mostra “ Il paesaggio italiano. Fotografie 1950 – 2010”. Il percorso espositivo evidenzia i diversi modi con i quali il paesaggio italiano è stato approcciato sulla base delle diverse “scuole di pensiero” alle quali sono appartenuti gli autori presenti nella mostra.

Museo della Via Ostiense fino al 30 aprile 2014 la mostra: “Scritto Nelle Ossa. Vivere, Ammalarsi e Curarsi a Roma in Età Imperiale”, è un interessante confronto tra le antiche terapie e quelle applicate oggi, secondo le tecniche più moderne e innovative.

 Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia fino al 16 marzo 2014 la mostra:  “La Sardegna dei 10.000 Nuraghi - Simboli e miti dal Passato”. La mostra è suddivisa in 4 sezioni, una esposizione di grande fascino, che svela i segreti di una civiltà antichissima come quella che ha realizzato i nuraghi.

 Scuderie del Quirinale dal 20 marzo 2014 al 13 luglio 2014 la mostra: “Frida Kahlo”. Una mostra sull’ artista messicana di Frida Kahlo (1907-1954), simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del Novecento.

Palazzo Venezia, Sale Quattrocentesche fino al 20 marzo 2014 la mostra: “La Cina Arcaica. Prima Mostra della Civiltà Cinese”. La mostra è suddivisa in cinque parti: la nascita della civiltà, l’avvento del regno, i sacrifici per gli Dei e gli antenati, la musica legata alle cerimonie, e l’epoca degli Stati Guerrieri.

Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana fino al 08 marzo 2014 la mostra: “VERDI A ROMA. Mostra storico-documentaria”. Il progetto espositivo, in nove sale, comprende anche bozzetti, figurini e costumi di scena, la sezione multimediale propone una ricca selezione di registrazioni audio-video, con diversi inediti.

 

 

 

martedì 18 febbraio 2014

Il Teatro greco di Taormina

Questo scenografico e antico teatro, greco romano, si trova in un bel punto panoramico da cui si vede l’Etna, il mar Ionio, i Giardini Naxos e i monti calabri, è uno spettacolo di straordinaria bellezza.

foto del 1991

Una antica datazione fa risalire la costruzione al III sec. a.C., l’origine è ellenistica e come prova ci sono, presenti sotto la scena, le pietre tipiche di Taormina che sono simili al marmo. La riedificazione romana avvenne nel 31 a.C. -14 d.C. usando mattoni d’argilla e calce inoltre furono costruiti i canali per defluire l’acqua piovana. Il teatro si divideva in tre parti: l’orchestra, la scena e la cavea; la cavea era divisa orizzontalmente in cinque zone, quella verticalmente era formata da otto strette scalette, la gradinata della cavea andando verso l’alto era formata da gradini ricavati dalla roccia viva; sopra le volte dei due portici semicircolari si trovavano due terrazze destinate alle donne mentre i primi posti erano per le autorità, invece la plebe assisteva allo spettacolo dalle terrazze. Sul muro del portico si trovano trentasei piccole nicchie che contenevano statue, vi erano colonne di marmo bianco e granito ma quasi tutte sono state perse, un velario proteggeva gli spettatori sia dal sole che dalla pioggia. Il teatro greco è ben conservato e la scena è fiancheggiata da colonne ricollocate nel XIX sec., per la bellezza e l’eccezionale acustica questo teatro viene ancora utilizzato per manifestazioni culturali, è sede di “Taormina Arte” festival internazionale con la rassegna del cinema, del teatro, del balletto e della musica sinfonica. All’interno del teatro si trova un piccolo museo l’Antiquarium con reperti e sculture provenienti dai dintorni delle città.



