domenica 30 marzo 2014

Immagini dall'Italia le Chiese

1 Il Duomo di Spoleto, 2 Chiesa di Cristo- Chiesa dell'Annunziata Venafro, 3 Chiesa di Santo Stefano Potenza Picena, 4 Basilica di Assisi, 5 Basilica di San Nicola Tolentino, 6 Cattedrale di San Francesco Livorno, 7 Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice Torino

sabato 29 marzo 2014

I Musei dedicati alla cioccolata in Italia

Queste sono le città, tra le molte, dove visitare il Museo della Cioccolata:

Perugia: Museo Storico Perugina. 


Il museo ebbe inizio nel 1997 e il percorso museale è suddiviso in 4 sezioni: dal cacao al cioccolato, una storia di impresa, 

prodotti e reti di vendita, la comunicazione. Inoltre sono esposti macchinari di produzione, 

scatole e confezioni tra le più significative utilizzate dall’azienda dal 1907 a oggi. Tra le curiosità, la riproduzione fotografica della prima scatola Baci Perugina disegnata da Federico Seneca con la rielaborazione del quadro di Hayez “Gli Innamorati” e risalente agli anni ’20. Inoltre ci sono i filmati, che risalgono agli anni 30 e 40 sulla lavorazione, sulla vita in azienda e dei video con i caroselli e spot pubblicitari che venivano mandati in onda in tv.
Il museo si trova nella Casa del Cioccolato, dove c’è anche la scuola di cioccolato, all’interno dello stabilimento Nestlè Perugina di S. Sito.

Norma (Latina): Museo del Cioccolato "Antica Norba". 

Il museo ebbe inizio nel 1995 e si trova all’interno della fabbrica del cioccolato “Antica Norba”, il percorso museale è suddiviso in 4 sezioni: la storia, la coltura, le curiosità e la bottega. Inoltre sono esposti antichi 




macchinari,
antiche stampe pubblicitarie, vecchie confezioni, pannelli illustrativi e collezioni di bilance e cioccolatiere antiche che risalgono all’Ottocento. Interessante è il percorso che illustra i metodi di coltura della pianta del cacao passando attraverso le fasi di raccolta, fermentazione, essiccazione, tostatura
e lavorazione dei semi. Nella 'Bottega' del Museo è possibile acquistare i prodotti confezionati dalla ditta.
Questi Musei informano i visitatori sulle origini e la storia del cioccolato, la scelta e la corretta degustazione del 'cibo degli dei' e dei prodotti che ne derivano.




venerdì 28 marzo 2014

Cartoline da...Venezia antica


Isola e chiesa di San Giorgio Maggiore

Abiti dal XI al XVII









giovedì 27 marzo 2014

Cartoline da Roma

Itinerario Valle della Caffarella

Tomba di Cecilia Metella e castello Caetani

sabato 22 marzo 2014

Sagre e fiere a marzo in Italia


Queste sono alcune sagre che si svolgono nel territorio, per informazioni contrattare le rispettive città:

Cuneo Borgo San Dalmazzo fino al 23 marzo 2014 dimostrazioni di arte pasticcera e sfide tra i maestri cioccolatieri, inoltre il mercatino delle pulci. Gli incontri si svolgono presso l'ex Palazzo Bertello, sede dell'Ente Fiera Fredda a Borgo San Dalmazzo.

Vercelli Caresanablot fino al 23 marzo 2014 degustazione delle birre artigianali, per gli amanti della birra, e musica con i gruppi partecipanti al Concorso Festival Beer.

Genova Palazzo Ducale 29 marzo 2014 finale della competizione tra professionisti dilettanti e appassionati di cucina per la preparazione: il pesto preparato nel mortaio. Tra gli eventi alla manifestazione ritorna anche quest'anno la Settimana del pesto dei ristoratori liguri e il Pesto di gala.

Siena San Giovanni d'Asso 22 e 23 marzo 2014 festeggiamenti per il tartufo marzuolo o bianchetto, prodotto minore del pregiato tartufo bianco. Nelle vie del paese c’è la mostra dell'artigianato e i prodotti tipici delle Crete Senesi e della Val d'Orcia.

Ravenna Pinarella di Cervia fino al 23 marzo 2014 degustazione della cucina romagnola come le seppie in umido e gli spiedini di seppia. Durante le sere musica dal vivo. La sagra si svolge durante la fiera di San Giuseppe.

Forlì Cesena Sarsina domenica 23 marzo 2014 sagra della Pagnotta Pasquale, evento dedicato a questa produzione che avviene durante il periodo della Quaresima. Da visitare nelle vicinanze il Parco delle Marmitte dei Giganti.

