mercoledì 30 aprile 2014

Roma e le Ville romane

Anche quest'anno si svolge l'evento "Ville di Roma a Porte Aperte 2014" dal 1 maggio al 15 giugno 2014, la manifestazione è organizzata dal Turismo Culturale Italiano ed è alla III Edizione. 
Molte di queste ville sono private e chiuse al pubblico per questo motivo l'evento ne prevede l'apertura straordinaria con visite guidate. Un occasione per conoscere, a Roma, il patrimonio storico, artistico ed architettonico di notevole importanza. Per le informazioni relative ai giorni, orari e prenotazione obbligatoria consultare l'Ente organizzatore.  Tra le molte Ville aperte da visitare eccone alcune.

Casino Pallavicini al Quirinale:
il Casino dell'Aurora fu costruito per volere del cardinale Scipione Borghese nel 1612-1613.

Villa Chigi, la Farnesina: la Villa fu realizzata, nel 1506, da Raffaello e Baldassarre Peruzzi per il banchiere senese Agostini Chigi.


Villa papale alla Magliana: fu papa Sisto IV che intorno al 1480 ne iniziò la costruzione ed è la prima residenza papale fuori porta.

Villa Giulia: fu costruita da papa Giulio III per farne la sua residenza sulla via Flaminia.

Casino nobile di Villa Mattei:
la villa di Ciriaco Mattei fu costruita su un'antica vigna dall'architetto siciliano Giacomo del Duca, discepolo del celebre Michelangelo.

Villa Lante al Gianicolo: fu realizzata su disegno di Giulio Romano sui resti della villa di Marziale.

Villa Aurelia Farnese al Gianicolo: la villa fu edificata dal cardinale Girolamo Farnese alla sommità del Gianicolo, in prossimità di San Pancrazio e della Vigna Farnese.
Villa Astalli e Villa Altieri:
Villa Astalli
Villa Astalli è una delle tre ville barocche sopravvissute all'urbanizzazione dell'800 dell'Esquilino.
Villa Altieri



martedì 29 aprile 2014

Roma e la Fontana di Trevi

Passeggiando per il centro di Roma in via del Corso e arrivando in via delle Muratte ci si trova la Fontana di Trevi che fu commissionata nel 1732 da papa Clemente XII a Nicola Salvi e inaugurata da Clemente XIII nel 1762. E' la fontana più celebre di Roma ed è legata alla costruzione dell'Acquedotto Vergine ed è addossata sul retrostante Palazzo Poli e l'impatto visivo è straordinario. Al centro della Fontana spicca la statua di Oceano il cui cocchio è trainato da cavalli alati a loro volta preceduti da tritoni.

Ai lati della nicchia centrale due coppie di colonne corinzie racchiudono due statue che rappresentano la Salute e l'Abbondanza, sopra la statua della Salute c'è un rilievo che rappresenta Agrippa che indica ai suoi soldati dove costruire l'Acquedotto, sopra l'altra statua nell'altro rilievo c'è una donna che indica ai soldati dove si trova la fonte d'acqua. Sull'attico furono scolpite quattro statue allegoriche che rappresentano: l'abbondanza dei frutti, la fertilità dei campi, i prodotti dell'autunno e i prati e dei giardini, tra le statue c'è una targa con l'iscrizione
 
l'iscrizione che riporta il nome di papa Clemente II e l'anno 1735 prima inaugurazione della Fontana. Fu papa Clemente III che il 22 maggio 1762 completò ed inaugurò la nuova fontana. E' interessante sapere che papa Clemente II approvò il finanziamento dei lavori per 17.647 scudi, che era la moneta dello Stato della Chiesa, e che questi fondi furono raccolti con la terza estrazione del gioco del lotto del maggio 1732. Questa Fontana ha un aneddoto per il vaso di travertino, detto asso di coppe, perché Nicola Salvi lo fece mettere lì per disturbare la vista di un barbiere che aveva la bottega lì a fianco e che continuava a criticare il suo lavoro. Inoltre la tradizione più conosciuta è quella di lanciare, di spalle, una moneta dentro la Fontana e come dice la leggenda garantisce al turista di tornare ancora a Roma e una fontanella nel lato sinistro, invece, detta fontanina degli innamorati assicura a coloro che vi bevono eterna fedeltà. Il film "La dolce vita" con il bagno nella Fontana di Anita Ekberg e il film "Tototruffa" dove Totò cerca di vendere la Fontana ad un turista hanno ancor di più resa famosa questa scenografica e grande Fontana di Trevi.

domenica 27 aprile 2014

I capolavori del Pintoricchio a Spello e Roma

Viaggiando per l'Italia in queste città troverete i capolavori di Bernardino di Betto, detto "Pintoricchio", nato tra il 1456 e il 1460 a Perugia.

Spello: la chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce la Cappella Baglioni, qui l'artista ha rappresentato gli episodi mariani.

Nell'affresco si può ammirare l'Annunciazione a cui fanno da contorno scene di vita quotidiana; l'Adorazione dei pastori dove si intravede la Cavalcata dei Magi; la disputa di Gesù con i Dottori. Sulla volta si noteranno tre Sibille: Tiburtina, Eritrea, Europea, Samia. Una curiosità: nella cappella si trova anche l'autoritratto dell'artista che si raffigura con il capo di tre quarti, i lineamenti scavati e quasi sofferenti ma fieri. La chiesa fu costruita probabilmente sui resti di un tempio pagano dedicato a Giunone e a Vesta. Nella chiesa di Sant'Andrea si trova la grande Pala con la Madonna col Bambino in trono e vari santi e l'artista inserisce un particolare: su un tavolino da scrittura utilizzato da San Giovannino c'è la lettera in cui Gentile Baglioni lo prega di rientrare a Siena. Questo perché per altre commissioni ha dovuto affidare ad altri il lavoro mentre lui completò le teste dei personaggi e il tondo con il Cristo in pietà della cimasa, le parti più significative dell'opera. Pintoricchio rientrò a Siena dove visse fino alla morte. Spello è una bellissima città da visitare.