   

lunedì 17 febbraio 2014

Cartoline dalla Toscana

Pienza -porta vicino a Piazza Dante Alighieri
Palazzo comunale di Pienza


Cattedrale di Pienza
Panorama di Montepulciano


venerdì 14 febbraio 2014

L'Abbazia di Montecassino e la sua storia


San Benedetto, intorno all’anno 529 d.C., fondò l’Abbazia di Montecassino dove scrisse la Regola, distrutta più volte, fu rasa al suolo dal bombardamento della seconda guerra mondiale. Così appare nei giorni odierni.


Chiostro del Bramante con le statue settecentesche, in marmo, di San Benedetto e di sua sorella Santa Scolastica ai lati del pozzo.
San Benedetto morente, statua in bronzo. San Benedetto morì nell’Abbazia il 21 marzo del 547 “in piedi sorretto da due monaci dopo aver ricevuto l’Eucarestia” (Dalla biografia di San Gregorio Magno).

                                                     Museo nell'interno dell'Abbazia

giovedì 13 febbraio 2014

Un weekend a Bologna

La città di Bologna viene definita “la rossa, la dotta e la grassa”, “rossa”per il colore dei mattoni , “la dotta” per la sua antica università e “la grassa” per la sua squisita gastronomia.  La città è cinta da Porte come uno scrigno e delle dodici Porte ne sono rimase dieci e sono: Porta Castiglione, Porta Galliera, Porta Lame, Porta Maggiore, Porta Mascarella, Porta San Donato, Porta San Felice, Porta San Vitale, Porta Santo Stefano e Porta Saragozza. 


 Per una visita di uno o due giorni è bene munirsi della cartina della città con informazioni su gli itinerari e cosa vedere in tre ore per un giorno, più articolati per più giorni, l’importante è seguire le indicazioni. Si incomincia percorrendo Piazza Maggiore per vedere il Palazzo D’Accursio sede comunale con le Collezioni Comunali d’arte, interessante è la Fontana Vecchia che si trova sulla facciata del palazzo comunale; la Basilica di San Petronio e nel suo interno si può vedere la meridiana più grande del mondo, nelle vicinanze ecco il Museo Civico Archeologico e avendo tempo a disposizione è bene visitarlo per capire meglio questa città che fu etrusca e romana. 
Continuando la camminata si giunge alla Chiesa di San Domenico che custodisce le spoglie mortali del santo, poi arrivati a Strada Maggiore ecco le due alte torri:

la “Torre degli Asinelli” e la”Torre Garisenda” da dove si diramano le principali vie per continuare il giro turistico. Una chiesa da visitare è la Basilica di Santo Stefano in stile romanico gotico, la sua peculiarità sta nel fatto che è un complesso di edifici religiosi a cui fanno parte la Chiesa del Crocefisso, la Chiesa del Sepolcro, la Chiesa dei Santi Vitale e Agricola e il Museo di Santo Stefano. Da visitare anche la Basilica di San Francesco,


con il Convento ammesso, benché l’alto esterno sembra austero nell’interno, a tre navate, si trovano bellissime opere d’arte come la Pala dell’Altare in marmo lavorato dove sono riproposti episodi della vita di San Francesco, l’Arca in maiolica, un Crocefisso del XIV sec, nelle pareti delle navate si trovano monumenti e lapidi sepolcrali che ricordano personaggi illustri. L’edificio presenta un aspetto dell’architettura romana padana ma anche dell’architettura gotica francese, ha due campanili uno eretto con la basilica a metà del 1200 l’altro costruito alla fine del 1300, ad un lato


di una torre c’è una targa tonda con notizie della Basilica,


mentre nel cortile della Basilica si conservano tre mausolei di forma piramidale. Per il viaggiatore che avesse più giorni per visitare meglio la città Bologna offre molto altro sia come Musei come il Museo della Storia di Bologna ma che altri luoghi interessanti come il Mercato delle Erbe, il Ghetto ebraico e i magnifici parchi. La città si conosce girando per vicoli o vie con i suoi monumenti, palazzi, chiese, negozi o botteghe artigianali ma anche per conoscere le tradizioni attraverso sagre o manifestazioni e gastronomia.  