Roma Velletri dal 22 al 23 marzo 2014 nelle due giornate sarà possibile degustare prodotti tipici locali e partecipare a laboratori ed eventi. Si possono anche ammirare le camelie che hanno il loro habitat naturale nella zona  tanto da diventare una produzione d'eccellenza.

Ramacca Catania dal 4 al 13 aprile 2014 degustazione di piatti a base di carciofo, un ottimo prodotto grazie al terreno molto fertile.

Cagliari Muravera dal 4 al 6 aprile 2014 manifestazioni varie, sfilata di gruppi folkloristici sardi e degustazione di gastronomia locale.

venerdì 21 marzo 2014

Le piazze più belle dei Borghi in Italia


Padova Prato della Valle: è una grande piazza ellittica che, oltre ad essere la maggiore piazza padovana, è una delle più grandi d'Europa, con un grande spazio caratterizzato da un'isola verde centrale, chiamata Isola Memmia in onore del podestà che commissionò i lavori. La piazza è circondata da un canale ornato da 78 statue con 8 piedistalli sormontati da obelischi e 2 vuoti. Tra le altre statue ci sono quelle di Torquato Tasso, Andrea Mantegna, Ludovico Ariosto, Francesco Petrarca, Galileo Galilei, Antonio Canova. Quattro viali attraversano il Prato su piccoli ponti, per arrivare al centro dell'isolotto, la sistemazione si rifà alla tradizione veneta del giardino patrizio. Di grande interesse sono alcuni monumenti che si affacciano sul Prato della Valle: la Basilica benedettina di Santa Giustina, la Loggia Amulea in stile neoclassico fatta costruire dal Comune di Padova e molti palazzi costruiti tra il Quattrocento e l'Ottocento. E’ una bellissima piazza di grande effetto scenografico.

Ascoli Piceno Piazza del Popolo: è un isola pedonale rettangolare in stile rinascimentale, la sua sistemazione avvenne nel 1507 per volere del  governatore pontificio Raniero de’ Ranieri, che dispose la costruzione di portici a colonne ed arcate. La Piazza è circondata da edifici rinascimentali, da portici e con l’imponente Palazzo dei Capitano con la bella torre merlata, molto bella è la pavimentazione in travertino. Gli edifici più importanti della Piazza rappresentano i tre poteri: politico il Palazzo dei Capitani del Popolo, religioso la Chiesa di S. Francesco con l’Edicola della Madonna di Reggio e commerciale la Loggia dei Mercanti.

Vigevano Piazza Ducale: Ludovico Forza detto “Il Moro” fece costruire alla fine del 1400 questa bella piazza anche se oggi non rispecchia del tutto il progetto rinascimentale. La Piazza, con la particolare pavimentazione, è circondata da portici ad arcate, sorretti da 84 colonne con capitelli lavorati e tutti differenti fra loro. Interessanti i palazzi, i portici e il Duomo, dalla Piazza Ducale si ha all’accesso principale del Castello Visconteo Sforzesco, salendo lo scalone, che si trova sotto la Torre del Bramante, si può infatti accedere al cortile del Castello e visitare gli spazi o salire sulla Torre per un visione  di tutta la città.

Pistoia Piazza del Duomo: questa singolare Piazza è delimitata da edifici medievali ed è dominata dal campanile di 67 m e da cui si può godere di una bellissima vista panoramica della città. Da vedere il Palazzo Comunale, risalente a fine XIII secolo, con il museo civico, il Palazzo Pretorio con il loggiato decorato a fresco e a tempera arricchito dagli stemmi dei podestà, la Basilica di San Zeno, edificata prima del XI secolo, fu ricostruita in stile romanico - pisano tra il XII e il XIII secolo con le due statue marmoree dei santi patroni: San Zeno e San Jacopo mentre in una rientranza laterale della piazza, si innalza il Battistero, con fasce di marmo bianco e verde, progettato da Andrea Pisano ed ultimato nel XIV secolo. Questa bella Piazza si potrebbe definire il centro storico artistico della città di Pistoia.