Roma: nella chiesa di santa Maria in Aracoeli, nella cappella Bufalini, l'artista negli affreschi ha rappresentato la vita di san Bernardino da Siena ed alcuni suoi miracoli, il ciclo pittorico si presenta su tre pareti e sulla volta della cappella. Sull'altare si trova: la gloria di san Bernardino tra san Ludovico da Tolosa e sant'Antonio;  sulla parete di sinistra il Santo in meditazione, l'esequie di Bernardino; sulla parete di destra l'imposizione degli abiti francescani da parte di Giovanni Ristori; Dio padre; sulla volta i Quattro Evangelisti.
La Cappella porta il nome di Castello Niccolò di Manno Bufalini che commissionò l'opera e il cui stemma è rappresentato da un toro con un fiore, ripetuto negli affreschi.
Nella Basilica di Santa Maria del Popolo si trovano l'Incoronazione della Vergine, gli Evangelisti, i Dottori e le Sibille. La volta del coro è fatta di ottagoni, edicole, grottesche. La raffigurazione centrale con la Vergine incoronata da Cristo è circondata dalle figure che celebrano la storia della Chiesa, dalle profezie rappresentate dalle Sibille, agli Evangelisti che vissero vicino a Gesù, fino ai grandi teologi successivi cioè i Dottori. L'artista affrescò la volta del Coro che negli anni precedenti era stato risistemato dal Bramante.

Musei Vaticani: Appartamento Borgia, l'appartamento è costituito da sei ambienti con varie raffigurazioni tra cui le narrazioni relative alla vita di Maria e Gesù e Santi.

Le sale sono: Sala delle Sibille, qui viene inteso come i messaggi della fede siano appresi dall'annuncio profetico; Sala del Credo, ci sono Profeti ed Apostoli anch'essi con cartigli con gli articoli del Credo; Sala delle arti liberali con l'intendo di significare che la Fede si può acquisire anche attraverso questi studi, probabilmente era lo studio del papa; Sala dei santi è celebre la disputa di Santa Caterina d'Alessandria che rievoca l'episodio in cui la Santa fu costretta a confrontarsi con i sapienti dell'imperatore Massimino; Sala dei Misteri qui sono rappresentati i vari misteri del Cristo e della Vergine, il messaggio è che la salvezza si raggiunge anche attraverso la contemplazione dei Misteri della Fede; Sala dei Pontefici è la più grande dell'appartamento poiché veniva utilizzata per le udienze ufficiali o banchetti; sembra che il nome derivi dai ritratti dei papi eseguiti da Giotto e che andarono distrutti durante un crollo. L'intero ciclo è inteso a tracciare la storia della salvezza dell'umanità attraverso la Fede.

sabato 26 aprile 2014

Un week end tra le Ville del lago di Como

Il lago di Como è un lago lombardo di origine glaciale appartenente alle provincie di Como e Lecco ed ha una caratteristica forma a "Y" rovesciata. Il lago è composto da tre differenti parti: a sinistra il ramo di Como a destra il ramo di Lecco e a nord il ramo di Colico.
Sono tanti i posti da visitare ma queste belle cittadine hanno un fascino particolare.

Bellagio: seguire fino alla fine della strada principale e si arriva in una piazzetta ai piedi della collina dei giardini Serbelloni, sulla sinistra si trova la Basilica di San Giacomo mentre la chiesa di San Giovanni Battista è la più antica di Bellagio. Una visita alla Villa Serboni con il suo bellissimo parco, l'accesso ai giardini permette una visita in un elegante spazio di vialetti con piante esotiche, roseti ed alberi secolari.

Particolare del giardino

Invece a Villa Melfi è possibile accedere al museo, al bellissimo parco per vedere anche reperti archeologici, il lungo lago offre un bellissimo paesaggio.

Tremezzo:


La seicentesca Villa Carlotta racchiude capolavori d'arte e di architettura, di artisti come Canova e Hayez. La villa si completa con i bellissimi giardini all'italiana e lo scenografico giardino presenta scalinate a tenaglia. 
Alla Villa La Quiete, detta la Gioconda e costruita nel XVII sec., risiedé l'abate poeta Parini.

 
 
Lenno: ha un bellissimo litorale che va dalla Villa Balbianello fino all'Isola Comacina. Il centro abitato si sviluppa lungo le pendici del monte fino all'Abbazia dell’Acquafredda. Nel centro storico si trova la chiesa di Santo Stefano e accanto c’è il bel Battistero di San Giovanni. La Villa del Balbianello sorge sull'estremità di un promontorio a picco sul lago di Como, quasi di fronte a Bellagio.


Molto bello è il panoramico giardino a terrazze, con l’elegante loggia a tre arcate che svetta sul punto più alto del promontorio, attualmente il complesso è di proprietà del FAI.

Cernobbio: una bella passeggiata sul raffinato lungolago per trovare delle bellissime ville come la cinquecentesca Villa d’Este.

 
Divenuta un lussuosissimo albergo, l’ottocentesca Villa Erba, Villa Bernasconi in stile liberty, Villa Pizzo e Villa Fontanelle. Partendo da Cernobbio è possibile raggiungere a 1300 metri il Santuario della Beata Vergine attraverso una strada panoramica che offre scorci della città e del lago veramente incantevoli.

Varenna: stretti vicoli che si diramano a ventaglio dalla piazza della chiesa conducono al lago e ai portici sul lungo lago. Nel borgo si trova la chiesa di San Giorgio del XIV sec., interessanti sono il gruppo di statue in sasso colorato raffigurante la deposizione di Cristo dalla croce. Ai margini del paese, in riva al lago, si trova Villa Monastero di proprietà della provincia di Lecco.