mercoledì 12 febbraio 2014

Siena e la sua Cattedrale


Visitando la città si incontra la bellissima Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, in Piazza Duomo, è in stile gotico e la sua imponente facciata con fasce bianche e nere in marmo e le statue preannuncia un interno di una bellezza suggestiva. Infatti entrando si rimane affascinati per il suo insieme superbo per le volte dipinte in azzurro e le stelle, le colonne che hanno lo stesso motivo del marmo bianco nero, come l’esterno e il pavimento impreziosito con le 56 scene incise e intagliate su marmo i cui lavori vanno dal Trecento all’Ottocento. Questi capolavori narrano storie profane e sacre come la Lupa che allatta Romolo e Remo, la lupa senese, le Sibille mentre per il sacro viene rappresentato il Vecchio Testamento  come il sacrificio di Isacco, storie di Mosè sul Sinai o l’ascensione di Elia sul carro di fuoco. Per conservare questa opera unica, nel suo genere perché è come rimirare un tappeto di marmo, il pavimento viene ricoperto con un tappeto ed è visibile solo per un periodo dell’anno, credo a settembre. Ma ci sono altre opere d’arte che completano la Cattedrale come il quadro “il massacro degli Innocenti”, la scultura “il banchetto di Erode” di Donatello, il bel Battistero opera di Donatello, il Pulpito di marmo di Nicola Pisano. Nel realizzarlo l’artista ha voluto tramandarci alcune scene del vangelo come la Visitazione e la Natività, la Crocifissione e la scena del giudizio universale ma ci sono anche delle piccole statue raffiguranti le Virtù cristiane. Da visitare anche la Libreria del Piccolomini per vedere gli affreschi del Pinturicchio, il Battistero, la Cripta e il Museo dell’Opera che conserva molte e varie opere come la grandiosa pala d’altare “La Maestà” raffigurante la Madonna con Bambino attorniata da Santi, sculture in legno e sculture lignee. Un evento particolare, definito “La porta del Cielo”,  si è svolto al Duomo, terminato il 06.01.2014, quello di poter visitare i sotto tetti della Cattedrale, questo percorso ha permesso di vedere l’interno dell’Duomo dall’alto ma anche il bel panorama senese, i due spettacoli sono stati senza dubbio unici. Sarà il visitatore attento a scoprire le altre bellezze qui non descritte e presenti nella Cattedrale e sarà come un itinerario inteso come una scoperta della religione attraverso l’arte che difficilmente si potrà scordare.

 

 

 

martedì 11 febbraio 2014

Cartolina da ...le Torri di Bologna

Simbolo della Città la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda, dominano l'incrocio di cinque strade, che conducono alle porte delle antiche mura, in Piazza di Porta Ravegnana. La loro costruzione dovrebbe risalire al XII secolo e prendono il nome dalle famiglie che, secondo la tradizione, le avrebbero fatte costruire.
La loro caratteristica più curiosa e che tutte e due pendono in direzione opposte, la Torre Garisenda pende verso Via Sa Vitale mentre la Torre degli Asinelli pende in direzione di Via Rizzoli e questo rende più caratteristico l’aspetto delle due Torri che vengono chiamate anche “Torri pendenti”. La Torre degli Asinelli può essere visitata e dalla sua sommità si può ammirare il panorama della città.

sabato 8 febbraio 2014

L’Italia e i suoi musei particolari.


Visitando le varie città è possibile conoscere anche musei con tematiche specifiche particolari e interessanti eccone alcuni:

A Torino: 

Museo Nazionale della Montagna “Duca Degli Abruzzi”, in Piazzale Monte dei Cappuccini, ospita una vasta 

documentazione sugli aspetti naturalistico - ambientali della montagna, 


sulle sue tradizioni in nove aree tematiche. 
Museo di Storia Naturale "Don Bosco", c/o Istituto Salesiano Valsalice Viale Thovez, 37, il percorso museale si svolge su due piani ed ospita 

materiale mineralogico, aree dedicate alla biologia ed all'antropologia 

 e interessanti vetrine 

che trattano la zoologia. 
Museo dell’Automobile di Torino,

Corso Unità d'Italia, il museo espone importanti 

pezzi storici, 

marche diverse, per la maggior parte ormai scomparse di vari Paesi, tra i pezzi più pregiati si trova la vettura a vapore Bordino del 1854; il primo modello Benz del 1893 con il cambio di velocità a cinghie e l'Itala "Palombella" del 1909 appartenuta alla regina Margherita.