martedì 18 marzo 2014

Milano e la Pinacoteca di Brera


Il Palazzo si erige su un antico convento, del Trecento, dell’ordine degli Umiliati che in seguito appartenne ai Gesuiti. Percorrendo le Sale si potranno ammirare suggestive opere d’arte :
Sala I: Donazione Jesi: dipinti e sculture XX sec.(Morandi, Modigliani….); Sala IA: Cappella Mocchirolo, XIV sec.; Sala II-III-IV: dipinti italiani XIII-XVI sec.(Giovanni da Milano, Stefano da Verona….); Sala V-VI: dipinti veneti XV-XVI sec. (Bellini, Mantegna…); Sala VII: ritratti veneti XVI sec. (Tiziano...); Sala VIII: dipinti veneti XV sec. (Cima da Conegliano…), Sala IX: dipinti veneti XVI sec. ( Veronese, Tintoretto…); Sala XIV: dipinti veneti XVI sec. (Bonifacio Veronese…); Sala XV: dipinti e affreschi lombardi XV-XVI sec. (Bramantino…); Sala XVIII: dipinti lombardi XVI sec. (Lomazzo, i Campi…); Sala XIX: dipinti sacri e ritratti lombardi XV-XVI sec. (Bergognone, Solario….); Sala XX: dipinti ferraresi ed emiliani XV sec. ( Tura…); Sala XXI: polittici marchigiani XV sec. (Niccolò Alunno…); Sala XXII-XXIII: dipinti ferraresi ed emiliani XV-XVI sec. (De Roberti, Garofalo…); Sala XXIV: Piero della Francesca, Raffaello, Bramante; Sala XXVII: pittura in Italia centrale XV-XVI sec: ( Signorelli…); Sala XXVIII: pittura in Italia centrale XVII sec. ( Reni, Guercino…); Sala XXIX: Caravaggio e i caravaggeschi;  Sala XXX: pittura lombarda XVII sec. (Cerano….); Sala XXXI: dipinti fiamminghi e italiani XVII sec. (Rubens, Pietro da Cortona….); Sala XXXII-XXXIII: dipinti fiamminghi e olandesi XVI-XVII sec.
(Rembrandt, Santvoort….); Sala XXXIV: pittura sacra XVIII sec. ( Tiepolo…); Sala XXXV: dipinti veneziani XVIII sec. (Canaletto, Guidi….); Sala XXXVI: dipinti di genere e ritratti italiani XVIII sec. ( Fra Galgario….); Sala XXXVII-XXXVIII: dipinti italiani XIX sec. ( Appiani, Pelizza da Volpedo).
Queste Sale offrono un significativo repertorio del patrimonio culturale artistico permettendo al visitatore di conoscere o riconoscere gli Artisti e i loro capolavori.
Le notizie sono state prese dell’opuscolo in dotazione alla Pinacoteca di Brera.



  





lunedì 17 marzo 2014

L’Italia, le Case museo e il FAI.


Conoscere l’arte e le tradizioni italiane attraverso le Case Museo è un viaggio straordinario per la loro capacità di proporre la vita, le tradizioni di chi ci abitava. Visitare una Casa Museo è un’esperienza affascinante perché tutto diventa parte del percorso espositivo: mobili, quadri, libri, oggetti di uso personale e quotidiano facendo rivivere un tempo passato. Eccone alcune:

Casa Carbone, Lavagna Genova. Questo bel edificio in stile fin-de-siècle, tipico della Liguria, ha interessanti decorazioni esterne e nella struttura architettonica. Nel suo interno si ritrova  l'ambiente domestico di una famiglia borghese del Novecento ligure, bellissimi i quadri importanti, l’arredamento, i dipinti delle volte e le varie collezioni di oggetti. Il giardino ben curato ed ha vari tipi di piante.

Casa Carsica, Monrupino Trieste. Questa casa con i mobili, attrezzi e gli oggetti del secolo scorso rappresenta la vita rurale della minoranza slovena in questo angolo del Carso triestino. Molto bello il camino e il forno a legna, nella cucina si trova anche una mensola con le stoviglie e vasi originali. La pietra bianca tipica del luogo è presente nelle finestre, negli stipiti delle porte, nell'architrave e nel pozzo.

Museo della Casa Contadina, Corciano Perugia. Nel centro storico della cittadina si trova questa casa museo, in pietra, che ripropone gli ambienti e gli utensili della vita contadina con mobili rustici. Nella cucina si trovano oggetti e stoviglie in ferro, rame, legno e terracotta, la madia per il pane, mentre nella camera da letto viene mostrato il corredo femminile con le lenzuola impreziosite dalle tipiche trine "a punto Assisi". Nell’esposizione si ritrovano anche alcuni oggetti da l’ascina per il bucato, al materasso costituito da un saccone di foglie, al “prete” per scaldarsi in inverno. Nella cantina rurale vi è collocato un telaio ligneo corredato dagli accessori per le attività di tessitura-filatura, quali fusi, naspi, conocchie e rocche.