In origine era un convento poi dimora patrizia, la villa è circondata da un immenso orto botanico, il nucleo centrale della villa è rappresentato dalla Casa Museo con 14 sale interessanti. Adiacente a Villa Monastero si trova Villa Cipressi un insieme di edifici costruiti tra il Cinquecento e l’Ottocento. Anche qui si trovano secolari giardini a terrazze che raggiungono le rive del lago, inoltre c’è un percorso botanico. Il nome della villa ha origine dai bellissimi e secolari cipressi che si trovano nel giardino.

venerdì 25 aprile 2014

Cartolina dal Vaticano e San Pietro


Al termine della navata centrale, addossata al pilone denominato di San Longino si trova la statua bronzea di San Pietro. 


E’ rappresentato seduto su una cattedra marmorea vestito con il pallio filosofico; la mano sinistra stretta al petto impugna le chiavi, la destra è sollevata nel gesto della benedizione. Il piede destro sporge dalla base, consumato dal tradizionale bacio dei fedeli. La datazione della statua è compresa intorno al V secolo e il tardo Duecento, la scultura viene, per tradizione, attribuita al maestro Arnolfo di Cambio. Nel 1871 venne collocato, come sfondo alla statua, un arazzo musivo con motivi rosso porpora su fondo oro, intonati con lo sfarzo sontuoso dei sacri indumenti che ricoprono la statua nel giorno della festività di S. Pietro e Paolo il 29 giugno: un piviale broccato, la tiara e il prezioso "anello del pescatore", il sigillo pontificio.




giovedì 24 aprile 2014

Il museo del gelato: “Gelato Museum Carpignani”

Questo particolare e gustoso museo è stato inaugurato nel 2012 a Anzola Emilia (Bologna) dall'Azienda Carpigiani dove, nel suo interno, si può conoscere la storia, vedere foto e documenti d’epoca, macchinari e confezioni d’epoca e workshop “tecnici” inerenti al gelato. L’evoluzione del gelato inizia nel 12.000 a.C. – XIII secolo d.C. con la conservazione della neve, le bevande ghiacciate, la nascita del progenitore del sorbetto. Col tempo si evolve la creazione del sorbetto con vari ingredienti, sembra che sia stata Caterina de’ Medici e Cosimo Ruggieri a far conoscere il sorbetto ai parigini. Già nel XIX – XX sec. nei ricettari di alta gastronomia vennero proposte ricette di sorbetti, gelati e creme ghiacciate. Nel periodo 1900 – 1950 un italiano inventò il cono per rendere più agevole mangiare il gelato per strada inoltre, in questo periodo in Italia fu scritto il Manuale di gelateria. Nel corso degli anni il gusto del gelato è molto variato dal gusto tradizionale del cioccolato, della crema, del limone e fragola si sono aggiunti i gusti più strani come il gusto alla papaya argentina, oppure al mango del Cile, allo sciroppo d'acero canadese . Oppure i gusti speziati e vegetariani: al bergamotto della Calabria, allo zafferano di San Miniato, alla rucola, gusto di basilico, un gelato al gusto Negroni. Il Gelato Museum Carpignani è un centro culturale da visitare per approfondire la conoscenza di questo gustoso e unico gelato, inoltre si può acquistare  il Catalogo del Gelato Museum che raccoglie la storia a iniziata 14.000 anni fa, dallo shrb arabo (lo sciroppo di zucchero) a oggi, l’arte e la tecnica della gelateria. Inoltre comprende immagini storiche, locandine pubblicitarie, foto di antiche gelaterie. Il Gelato Museum è aperto dal martedì al sabato, dalle 9 alle 18, la prenotazione dei laboratori e delle visite guidate è obbligatoria. Queste sono delle manifestazioni a cui partecipa il Gelato Museum: ad Orvieto dal 01 al 04 maggio 2014 con “La festa de … I Gelati d’Italia”; il Gelato Museum organizza il 17 e 18 maggio 2014 “ Una notte…al Gelato Museum” in occasione della Giornata Internazionale dei Musei.









martedì 22 aprile 2014

Un soggiorno sul Lago di Garda


Il Lago di Garda è situato tra la Lombardia con la provincia di Brescia, il Veneto con la provincia di Verona e il Trentino Alto Adige con la provincia di Trento. Le stazioni ferroviarie sono collegate alle principali località sul Lago con autobus di linea. Una modo alternativo per muoversi sul Lago di Garda in maniera rilassante e gradevole è la navigazione: si viaggia rapidamente da una località all’altra a bordo di veloci aliscafi e catamarani oppure godersi la tranquillità del Lago su una più lenta motonave. Per osservare dall’alto lo straordinario panorama del Lago di Garda non c’è niente di meglio che una gita con la funivia di Malcesine. In poco più di 10 minuti si supera un dislivello di oltre 1600 m. e si arriva sulla cima del Monte Baldo a quota 1760 m. Nelle giornate serene si ammira tutto il Lago, da Riva a Peschiera del Garda un paesaggio stupendo. La funivia di Malcesine ha una particolarità unica al mondo: nel secondo tratto la cabina ruota su sé stessa, offrendo una visione a 360° e la sensazione di volare. 