A Genova: Villa del Principe 

in Piazza del Principe, 

nelle sale si trovano mobili dei Seicento e del Settecento, 

arazzi del Cinquecento e bellissimi affreschi e con stucchi mitologici. Si visita su prenotazioni per gruppi. 
Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano, Palazzo Adorno in Via Lomellini, interamente dedicato agli eventi del Risorgimento italiano e, in particolare, ad alcune figure importanti come Giuseppe Mazzini e Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano.

A Milano: Museo degli Strumenti Musicali, Castello Sforzesco in Piazza Castello, una bella esposizione di strumenti musicali europei e una selezione di strumenti non europei, strumenti fatti a mano della liuteria cremonese e milanese. Museo teatrale della Scala in Largo Ghiringhelli,1  Piazza Scala, qui sono conservati, in una bella collezione, costumi, bozzetti scenografici, lettere di compositori, autografi musicali e strumenti musicali antichi. Inoltre c’è una biblioteca per chi volesse approfondire il tema.

A Perugia: Museo del Giocattolo di Perugia in Strada Palazzetta, 1 - Loc. Ramazzano, l’esposizione comprende tra le altre cose giochi, giocattoli, libri, cancelleria realizzati dalla prima metà dell’Ottocento fino agli anni ottanta del secolo scorso. Casa Museo Sorbello in  Piazza Piccinino 9, le sale con volte affrescate sono abbellite con arredi e lampadari settecenteschi e con una ricca raccolta di pregiate porcellane Ginori del XVIII secolo. Interessante è all'esposizione dei tessuti ricamati eseguiti dalla Scuola di Ricamo Ranieri di Sorbello fondata dalla Marchesa Romeyne Robert nel 1904 presso la Villa di famiglia del Pischiello, sul lago Trasimeno.

A Roma: Museo delle Carrozze d'Epoca in Via Andrea Millevoi 693, tra le molte carrozze esposte è da notare berlinetta regalata alla principessa Sissi d'Austria, il carro irlandese usato da John Wayne nel film “Un uomo tranquillo”, alcuni carri affrescati del comune di Roma del XIX sec., Le carrozze sono di vari paesi del mondo e di varie tipologie. Museo Storico dei Bersaglieri in Via XX Settembre - Porta Pia, raccoglie cimeli, documentazione e ricordi relativi alle campagne del Corpo dei Bersaglieri. Casa di Pirandello in Via Antonio Bosio, 13 B, l’appartamento museo conserva i quadri, i libri, i manoscritti ed altri oggetti originali appartenuti allo scrittore.

A Palermo: Museo Internazionale delle Marionette "A. Pasqualino" in Piazzetta Antonio Pasqualino 5, espone una vasta e completa collezione dei pupi di tipo palermitano, catanese e napoletano e figure animate provenienti da tutto il mondo. Tesoro della Cappella Palatina in Piazza del Parlamento 1 - Palazzo dei Normanni, all'interno della bella cripta del Palazzo dei Normanni si conservano dei Tabulari in pergamena dal XI secolo al XVIII secolo ma vasellame in argento sbalzato e degli oggetti liturgici.