Castello di Donnafugata, Ragusa. Questa sontuosa dimora nobiliare del tardo '800 ha l’aspetto di un castello, la facciata principale è ornata da una loggia in stile gotico-veneziano, con otto balconi che danno accesso alla grande terrazza sottostante la loggia, mentre delle belle bifore ingentiliscono le altre facciate. La dimora è suddivisa in tre piani e ogni stanza era arredata in modo diverso secondo la funzione a cui  era adibita come la Stanza della Musica con i dipinti a trompe-l'oeil, la grande Sala degli Stemmi con i blasoni di tutte le famiglie nobili siciliane e due antiche armature, la pinacoteca con quadri neoclassici della scuola di Luca Giordano. L’ ampio e monumentale parco fa da cornice al castello, vi sono molte piante e il particolare labirinto in pietra costruito nella tipica muratura a secco del ragusano.

Palazzo Jatta, Ruvo di Puglia Bari. Il palazzo Jatta fu costruito a partire dal 1842, sia per ospitare la famiglia Jatta, sia per allestire la collezione di vasi apuli iniziata dai fratelli Giovanni e Giulio Jatta agli inizi del secolo. Il  Palazzo, in stile neoclassico, è sede del Museo Archeologico Nazionale con quattro sale espositive. Vi sono conservati esemplari dei pittori greci e apuli come vasi a vernice nera con decorazione sovraddipinta, mascheroni con la raffigurazione del mito della morte dei Niobidi. Molto interessante è il vaso della collezione: il cratere a volume attico, a figure rosse, del pittore Talos, dell'ultimo quarto del secolo V a. C.

Museo Deleddiano. Casa natale di Grazia Deledda, Nuoro. La casa natale della scrittrice Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura, risale alla seconda metà dell'Ottocento, adiacente alla casa vi è il museo allestito su tre piani e con IX sale. Gli ambienti sono ricostruiti con arredi ed oggetti dell’epoca come la cucina e la dispensa; nella camera della scrittrice il tempo si è fermato ai giorni del '900 precedenti le nozze con Palmiro Madesani: sullo scrittoio, calamaio, penna, quaderni e le partecipazioni di nozze; sul comò la fotografia del futuro marito; a terra bauli da viaggio per i libri. Nelle altre sale si trovano i manoscritti e le opere della scrittrice, i documenti, gli oggetti personali, libri, fotografie che ripropongono le tappe più significative della sua vita. Nel cortile sotto un porticato, vi è un grande pannello che descrive la storia e le caratteristiche dell'abitazione, quest'ambiente, attraverso un grande portone ligneo sovrastato da un antico glicine, mette in comunicazione la via Deledda con l'ampio giardino interno.

Il FAI nelle giornate del 22 e 23 marzo 2014 ripropone l’apertura di palazzi, chiese, castelli, parchi che molto spesso sono chiusi al pubblico, per informazioni dei luoghi e degli orari consultare il sito.  

 

domenica 16 marzo 2014

Viaggiando per l’Italia troverete alcuni Borghi meno noti ma interessanti


L’Italia con il patrimonio storico artistico ha ricevuto riconoscimenti importanti ora c’è anche quello di 'Gioielli d'Italia' denominazione che ha lo scopo di promuovere e valorizzare il patrimonio dei piccoli centri alcuni sono piuttosto noti, ma altri quasi sconosciuti, eccone alcuni:

San Benedetto Po ha origini molto antiche alcuni e gli scavi hanno riportato alla luce la presenza di abitazioni del IV° e V° sec. d.C. e di fondazioni ecclesiastiche anteriori al 1007. La sua importanza la deve a Tedaldo di Canossa, nonno della contessa Matilde, che nel 1007 fondò l’Abbazia del Polirone, la chiesa, che conserva ancora le tracce della primitiva struttura romanica, fu più volte modificata e l’aspetto odierno risale al XV secolo. L'Abbazia è costituita da numerosi edifici che in origine erano destinati alle diverse attività svolte dai monaci. Il nucleo centrale si articola attorno ai chiostri dei Secolari e di S. Simeone. La basilica di San Benedetto Po viene definita anche “Montecassino del nord” o “Cluny lombarda” ed è una delle testimonianze benedettine più importanti dell’Italia settentrionale. In questo luogo molto amato da Matilde di Canossa e donato alla Chiesa i monaci le eressero un sepolcro nella cappella di Santa Maria ma nel 1635 le sue spoglie furono traslate a San Pietro in Vaticano nella tomba scolpita dal Bernini. Da visitare anche il Parco della Golena Foce Secchia rappresenta un percorso turistico per chi vuole intraprendere un itinerario alla scoperta di ambienti tipici della pianura alluvionale del Po come boschi, habitat fluviali, paludi, ex cave naturalizzate, l'area del Parco è visitabile anche in bicicletta.