La regione del nord Italia offre molte cose da visitare per cultura, arte e storia, si possono fare gite nei posti più belli, con gite guidate intorno al lago di Garda o visite delle città più belle, come: Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone, Malcesine, Lonato, Sirmione, Desenzano del Garda, Padenghe sul Garda, Moniga del Garda, San Felice del Benaco, Manerba del Garda, Salò, Toscolano-Maderno, Gardone Riviera, Gargnano, Tignale, Tremosine, Limone sul Garda, Riva del Garda del Garda, Nago-Torbole. Garda Colline: Una bellissima regione tra il Lago di Garda e le colline delle città di Brescia, Mantova e Verona con paesaggi inaspettati. Maestosi castelli in piccoli borghi medievali, grandi fortezze e graziose basiliche. Strada dei Vini e dei Sapori del Garda: la parte bresciana del Lago di Garda è caratterizzata, da verdi colline, che abbracciano i paesini medievali con i loro porti caratteristici.
 Da Sirmione a Limone, la costa si snoda con spiagge bellissime. 
Arena di Verona: L'anfiteatro di Verona è uno, dei più grandi monumenti, che risalgono all'epoca romana e quello meglio conservato. È più noto con il nome di "Arena", che in latino significa sabbia. Cose da vedere nella parte ovest del lago: Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, Tomba e mausoleo del poeta Gabriele D'annunzio: museo, parco, villa e teatro all'aperto. La Rocca di Manerba: Promontorio a picco sul lago con bellissimo punto panoramico. 
La Isola del Garda: Splendida Isola di S. Felice con una villa privata in stile neogotico - veneziano e fantastici giardini. Giardino Botanico A.Hruska - Gardone Riviera: Realizzato nel 1906, si estende per ben 10.000 mq, circa 2.000 piante da tutto il mondo. Paro Alto Garda Bresciano – Gargnano: Si estende per 40.000 ettari di superficie, dalle rive del Lago di Garda a quota 2.000 m, comprendendo ambienti flori- faunistici diversi. 
Cose da vedere nella parte est del lago: Punta San Vigilio: Penisola tra Garda e Torri del Benaco, ha un porticciolo con bar, ristorante, spiaggia e giochi per bambini, raggiungibile in barca. Orto Botanico di Novezzina - Monte Baldo: Giardino Botanico con varie specie, sopravvissute, isolate sul Monte Baldo, durante il periodo delle glaciazioni. Inoltre il Lago di Garda offre un affascinante tuffo nel passato: paesi medievali raccolti fra mura e torri, castelli scaligeri e veneziani richiamano alla mente le ville sontuose, frequentate da sovrani e teatro di importanti eventi storici, testimoniano ricchezza e potenza in tempi di pace; a Gargnano il grandioso “Palazzo Bettoni”, progettato alla fine del XVII secolo, è una delle ville più belle del lago e il Vittoriale degli Italiani”, la Cittadella monumentale che Gabriele d’Annunzio allestì e abitò negli anni ’30 a Gardone Riviera, costituisce uno straordinario ed insuperato insieme di edifici, vie, piazze, teatri, giardini, parchi e corsi d’acqua. 
Da non perdere una visita a Sirmione ai resti della Villa Romana nota come “Grotte di Catullo”, il poeta latino morto nel 54 a.C., che rappresenta l’esempio più grandioso di edificio privato di carattere signorile di tutta l’Italia settentrionale.

  


sabato 19 aprile 2014

Eventi nel weekend di Pasqua in Italia


Per i prossimi weekend, ecco alcune città che propongono mostre molto interessanti:

Possagno (Treviso): Museo di Gipsoteca Antonio Canova fino al 04 maggio 2014 la mostra “Le Grazie di Antonio Canova”. Le Tre Grazie sono figlie di Zeus e rispondono al nome di Aglaia, Eufrosine e Talia che simboleggiano: lo splendore, la gioia e la prosperità.

Genova: Museo di Palazzo Reale, Sala delle Udienze fino al 01 giugno 2014 la mostra “Capolavori della Galleria Sabauda nel Palazzo Real di Genova. Da Bernardo Strozzi ad Angelika Kauffmann”.

Firenze: Sala Bianca di Palazzo Pitti fino al 27 aprile 2014 la mostra “Una volta nella vita. Tesori dagli archivi e dalle biblioteche di Firenze”. La mostra presenta, tra le altro, documenti archivistici di Michelangelo, un disegno di Raffaello, il certificato di battesimo di Leonardo da Vinci, autografi di Girolamo Savonarola, Poliziano, Cosimo I de’ Medici, Eduardo De Filippo.

Forlì: Musei di San Domenico fino al 15 giugno 2014 la mostra “Liberty, uno stile per l’Italia moderna”. La mostra intende identificare le specificità di uno stile attraverso una serie di capolavori della pittura e della scultura.

Chieti: Schiavi di Abruzzo Museo Archeologico fino al 31 dicembre 2014 Un Museo per i templi Italici di Schiavi d’Abruzzo. Il percorso obbligato, ad anello, approfondisce due tematiche principali: l’area Sacra ed i rituali ad essi collegati: le sepolture ed i riti funerari con i ricchi corredi di prima età imperiale.

Roma: Tivoli Antiquarium del Canopo - Area Archeologica di Villa Adriana fino al 02 novembre 2014 la mostra “Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo”. Nell’esposizione si troveranno più di cinquanta opere, tra cui oltre venti provenienti da Atene, Loukou, Maratona, Pireo e Corinto.

Roma: Anfiteatro Flavio fino al 05 ottobre 2014 la mostra “La biblioteca infinita – I luoghi del sapere nel mondo antico”. Le sette sezioni comprendono anche i strumenti e supporti di scrittura documenta l’evoluzione del libro e della lettura nel mondo greco-romano dall’età ellenistica al tardo antico.

Venafro: Museo archeologico di Venafro fino al 30 aprile 2014 la mostra “Gli Etruschi del Lago. Da Orvieto a Bolsena un percorso nella storia”. La mostra ricostruisce le vicende storiche della città-stato etrusca di Velzna (Orvieto) e della sua erede Volsinii (Bolsena) ed espone, tra le altre cose, oggetti della vita quotidiana e della religiosità: ceramiche di età arcaica ed ellenistica tra cui i famosi vasi argentati e i vasi di bucchero, splendide oreficerie, vasellame bronzeo, offerte votive di vario genere.

Caserta: Palazzo Reale fino al 31 ottobre 2014 la mostra “Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto - la Cathedra Petri”. La mostra espone anche il suo bellissimo modello del Trono di San Pietro  in terracotta e stucco dorato conservato presso la Fabbrica di San Pietro.

venerdì 18 aprile 2014

La Via Crucis del Papa al Colosseo

La tradizione della Via Crucis inizia nell'Anno Santo del 1750 per volere di papa Benedetto XIV per celebrare il Giubileo. Fu allora che l'anfiteatro romano venne consacrato alla passione di Cristo e alla memoria dei martiri cristiani. 
Il Pontefice fece erigere 14 edicole con le stazioni tradizionali e fece piantare al centro una grande croce ma dopo il 1870, con l'Unità d'Italia si perse questa consuetudine e furono rimosse le edicole e la croce . Nel 1926 la croce fu ricollocata nel Colosseo, dove è ancora oggi, non più al centro ma di lato e questo avvenne durante la firma dei Patti Lateranensi. 
Fu papa Giovanni XXIII, nel 1959, a ripristinare questa consuetudine della Via Crucis, fu poi papa Paolo VI nel 1964 a presiedere questa sacra rappresentazione.