A Cagliari: Collezione Sarda "L. Piloni" in Via Università 32 - ex Seminario Tridentino, è una raccolta di opere d'arte e di artigianato sardo, tra i vari oggetti, nelle sette, si trovano i costumi sardi, oggetti di artigianato, gioielli e rosari. Museo di Bonaria in Piazza Bonaria 2, nel chiostro del Santuario di Bonaria sono raccolti reperti archeologici, modellini navali, raccolta di ex-voto ed arredi sacri.

mercoledì 5 febbraio 2014

(Segue) Aneddoti e curiosità relative alla città di Roma


Nella città ci sono delle statue chiamate “parlanti” perché dall’inizio del XVI secolo fino a tutto il XIX gli venivano messe dei fogli, ad opera di autori sconosciuti, con pungenti satire in versi, o dialoghi umoristici allo scopo di deridere i personaggi pubblici più importanti, spesso anche il papa. Eccone alcune:“Marforio” nel Cortile del Museo Capitolino Piazza del Campidoglio,Pasquino” si trova ad un angolo di palazzo Braschi alle spalle di piazza Navona,,“Madama Lucrezia” in un angolo di Piazza San Marco adiacente Piazza Venezia, il“Facchino” in Via Lata, “Abate Luigi” in piazza Vidoni non lontano da piazza Navona, il“Babuino” a ridosso della facciata della Chiesa di Sant’Anastasio dei Greci in Via del Babuino.. Un’altra curiosità sono le statue di animali che si trovano nelle piazze, nei palazzi e sulle chiese eccone alcune: due draghi sulla Fontana Paola poco prima di porta San Pancrazio, la quadriglia di cavalli sul Vittoriano Piazza Venezia, il cervo con la croce sopra il timpano della chiesa di sant’Eustacchio a Piazza Sant’Eustacchio, l’elefante alla base dell’obelisco in piazza della Minerva, lo stambecco rampante, stemma della famiglia Altemps, sopra l’omonimo Palazzo in Piazza di Sant'Apollinare, le tartarughe sulla fontana a Piazza Mattei, un curioso orologio barocco a forma di cappello cardinalizio diviso in sei ore, alla romana, con un ramarro che fa da lancetta e con un serpente che si morde la coda e che incornicia il quadrante, si trova all’interno dell’Ospedale di S. Spirito- Palazzo del Commendatore,  gli orologi  a sei ore, “cosiddetti alla romana” sono orologi solari, che indicavano, al suono delle campane, le antiche ore italiche  adottate, a Roma, dalla Chiesa verso la fine del XIII secolo e non riportavano  la tradizionale suddivisione del tempo in XII ore, ma in VI. Inoltre l’aquila alla base della Colonna della Pace a  Piazza Santa Maria Maggiore, la salamandra nella facciata della Chiesa di San Luigi dei Francesi, la gatta sul cornicione palazzo Grazioli in via della Gatta, la lupa a Fontana di piazza di S.Maria in Trastevere, le api alla Fontana delle Api a piazza Barberini, la lupa simbolo di Roma Colonna via di S.  in Carcere.




martedì 4 febbraio 2014

Firenze: il Museo del Bargello e il Museo Galileo.


Tra i tanti Palazzi storici si distingue il Bargello, interessante esempio di architettura gotica fiorentina, il Palazzo fu prima la sede del Consiglio di Giustizia e dei Giudici di Ruota e dal 1574, con i Medici, fu trasformato in un carcere, con sale di tortura e di esecuzioni capitali. Il nome “Bargello” fa riferimento al capo delle guardie del carcere che veniva appunto chiamato Bargello. Dopo i restauri divenne Museo Nazionale, nell’interno di questo splendido museo si conservano importanti opere per la storia dell’arte. L’esterno del Palazzo, merlato, è austero e imponente inglobando il vecchio Palagio, la torre dei Boscoli, alcune case e torri della Badia Fiorentina. Nell’interno c’è un magnifico cortile e nei muri ci sono molti scudi del periodo dei Podestà e dei Giudici di Ruota mentre sotto il portico si trovano le insegne dei quartieri e dei distretti della città. Il Museo è articolato su due piani e nelle sale si trovano opere di Michelangelo, del Sansovino, del Giambologna, di Donatello, del Cellini, di Luca della Robbia ed altri; tra le opere da ammirare eccone alcune: Il David in marmo del 1408 e il David in bronzo del 1430, il Bacco del 1470, la Madonna con il Bambino, il busto in bronzo di Cosimo I, la Cappella di Santa Maria Maddalena che fu affrescata da Giotto. Inoltre c’è la collezione islamica dove si conserva una collezione di lavori vari in oro e smalti risalenti tra il Medi Evo e il XVI sec. e bellissime maioliche. La bellezza dell’arte non ha età e se ben conservata anche i posteri potranno goderne.