Bevagna questa cittadina ha origini preromane, fu abitata dagli Umbri, subendo influssi dagli Etruschi e fu venne distrutta da Federico Barbarossa intorno al 1152, dal Conte d'Angiò e dai Trinci, poi fu sotto il diretto controllo della Chiesa, fino all'Unità d'Italia. Una passeggiata lungo le Mura per conoscere meglio la cittadina passando tra la Porta Cannara, Porta Guelfa, Porta S. Agostino e Porta Molini. Da visitare i più importanti monumenti romani, risalenti al I - II sec. d. C. nella parte alta della città, Il Palazzo dei Consoli (1270), adorno di bifore gotiche, con un’ampia loggia coperta da volte a crociera, ospitando il Teatro F. Torti, la Chiesa di San Michele e nel suo interno si può ammirare il Crocifisso (XV sec.) con sagome lignee raffiguranti la Madonna, la Maddalena e S. Giovanni. Sempre nella bella piazza si trova la Chiesa di S. Domenico e Giacomo con un bel portale con lunetta affrescata, il suo interno racchiude un importante ciclo di affreschi del ‘300 e sculture lignee (Madonna con Bambino e Crocifisso) della fine del ‘200. A Bevagna si trova anche un interessante Museo articolato in tre sezioni: una sezione archeologica, con reperti di età arcaica, repubblicana e imperiale; una sezione di documenti medievali in pergamena ed una sezione pittorica con dipinti che vanno dal XVI al XVIII secolo. La gastronomia è varia e saporita il tutto accompagnata dall’ottimo vino locale.

Castell'Arquato questo piccolo centro ha una storia antichissima e la presenza di insediamenti umani in questo territorio è testimoniata da reperti risalenti almeno al Paleolitico inferiore, altri resti risalgono all’epoca romana. Castell’Arquato è situato sulle prime alture della Val d'Arda e il borgo medioevale è arroccato lungo la collina che domina il passaggio. Il centro storico si trova sulla riva sinistra del torrente Arda, passeggiando si potrà vedere il Torrione Farnesiano, il Palazzo del Duca con l'omonima Fontana, la maestosa Rocca Viscontea. Inoltre ecco la Piazza Monumentale in cui sono rappresentati i tre poteri del medioevo: il potere religioso La Collegiata Chiesa di S. Maria, il potere militare la Rocca, il potere politico il Palazzo del Podestà. Da visitare il Museo della Collegiata, il Museo Geologico e il Museo Luigi Illica autore di testi teatrali e di libretti lirici. Castell'Arquato offre anche numerose attrattive dal punto di vista naturalistico come il Parco del Piacenziano e il Parco di Santa Franca.

Etroubles è piccolo borgo ma da una storia antichissima che inizia il 23 a.C., nel  Medioevo fu  attraversato da migliaia di pellegrini attraverso la Via Francigena. Nel borgo antico il percorso artistico si intitola “À Etroubles, avant toi sont passés …”, le opere d’arte contemporanee sono sparse ovunque e quindi sembra un museo a cielo aperto. Da visitare la chiesa parrocchiale odierna che è stata edificata nel 1814 e all’interno custodisce il Trésor de la Paroisse con oggetti sacri del XIV fino ai giorni nostri. Uno degli eventi di Etroubles è La “Veillà”: nel mese di agosto, per una sera, si rivive il passato con i vecchi mestieri, dalla lavorazione della fontina alla battitura del grano, dall'allevamento delle pecore alla confezione di landzette i costumi di carnevale, dalla battitura del ferro al bucato alla fontana, musica e degustazioni dei piatti locali. È anche un luogo per fare sport come sci alpino, sci nordico, snowboard e tutte le attività legate alla montagna.

 

sabato 15 marzo 2014

St. Peter's Dome, the history

The dome, builded during the pontificate of Paul III Farnese, was designed by Michelangelo Buonarroti from the end of 1546 and was discontinued after his death in 1564. The works were resumed in 1588 by Pope Sixtus V by Giacomo Della Porta and Domenico Fontana. Pope Clement VIII completed the construction of the lantern.
Dome of St. Peter,  view from the Vatican Gardens


The attic above the entablature is decorated with panels with festoons plant, while at the base of the dome of each rib are carved the three mountains of the arms of Sixtus V. The view of St Peter's Dome can be seen as you've never seen from Via Niccolò Piccolomini. Walk the path by looking at the dome and behold, the closer you get, the more the dome moves away; if instead of retreating, the dome will seem bigger and closer. A game of prospects for curious optical effect  because of the arrangement of buildings, and the point of observation.





mercoledì 12 marzo 2014

Firenze e la cupola del Brunelleschi


Nel 1418 la Corporazione dell’arte della lana bandì il concorso per il modello della cupola per Santa  Maria in Fiore e lo vinse Filippo Brunelleschi che fu però affiancato dal Ghiberti e la costruzione vera e propria della cupola ebbe inizio nel 1420.