 
 

Una lapide, in un lato del Colosseo, visibile in questa foto, riporta l’anno dei restauri il 1852, eseguiti sul lato dell’Esquilino e il nome di papa Pio IX.
Le meditazioni recitate durante la Via Crucis furono e sono sempre scelte da testi biblici o da quelli dei Padri della Chiesa.





giovedì 17 aprile 2014

Storia e tradizione delle Uova di Pasqua


Le origini della simbologia dell’uovo risalgono a tempi antichissimi, addirittura precedenti alla nascita della religione cristiana, il simbolo principale che rappresenta l’uovo è quello della vita, poi la primavera e dunque la rinascita in riferimento alla fertilità dei campi. In seguito il cristianesimo lo ricollega al significato della Pasqua, in cui si celebra la risurrezione di Gesù Cristo. Questa tradizione popolare, sia dell'Oriente, dell'Occidente e di alcune parti dell’Italia, si riflette nella consuetudine di far benedire le uova nel giorno di Pasqua. 
Le popolazioni antiche consideravano l'uovo coma una rappresentazione dell'unione della terra con il cielo, che andavano a fondersi in un'unica creazione. Gli antichi Egizi attribuivano simbolicamente all'uovo la funzione di fulcro dei quattro elementi che costituiscono l'universo: terra, acqua, aria e fuoco. 

Considerato origine di vita l’uovo ha assunto anche significati magici all’epoca degli Egiziani e dei Greci antichi: sembrava strano infatti che un “oggetto” così piccolo e fragile potesse contenere un essere vivente, proprio per questo e per buon auspicio, nacque l’usanza di colorare le uova e scambiarsele con l’arrivo della primavera. In Italia, nei tempi passati, ogni famiglia donava ai  sacerdoti, in occasione della visita fatta per la benedizione delle case, una piccola quantità di uova fresche; in seguito divenne usanza regalare le uova di cioccolata ai bambini mentre uova sode anche colorate si ritrovano nel pranzo pasquale.
 La tradizione balcanica e quella greco ortodossa prevedono il rassodamento e la decorazione con il color rosso durante il giovedì santo. Ma la tradizione di scambiarsi in dono delle uova nel giorno di Pasqua era già in uso anticamente come in Germania, Francia, Inghilterra, Russia dove venivano fatte fabbricare delle uova artificiali con materiale prezioso, come l’oro, e spesso decorate riccamente. 
Tra le più celebri uova ci sono sicuramente quelle che il maestro orafo Peter Carl Fabergè ricevette nel 1883, dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria. In tutti i paesi del Nord Europa, come la Germania e i Paesi Scandinavi c’è l’usanza di nascondere delle uova colorate nel giardino e, come vuole la leggenda, sia stato il celebre Coniglietto di Pasqua, quindi i bambini la domenica di Pasqua dovranno trovarle insieme a dei regali. Ma è l’uovo di cioccolata quello che ha avuto la sua maggiore diffusione, soprattutto a partire dal XX secolo e continua ancora ai nostri giorni, in alcune aree del mondo, però, la vera tradizione non è ancora stata persa e all’uovo di cioccolata viene ancora preferito quello classico della gallina in modo particolare gli ortodossi.

mercoledì 16 aprile 2014

La Fontana delle Novantanove Cannelle a L’Aquila

La Fontana prima del terremoto



Tra i tanti monumenti che ancora abbelliscono la città c’è la “Fontana delle Novantanove cannelle”, la cui prima fonte risale al 1272, la Fontana, anticamente detta Fonte della Rivera, è inclusa fra le più antiche dell'Aquila e si trova nel Rione della Rivera nella parte bassa della città antica. Molte sono state le leggende nate intorno a questo luogo, eccone alcune: si dice che i mascheroni che ornano la Fontana sono, in realtà, dei demoni intrappolati dai monaci in questo luogo per proteggere la città da influenze malefiche essendo essa lo specchio della Gerusalemme Celeste. Questa è la tesi di molti: sovrapponendo la cartina geografica della città aquilana a quella di Gerusalemme, esse combaciano perfettamente in quanto, queste due città, hanno la medesima planimetria. Un’altra leggenda vuole che i mascheroni rappresentino la fisionomia dei proprietari dei primitivi 99 castelli che nel XIII secolo si unirono per fondare L’Aquila, che sarebbe costituita da 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane. Un’altra leggenda vuole che la sorgente che alimenta la fontana sia stata volutamente tenuta segreta per evitare che un proprietario del castello piuttosto che un altro ne pretendessero la proprietà. La Fontana delle Novantanove Cannelle è stata costruita con pietre policrome ed è distribuita su tre pareti di trentatré per ogni lato, vi si accede tramite degli scalini che portano ad un piazzale di sampietrini, delimitato da queste tre facciate. Ai mascheroni si alternano formelle rettangolari con rosoni circolari a quattro foglie piene o a girello, motivi comuni nell’arte abruzzese, nei mascheroni si individuano volti incappucciati (monaci), cavalieri, dame, satiri, animali. Da questi mascheroni o cannelle sono nate le leggende si poteva rivedere la Fontana grazie al restauro fatto dopo il terremoto degli anni passati. Dopo l'ultimo terremoto, la speranza é che tutta la città, dei miei nonni materni, torni ad essere come prima.











martedì 15 aprile 2014

La Bocca della Verità

Visitando il centro di Roma, questo antico mascherone, probabilmente un antico tombino, lo possiamo trovare murato nella parete dell’atrio della chiesa di Santa Maria in Cosmedin ed ha le sembianze di una divinità fluviale dal volto maschile.