Il Museo Galileo, situato nel Palazzo Castellani, si trova in Piazza dei Giudici vicino a Ponte Vecchio e a Piazza della Signoria, il suo precedente nome era Istituto e Museo di Storia della Scienza. Il percorso espositivo si sviluppa intorno alla figura di Galileo Galilei, sulle collezioni dei Medici poiché Cosimo I si interessò anche e soprattutto di scienza e tecnologia ma anche di altro. Le sale da visitare sono 18 dove si ammirano vari oggetti e strumenti di valore eccoli alcuni: calendari, strumenti astronomici antecedenti l’invenzione del telescopio e altri apparecchi, i globi quattro del celebre cosmografo veneziano Vincenzo Maria Coronelli, strumenti nautici e marini e quelli dedicati alla “scientia della guerra”, con i relativi problemi di balistica, la collezione della famiglia Medici. I pezzi di maggior valore  sono i due cannocchiali e la lente obiettiva del telescopio grazie alla quale il grande pisano poté vedere i famosi satelliti di Giove ma durante il percorso espositivo si trovano anche oggetti, congegni e gli apparati scientifici. La settima sala è quella dedicata alla gloria galileiana: qui i ricordano tutte le scoperte del grande pisano, dagli studi sulla superficie della Luna alle costellazioni, dai satelliti (i famosi “pianeti medicei”) di Giove alla fasi di Venere, dalle macchie solari ai “rigonfiamenti” di Saturno. Ma continuando la visita si vedranno altri oggetti di altrettanto valore e interessanti come si rivivesse uno spaccato della storia della scienza.

 

domenica 2 febbraio 2014

Aneddoti e curiosità relative alla città di Roma (Segue)


Piazza Madonna dei Monti prende nome dalla chiesa di S. Maria dei Monti più popolarmente detta Madonna dei Monti. È questa la zona ove operarono le loro opere di carità S. Giuseppe Labre, il “santo dei pidocchi” perché non li uccideva, essendo anch’essi creature di Dio, e mantenendoseli addosso per penitenza. nel centro, troneggia la bella fontana di Giacomo Della Porta,  La via omonima – per la quale si dice non passassero mai gli Ebrei per evitare le Terme di Tito, conquistatore di Gerusalemme – conserva ancora qualche casa di abitazione risalente al XIII secolo, con resti di muratura medievale. Palazzo dei Neofiti. Fra la piazza e la via, sorge questo palazzo conventuale così chiamato perché ospitava coloro che si convertivano al Cristianesimo. Caratterizzato da un grande portale e da una non meno grande lapide di Urbano VIII, sormontato da una bella edicola sacra, il palazzo è anche chiamato dei Catecumini o Cattacumeni.

Via degli Zingari prese nome dalle carovane di zingari che affluivano a Roma e venivano nel Seicento concentrate in questa zona, che si chiamava allora del Pozzo. Questa precedente denominazione dovrebbe derivare dalla vicina località detta Pozzo di Proba oppure per un pozzo qui esistente, del quale conserva memoria il vicolo del Pozzuolo, dietro la Madonna dei Monti.