Nel 1425 Ghiberti venne estromesso dai lavori, che passarono di nuovo a Brunelleschi e la volta della cupola fu terminata nel 1436; dopo la morte di Brunelleschi venne realizzata la lanterna, coronata nel 1468 dalla palla in rame dorato sormontata dalla croce. L'elevazione totale dell'intera struttura, compresa la palla dorata e la croce che la sormontano, è di circa 117 metri: 

la lanterna è alta 21 metri, il tamburo 13 metri e la Cupola circa 34 metri. Anche la Lanterna ebbe una funzione molto importante per la statica globale dell'intera struttura, perché con il suo enorme peso, si incuneava nella struttura, contrastando le pericolose forze che dai costoloni agivano direttamente sulla Cupola.

(veduta laterale del Duomo)

I lavori degli affreschi interni incominciarono solo nel 1572, ad opera di Giorgio Vasari che intraprese la decorazione solo del primo giro delle fasce concentriche. Alla sua morte, gli subentrò Federico Zuccari, che in pochi anni terminò, mediante tecnica a tempera, l'immenso ciclo figurativo, uno dei più grandi del mondo per superficie dipinta e uno dei capolavori del manierismo. Il tema dell’affresco, dell'artista, è lo stesso che si ritrova nel Battistero: il Giudizio Universale 3600 metri quadri che illustrano la fede nel Paradiso ed in cui al centro sopra l'altare, è raffigurato il Cristo Risorto in mezzo agli angeli. La Cupola del Duomo può considerarsi una delle maggiori imprese costruttive del Rinascimento, dalla base della lanterna si può ammirare il panorama sulla città e sulle le colline circostanti.   




martedì 11 marzo 2014

Genova e il Palazzo San Giorgio

Palazzo San Giorgio fu costruito nel 1260 come primo palazzo pubblico genovese, è stato per secoli il fulcro dell’attività marittima e commerciale genovese: si trova al centro dell’arco portuale medievale, compreso tra il Molo Vecchio e la Commenda di Prè. La costruzione fu voluta dal Capitano del Popolo Guglielmo Boccanegra e si compone di due corpi ben distinti, appartenenti ad epoche diverse e alla fine del XIII secolo nelle carceri del palazzo fu rinchiuso Marco Polo e qui dettò le sue memorie di viaggio, in seguito pubblicate sotto il titolo de “Il Milione”. A metà del Quattrocento il Palazzo fu acquistato dal Banco di San Giorgio, una delle più antiche banche di Genova, che amministrava il debito pubblico dello Stato genovese.
Nel 1570 il palazzo fu notevolmente ampliato verso il porto: fu aggiunto un nuovo corpo sul lato orientale e furono collocate all’interno le statue dei protettori delle Compere di San Giorgio. Sul finire del XVII secolo sulla facciata a mare venne innalzato un campanile con torre-orologio riccamente decorata, allo scopo di segnare le ore e poter comunicare alle navi ormeggiate in porto pericoli di vario genere. L’ingresso del palazzo è situato nel prospetto a mare e salendo uno scalone in marmo si arriva al primo piano dove si trovano la cinquecentesca sala del Capitano del Popolo e il magnifico Salone delle Compere. Nella parte esterna, nel lato opposto al mare, si trova un ricco tabernacolo settecentesco di marmo e stucco, fiancheggiato da due angeli con statua dell’Assunta e baldacchino metallico. Alla fine dell’Ottocento, il complesso edilizio venne restaurato da Alfredo D’Andrade che ricostruì i più significativi spazi all’interno: la sala del Capitano del Popolo, la Manica Lunga e la Manica Corta. Le decorazioni attuali della facciata risalgono al 1912 e sono opera di Ludovico Pogliaghi. Dal 1903 Palazzo San Giorgio è sede dell’Autorità Portuale di Genova.
 


lunedì 10 marzo 2014

Un nuovo museo a Roma: Museo del crimine ambientale.


All'interno del Bioparco

il 31 gennaio 2014 è stato inaugurato questo museo primo e unico nel suo genere per sensibilizzare il pubblico 


sul tema del commercio illegale di fauna e flora in via d'estinzione e ai reati in danno agli animali e al bracconaggio. Il museo del crimine ambientale vuol essere una testimonianza delle torture sugli animali, di oltre 70 mila reperti di animali e piante protetti recuperati in Italia dalla Forestale.