 

La "Bocca della Verità" é una maschera di grandi dimensioni risalente al primo secolo a.C.
La tradizione popolare tramanda che la bocca potesse mordere la mano di chi avesse mentito. Varie leggende si raccontano su questo mascherone, come la leggenda tedesca del XV secolo in cui si ritrova l'immagine che non osa mordere la mano di una imperatrice romana che, benché avesse tradito suo marito, lo inganna con un artificio logico. Il nome di "Bocca della Verità"fu dato per la prima volta nel 1485 ed è rimasto uno dei simboli di Roma, tanto che ancora oggi si indica con questo nome l'intera Chiesa che lo ospita e la piazza antistante.
Qui fu girata la scena, rimasta celebre, del film "Vacanze Romane", in cui Gregory Peck, di fronte a Audrey Hepburn, finse di aver perso la mano.  


lunedì 14 aprile 2014

La Chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma


Passeggiando per Corso Vittorio Emanuele II e all’altezza di Piazza Navona si trova questa bella e antica Basilica


L’area su cui si trova ora la chiesa di Sant’Andrea della Valle era definita dalla piazza cosiddetta “di Siena” perché il palazzo fatto costruire dal cardinale Enea Silvio Piccolomini, poi papa Pio II, la occupava interamente. E' detta "della Valle" perché è stata costruita vicino a Palazzo Valle. I lavori di costruzione iniziarono nel 1591 su disegno di Gian Francesco Grimaldi e di Giacomo Della Porta che poi costruì la basilica, mentre la cupola, la terza in altezza a Roma è dell’architetto Carlo Maderno. Nel guardare la maestosa facciata barocca si noteranno le due statue femminili della Speranza e della Prudenza poste sopra la porta della facciata e con le statue San Gaetano e San Sebastiano poste nelle nicchie della facciata, le statue Sant'Andrea apostolo e Sant'Andrea d'Avellino e un caratteristico angelo con l'ala alzata sul lato sinistro della facciata. La grande cupola, con i bei capitelli della lanterna, completa la facciata della chiesa. Entrando e proseguendo nell’immensa navata si rimane colpiti dall’interno della cupola dove si possono ammirare bellissimi affreschi come il bellissimo affresco della “Gloria del Paradiso” e i quattro “Evangelisti. Con l'affresco dei pennacchi e del transetto absidale della cupola, si noteranno le storie di Sant'Andrea: "Flagellazione di sant'Andrea", "Sant'Andrea in adorazione della croce", "Sant'Andrea in gloria" e "Vocazione di san Pietro e sant'Andrea". Tra le Cappelle è interessante la "Cappella Barberini", realizzata nel 1616, tra i dipinti c’è "Lucina recupera il corpo di san Sebastiano dalla Cloaca Massima", “L’Assunzione della Madonna” e l’affresco della “Presentazione di Gesù al Tempio”. La Cappella Barberini ha anche le statue di San Giovanni Battista e la Santa Marta. All’attento visitatore il compito di ammirare le altre bellezze che racchiude la Basilica di Sant’Andrea della Valle che fa parte della Roma dei Papi. La Roma Imperiale la si ritrova a circa 20 minuti, dalla Basilica, con il Colosseo.



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domenica 13 aprile 2014

Il Colle del Gianicolo a Roma

Alle spalle di Trastevere si trova il Gianicolo su cui si arriva percorrendo due grandi viali di platani che si riuniscono nel Piazzale Garibaldi.
Il colle del Gianicolo fu teatro della resistenza dei garibaldini in difesa di Roma perciò si potrebbe definire “il Giardino dei patrioti” tanto che vi sono collocati il monumento a Giuseppe Garibaldi ed il  Monumento equestre della moglie Anita. 

 


Continuando la passeggiata eccoci arrivati a dei particolari viali dove sono collocati i busti di illustri garibaldini che combatterono, nel 1849, alla difesa di Roma, vengono chiamati “La passeggiata dei garibaldini”, leggendo i loro nomi si conosceranno questi patrioti italiani e stranieri. Sono collocati anche altri busti e statue che ricordano chi ha combattuto per Roma come Angelo Brunetti chiamato Ciceruacchio; inoltre lungo il parapetto del Belvedere, di fianco a Villa Lante, si trovano i pannelli con il testo integrale della Costituzione della Repubblica Romana. Durante la passeggiata si troverà, tra l’altro, il Tempietto del Bramante, l’Orto Botanico, il Faro degli italiani che fu donato dagli italiani emigrati in Sudamerica in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia.
Una curiosità: tutti i giorni, in cima al colle, un cannone spara a salve a mezzogiorno in punto e dal Belvedere del Gianicolo lo si può vedere. Questo appuntamento risale al 1846, quando Pio IX lo istituì per evitare confusioni di orario. 
Dal Colle del Gianicolo si può ammirare uno stupendo panorama sui monumenti e le Chiese di Roma e si intravedono anche i Colli Albani.




sabato 12 aprile 2014

Le Chiese gemelle di Torino


Arrivando a Piazza San Carlo si vedranno, agli angoli, due belle chiese gemelle che dominano la Piazza, sono la Chiesa di San Carlo e la Chiesa di Santa Cristina.
Sono chiamate "gemelle" perché per la facciata di San Carlo si rifecero a quella di Santa Cristina.
 



La Chiesa di San Carlo fu iniziata nel 1619 mentre la bella facciata con colonne risale al 1834, nel timpano si noterà un bassorilievo, in marmo, raffigurante Emanuele Filiberto che riceve la comunione da San Carlo. Questo per ricordare che la Chiesa fu dedicata al Santo per volere di Carlo Emanuele I. Il sontuoso interno è di epoca barocca con le cappelle ornate di sculture in marmo e stucchi, ha navata unica con due cappelle per ogni lato; ai lati dell’altare maggiore, si collocano due dipinti raffiguranti il santo, in una viene ricordata la visita del Borromeo quando arrivò, da Milano nel 1578, per pregare sulla Sacra Sindone mentre in una cappella si trova la statua della Madonna della Pace. 