Piazza di San Giovanni in Laterano prende nome dalla basilica omonima che è la cattedrale di Roma; questa ha l’appellativo in Laterano perché costruita sulle terre di Plauzio Laterano, confiscategli per aver aderito alla congiura dei Pisoni, restituite poi al console Sesto Laterano ed infine da Costantino, donate a papa Milziade. Ma sull’origine del nome vi è anche una curiosa leggenda medievale: Nerone, nella sua follia, aveva gran desiderio di partorire ed ingiunse ai medici di favorire la gravidanza. Per evitare l’immancabile condanna a morte, costoro gli fecero ingerire un girino che, crescendo nello stomaco dell’imperatore, divenne rana e questa – per mezzo di una potente purga – fu “partorita” da Nerone. Contentissimo, l’imperatore fece girare la ranocchia per tutta Roma, posta su di un magnifico carro d’argento e oro, scortata dalla nutrice e da quindici principi romani. Ma, giunto il cocchio sulle rive del Tevere, la rana sentì il richiamo dell’acqua, con un balzo si tuffò nel fiume e comparve per sempre. Nerone, inferocito, fece uccidere la nutrice ed i figli dei principi romani di scorta, i quali però si ribellarono ed a loro volta uccisero il crudele imperatore. Per ricordare il fatto, i quindici principi costruirono il Laterano che prenderebbe dunque il nome dalla latitans rana, cioè dalla rana fuggitiva.

Via Panisperna l’origine di questo toponimo è molto oscura. Secondo un’interpretazione tradizionale si pensa che discenda dall’uso che avevano i frati della chiesa di S. Lorenzo di erogare ai poveri, in certe circostanze, panis et perna cioè pagnottelle di pane e prosciutto. Si parla anche di proprietà che vi avrebbero avuto due famiglie, che esistettero veramente, i Pane ed i Perna; ed è la fusione dei due cognomi che avrebbero dato luogo al toponimo. La via, lunghissima, attraversa con i saliscendi i tre colli del Quirinale, Viminale ed Esquilino, con un suo fascino fra edifici non monumentali ma nel complesso piacevoli e caratterizzanti.

Via dei Serpenti il nome è stato spiegato in vari sensi: quando era in mezzo alla campagna, vi si scorgevano vari serpenti; la famiglia Serpenti gli ha dato il nome; vi era un’immagine della Madonna che schiaccia i serpenti; vi era il palazzetto Cerasola sulla cui facciata era dipinto Laocoonte avvolto dai serpenti. Tutti potrebbero essere validi. La via originariamente era molto più lunga, girava costituendo un’isola intorno alla chiesa di S. Lorenzo in Panisperna ed era chiamata alla Serpe.

Via delle Quattro Fontane la via ripercorre il tracciato dell’antico Malum Punicum della IV Regione augustea e dalla piazza Barberini sale alla via Venti Settembre per ridiscendere poi fino alla via Nazionale. Sulla sommità, quattro fontane addossate ai quattro angoli dei palazzi finitimi, hanno dato il nome alla via. Al n. 159, abitò Gabriele D’Annunzio con la bellissima moglie, Maria Hardouin di Gallese, ed i figli Mario (il «Malnato»), Gabriellino e Veniero. Numerose le chiese demolite sulla via.

Via Merulana  questa è la via dei Merli, perché portava ai cosiddetti prata Meruli, un tenimento all’incirca dove oggi sorge l’ospedale di S. Giovanni. Il nome comprendeva, oltre alla via, una vasta zona tra il Laterano e S. Maria Maggiore ed il primitivo tracciato della via tagliava l’attuale raggiungendo il Cimbro, ovvero piazza Vittorio Emanuele II. L’attuale – chiamata Merulana Nuova -  fu aperta da Gregorio XIII e completata da Sisto V, per avere un più diretto collegamento fra le basiliche di S. Maria Maggiore e S. Giovanni in Laterano, ma nel secolo scorso assorbì anche la via della Coroncina.

Tutti i brani della sezione dedicata alle strade del rione Monti sono tratti da: Rendina C., Paradisi D. (2004), Le strade di Roma, Volumi I - II - III, Newton & Compton Editori, Roma.