Tra gli animali estinti si trova l’esemplare di Gaur (imbalsamato),

un bovino selvatico dell’India.  Lo spazio museale comprende vetrine con vari
 esemplari di animali, è costituito da pannelli, immagini video, lungo il percorso si trovano animali vivi come avocette, testuggini e tortore tropicali che saranno di supporto alla visita ed espone migliaia di reperti sequestrati dal Corpo forestale dello Stato. Ci sono anche dei reperti tra cui avorio

grezzo e lavorato come
statuette o altri oggetti, monili, conchiglie, pelli di coccodrillo, carapaci di tartarughe, pelli,
zanne di elefante intagliate ai rimedi afrodisiaci ricavati

dai corni di rinoceronte, coralli e farmaci della medicina tradizionale cinese, realizzati con parti di animali protetti e tutelati dalla Convenzione Internazionale di Washington (CITES) che regola il commercio delle specie protette. Delle vetrine sono dedicate al bracconaggio e al reato di maltrattamento animale e contengono
gli strumenti di cattura più utilizzati nella caccia illegale. Mentre vi è una sezione particolare dedicata agli strumenti e alle tecniche di indagine utilizzate dalle forze dell’ordine per contrastare questi fenomeni di illegalità: dalle tecniche di laboratorio forense al laboratorio mobile del Corpo forestale dello Stato, dal metodo per l’individuazione del punto di innesco di un incendio, al criminal profiling, dalle tecniche di identificazione delle specie protette, alla collaborazione con associazioni internazionali come l’INTERPOL e l’Europol.
Per informazione orario, visite guidate per scolaresche contrattare il Bioparco di Roma.




domenica 9 marzo 2014

San Pietro e la Cupola del Buonarroti


L’imponenza della facciata seicentesca, di San Pietro, di Carlo Maderno appare già da lontano ed è circondata da uno splendido colonnato formato da 284 colonne di ordine dorico e ottantotto pilastri in travertino di Tivoli e la bellissima cupola nella sua maestosità attira lo sguardo.
La cupola fu progettata da Michelangelo Buonarroti a partire dalla fine del 1546, durante il pontificato di Paolo III Farnese, la cupola fu interrotta alla sua morte, nel 1564 all’altezza del tamburo. I lavori vennero ripresi, nel 1588, al tempo di Sisto V Peretti  da Giacomo Della Porta e Domenico Fontana. Durante il pontificato di Clemente VIII si completò la costruzione della lanterna e si rivestì la cupola con lastre di piombo. Il 18 novembre del 1593 fu collocata, sulla cuspide del lanternino, la grande sfera in bronzo dorato sormontata dalla croce, opera di Sebastiano Torrigiani. Clemente VIII volle ricordare, quest’opera, in un’iscrizione sull’anello di chiusura della lanterna all’interno della basilica iniziata dal suo predecessore: “S. PETRI GLORIAE SIXTUS PP. V. A. MDXC PONTIF. V” (“A gloria di San Pietro, papa Sisto V, nell’anno 1590, il V del suo pontificato”).
La cupola rispetto al progetto originario di Michelangelo ha una forma ogivale, cioè più slanciata verso l’alto. L’attico che sovrasta la trabeazione sostenuta dai contrafforti aggettanti è decorato da pannelli con festoni vegetali, mentre alla base di ogni nervatura della cupola sono scolpiti i tre monti dello stemma di Sisto V. La cupola è munita di una serie di abbaini di forme proto barocche che permettono alla luce di penetrare nello spazio tra le due calotte, la lanterna è costituita da colonne binate su alto basamento nella parte inferiore, da volute nella parte mediana e da candelabri nella parte superiore mentre La cuspide con la sfera di bronzo e la croce slanciano verso l’alto l’intera struttura di incomparabile solennità e bellezza. La vista della cupola di San Pietro da via Niccolò Piccolomini è da non perdere infatti la si può ammirare come non si è mai vista. Percorrete la via osservando la cupola ed ecco che più vi avvicinate, più la cupola si allontana; se invece indietreggiate, la cupola vi sembra più grande e più vicina. Un gioco di prospettive che rende incantevole la visuale e suggestivo l’effetto visivo, si tratta di un curioso effetto ottico, dovuto alla disposizione degli edifici e al punto di osservazione.



sabato 8 marzo 2014

La «giornata internazionale della donna» o «festa della donna»