La Chiesa di Santa Cristina fu voluta da Maria Cristina di Francia, nel 1639, per le Carmelitane, la facciata è decorata con statue di santi e con i simboli delle virtù. L’interno è ad una sola navata, il soffitto è decorato con dei medaglioni che raffigurano il martirio della Santa mentre in una cappella, laterale all’altare maggiore, si conserva il dipinto “Riposo dalla fuga in Egitto” di Antonio Triva. Queste due belle Chiese si possono definire come due quinte scenografiche che incorniciano l’imbocco del tratto meridionale di Via Roma.



venerdì 11 aprile 2014

Eventi da non perdere ad aprile in Italia


Per le persone che vorrebbero trascorrere qualche giornata diversa ma interessante ecco alcune località dove si svolgono alcuni eventi chiedendo sempre conferma data e orario:

Pistoia: Primavera al Padule di Fucecchio. Fino al 29.06.2014 si potrà visitare questa grande palude in parte protetta da due riserve naturali. Si organizzano visite guidate per conoscere meglio le zone più interessanti della Palude.

Firenze: Orto Botanico del Museo di Storia Naturale dell’Università. Fino al 30.09.02014 visita all’Orto più antico creato come giardino di piante medicinali, nel mese di aprile inizia il ciclo “ Le domeniche al Museo” per conoscere il mondo della natura con le collezioni del Museo.

Ischia: Pasqua ad Ischia. Dal 18.04 al 21.04.2014 per assistere alle caratteristiche celebrazioni della settimana santa e alla rappresentazione sacra “La corsa dell’Angelo” il giorno 20. Questa, risalente al ‘600, vuol ricordare l’incontro tra Cristo risorto e Sua Madre accompagnati da Giovanni apostolo e l’Angelo.

Emilia Romagna: Crossroads Festival. Fino al 24.05.2014 si terrà il Festival itinerante di jazz in varie parti della Regione. Gli artisti presenti sono: italiani, europei, statunitensi, sudamericani e asiatici.

Treviso: Primavera del Prosecco 2014. Fino al 08.06.2014 nelle colline della Provincia si svolgerà la manifestazione primavera del Prosecco Superiore. Undici comuni formeranno anche la Strada del Prosecco con eventi gastronomici, enologici, sportivi e culturali, arte e storia.

Venezia: Festival letterario "Incroci di civiltà" Venezia – Premio Bauer-Ca' Foscari
dal 2 – 5 aprile 2014.

Ivrea: La grande invasione, festival della lettura dal 30.05. al 02.006.2014.

Firenze Fortezza da Basso: La Mostra internazionale dell'Artigianato. Dal 23.04 al 01.05.2014 eventi collaterali, convegni, workshop dove la cultura, la tradizione artigiana e l'innovazione si incontrano, inoltre si possono fare acquisti.

Bolzano, Fiera di Bolzano: Tempo libero. Dal 24 al 27.04.2014 c’è il salone dedicato agli sport, hobby, vacanze e montagna.

Cagliari: Fiera Campionaria Internazionale. Dal 25.04 al 05.05.2014 l’evento si svolgerà anche nelle zone interne oltre che nelle aree interne della fiera. Percorsi tematici saranno di aiuto ai visitatori per le varie categorie esposte.

Longarone Fiere Dolomiti: Caccia, pesca, natura. Dal 25 al 27.04.2014 per gli appassionati una mostra di prodotti, attrezzature e uno spazio per cani come accessori e alimenti. Inoltre c’è il calendario di appuntamenti come la festa provinciale del cacciatore.

giovedì 10 aprile 2014

Le opere di Caravaggio in Italia, oltre il museo


Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610), visse la l’adolescenza tra Milano e il Borgo di Caravaggio ma durante la vita visse anche a Roma, Napoli, Siracusa, Messina dove ancora oggi si possono ammirare i suoi importanti capolavori e le bellezze della città. Visitando Roma ecco i luoghi dove vedere alcune sue opere alla Galleria Borghese: Bacchino malato, Madonna dei Palafrenieri, Davide con la testa di Golia. Alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini: Narciso, Giuditta e Oloferne; alla Pinacoteca dei Musei Capitolini: la buona ventura, San Giovanni Battista; nella Chiesa di San Luigi dei Francesi: la Vocazione di San Matteo, San Matteo e l’angelo, Martirio di San Matteo. Alla Galleria Doria Pamphilj: la Maddalena penitente, riposo durante la fuga in Egitto, San Giovanni Battista; nei Musei Vaticani: deposizione di Cristo. A Napoli  Pio Monte della Misericordia e Pinacoteca: le sette opere di misericordia; a Siracusa: il seppellimento di Santa Lucia, l’adorazione dei pastori; a Messina Museo Regionale: adorazione dei pastori, resurrezione di Lazzaro. Altre opere del Caravaggio si possono ammirare anche a Milano, Cremona, Genova, Firenze, Prato,Rieti e Palermo. La vita del Caravaggio è piena di aneddoti riguardanti i suoi dipinti per esempio le modelle erano note cortigiane come per la “Maddalena penitente” o per la “Madonna dei pellegrini” Cappella Cavalletti in Sant’Agostino in Roma. Oppure per “la resurrezione di Lazzaro” Caravaggio prenderà spunto da un cadavere per poter ritrarre meglio Lazzaro, il cadavere, si racconta, fu tenuto in posa da alcuni facchini minacciati da pugnali. Per conoscere meglio l’artista, il significato segreto delle sue opere è interessante leggere il libro: “Caravaggio segreto. I misteri nascosti nei suoi capolavori” di Costantino D’Orazio, Edizione Sperling & Kupfer.                                                                                                              

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

mercoledì 9 aprile 2014

L’Italia e i suoi giardini più belli


Viaggiare per l’Italia alla scoperta o riscoperta del più bel giardino di alcune città è un modo diverso di fare turismo perché la floricoltura può essere anche arte e nel contempo si approfondisce la conoscenza delle bellezze delle città. Ecco dove si trovano alcuni dei giardini più belli:

Ventimiglia “I Giardini Botanici Hanbury”. E’ un grandioso giardino botanico dove sono coltivate moltissime piante ornamentali, da frutto e officinali che provengono da varie parti del mondo acclimatandosi grazie al particolare clima dolce, tra le altre piante si trovano eucalipti, rose, peonie, bambù e il frutteto esotico. In questo vasto giardino, tra graziosi vialetti, scalinate, pergolati e patii, sono collocate anche statue, una loggia, la bella fontana del Drago e il Mausoleo Moresco dove sono conservate le ceneri di Thomas Hanbury e della moglie perché fu lui a creare questo incantevole giardino nel 1867.