 L’aspetto delicato della mimosa nasconde forza e vitalità; per questo è simbolo di forza e femminilità perché, proprio come una donna, cela, sotto fattezze delicate e fragili, grandissima resistenza e assoluta vitalità. La «giornata internazionale della donna» o «festa della donna» è stata fissata per ricordare le conquiste economiche, politiche e sociali delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che subiscono ancora le donne in molte parti del mondo. Le origini della festa della donna risalgono, secondo tradizione, all’8 marzo 1908, quando 129 operaie, a New York, morirono per rivendicare i loro diritti. Morirono a causa di un incendio mentre cercavano di migliorare la loro vita scioperando. Questo gruppo di operaie, infatti, per diversi giorni, bloccarono la produzione dell'industria tessile Cotton, per protestare contro i turni massacranti che dovevano affrontare. Stanco di questi scioperi, il proprietario della fabbrica decise di chiuderle all'interno della fabbrica, dove purtroppo, si sviluppò un incendio che non lasciò loro via di scampo. Queste donne e la loro vicenda, col tempo, sono diventate il simbolo di molte altre donne…Dal 1977 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite,  riconobbe «gli sforzi della donna in favore della pace e la necessità della loro piena e paritaria partecipazione alla vita civile e sociale». L’8 marzo era il giorno in cui, più di altri, le donne erano state protagoniste di grandi eventi per questo l’idea di abbinare alla festa della donna un fiore è solo italiana e fu di Rita Montagnana e Teresa Mattei, due attiviste dell’Udi (Unione donne italiane) nel 1946: la mimosa fu scelta perché fiorisce nei primi giorni di marzo e non costa tanto, per cui è accessibile a molti.

venerdì 7 marzo 2014

Venezia e le sue Chiese


Chiesa di Santa Maria di Nazareth o degli Scalzi (XVII sec.),

affacciata sul Canal Grande a due passi dalla Stazione Ferroviaria di Venezia ci appare con la sua facciata in marmo di Carrara, fu costruita su progetto di Baldassarre Longhena ed è l’unica presente a Venezia con questo marmo. La facciata venne completata da Giuseppe Sardi (1672-1680) con le coppie di colonne binate che scandiscono le nicchie con statue di santi. Sia nell'impianto che nello sfarzo decorativo dell'interno è uno splendido esempio di arte barocca romana. L’interno conserva la grande opera pittorica di Giandomenico Tiepolo che si ritrova nella 2ª cappella a destra e la 1ª a sinistra con volte affrescate dal Maestro. Nel 1915 una bomba austriaca distrusse il grandioso affresco del Tiepolo con il Trasporto della Santa Casa di Loreto (1743) di cui restano alcuni frammenti all’Accademia.
La Basilica di Santa Maria della Salute
è una perla dell'arte barocca veneziana, venne eretta nel 1631-81 su progetto di Baldassarre Longhena. Fu costruita per un voto fatto dal Senato nel 1630, durante la terribile peste in ringraziamento dello scampato pericolo e della rinnovata potenza di Venezia sul mare. Nell'imponente facciata si trovano molte statue ed è sormontata da un'enorme cupola emisferica, sulla quale si innesta il presbiterio, composto da due absidi semicircolari e a sua volta coronato di cupola e campanili. L’interno custodisce opere di Tiziano e Tintoretto. La statua della Peste, raffigurata da Giusto Le Court, sull’altare è come una megera vecchia e sdentata e deriva dal detto veneziano: Ti xè bruta come ea peste! Meta di pellegrinaggio e festeggiamenti nel corso dei secoli, è la chiesa più amata dai veneziani.
La Chiesa di San Giorgio Maggiore
rappresenta una delle migliori opere di Andrea Palladio, che iniziò nel 1566 e fu terminata nel 1611, solo dopo la sua morte. E' dedicata ai S.S. Giorgio e Stefano, le cui statue sono collocate nelle nicchie sulla facciata marmorea. L’interno, a croce latina con tre navate, conserva opere di grandi maestri quali Jacopo Tintoretto, Jacopo Palma il Giovane, Sebastiano Ricci, Carpaccio. Di particolare interesse è il presbiterio con due capolavori di Tintoretto: L’Ultima Cena e Il Cader della Manna e l'altare dove si trova S. Giorgio che uccide il drago, la tela è datata 1516 ad opera di Vittore Carpaccio. Dal campanile, eretto nel 1791 in sostituzione di quello quattrocentesco, si può godere di una magnifica vista panoramica sul bacino di S. Marco.

sabato 1 marzo 2014

Cartolina da...Roma


Questo magnifico palazzo bianco con l’imponente scalinata marmorea rappresenta per la città un luogo dove mostre d’arte, teatro, esposizioni fotografiche, musica, libri trovano un ampio spazio espositivo.



Il Palazzo delle Esposizioni è stato disegnato dall’architetto Piacentini a fine ‘800, si presenta con una facciata senza finestre, ai della volta si trovano opere raffiguranti l’Arte industriale e l’architettura, la pittura e scultura. Inoltre i due alto rilievi raffigurano i festeggiamenti per la Madonna di Cimabue e il ritrovamento del Laocoonte.