Pegli il giardino di Villa Durazzo Pallavicini. Il percorso si articola tra le scene, come un itinerario teatrale, in cui i protagonisti sono la Natura e l'Architettura in cui si vedrà l'Arco di Trionfo, la Casa dell'Eremita, il Lago Grande con la Pagoda Cinese, il Tempio di Diana, il Giardino di Flora e il Gazebo delle rose. Tra la vegetazione si trova anche il monumentale cedro del Libano, la collezione di camelie antiche e due serre ottocentesche. Questo tipo di Parco fu ideato tra il 1840 ed il 1846 da Michele Canzio scenografo del teatro Carlo Felice. Nel parco è compreso il giardino botanico "Clelia Durazzo Grimaldi" fondato nel 1794.

Firenze Giardino della Villa Medicea di Castello. La villa di Castello è una delle più antiche residenze suburbane della famiglia Medici e la prediletta di Cosimo I. All’interno si conserva una vasta collezione di agrumi, un boschetto di lecci, aiuole quadrate, la suggestiva Grotta degli Animali con le pareti rivestite da mosaici colorati, varie sculture antiche. Il Giardino della Villa Medicea di Castello" fa parte del Polo Museale Fiorentino.

Bagnaia (Viterbo) Villa Lante. Durante la visita si potranno ammirare interessanti fontane come Fontana del Pegaso il cavallo alato che a colpi di zoccolo fa sgorgare l’acqua dalla roccia, la Fontana dei Delfini formata da vasche degradanti unite da mascheroni, le sculture rappresentano il regno di Nettuno. Inoltre nella villa si susseguono ruscelli, laghetti, siepi sempreverdi e statue di peperino come complemento a questi giochi d’acqua.

Valle dei Templi di Agrigento  Giardino della Kolymbethra. Il giardino riassume il paesaggio agrario e naturale della Valle dei Templi, nelle zone più scoscese si trovano lembi intatti di macchia mediterranea. Nel torrente che solca il fondovalle ci sono pioppi, salici e tamerici; mirti, allori, lentischi, lecci e sugli ampi terrazzamenti, compresi tra suggestive ed alte pareti di calcarenite, si trova un antico agrumeto con tante specie e varietà oramai rare, coltivato secondo le tecniche della tradizione araba. Inoltre vi sono tantissimi reperti archeologici che lo rendono un sito interessante dal punto archeologico, naturalistico e paesaggistico.

 

martedì 8 aprile 2014

L’Umbria e i riti di Pasqua 2014


In Umbria il periodo pasquale è segnato da tradizionali riti liturgici ed eventi religiosi nei suggestivi posti umbri e le processioni del venerdì santo, che offrono uno spettacolo di grande suggestione tra fede e folklore, si svolgono in alcuni dei borghi più belli della regione. Ecco alcune cittadine dove si svolgono le Via Crucis del Venerdì Santo:

Gubbio: la processione del Cristo Morto, che risale al XIII secolo, si snoda per le vie del centro storico della città illuminate solo da torce. La processione viene accompagnata dai canti del Miserere e dai confratelli di S. Croce che portano i simboli della Passione di Gesù e le immagini del

Cristo morto e della Madonna addolorata.

Assisi: a Santa Maria degli Angeli, inizierà una grande processione del Cristo Morto e dell’Addolorata, con la partecipazione delle numerose confraternite della cittadina e con la partecipazione di tutte le Confraternite, il centro storico è illuminato da fiaccole in modo suggestivo.

Perugia: qui si svolgono numerose Via Crucis nei quartieri più caratteristici della città e in Cattedrale viene esposta una venerata effige del Cristo Morto risalente al XIV secolo.

Colfiorito di Foligno: La processione del Cristo Morto è a carattere penitenziale ed è organizzata dalla parrocchia di S. Maria Assunta. L’origine della processione risale al Medio Evo con la partecipazione di personaggi in costume, alcuni camminano con pesanti catene ai piedi e altri sostengono croci rivestite di carta illuminate all’interno. Numerosi canti vengono eseguiti durante la Processione.

Gualdo Tadino: le scene della Passione e della Morte di Cristo sono realizzate da 200 i figuranti che rievocano i momenti più toccanti della Passione e sono accompagnate dal suggestivo e struggentecanto di laudi sacre del ’200.
Le messe solenni della domenica della Resurrezione, celebrate in piccole chiese e cattedrali che racchiudono tesori d’arte, concludono la Settimana Santa. Altre rappresentazioni in costume, di antica tradizione, si possono trovare in molti borghi medievali dell’Umbria, è consigliabile sempre chiedere conferma ai Comuni per gli orari dei Riti. Visitare queste località per questa occasione è anche il modo per conoscere o riconoscere la loro storia, le usanze, l’arte ma anche la gastronomia locale.



lunedì 7 aprile 2014

La cittadina di Collodi e il Parco di Pinocchio


Collodi è un piccolo centro a pochi chilometri da Pistoia dove poter visitare l’originale Parco di Pinocchio dedicato al celebre burattino. Camminando nel bel parco troviamo i protagonisti principali del racconto, circondati da una variata vegetazione, e sono: Pinocchio, la Fatina, il Gatto e la Volpe e molti altri personaggi. Troverete anche altre attrattive come: il gioco dell’oca di Pinocchio, i giochi in legno di Geppetto, la grotta dei pirati, l’osteria del Gambero Rosso- il Gatto e la Volpe, il carrozzone di Mangiafuoco, la casetta della Fata Turchina. Queste attrattive permettono ai visitatori di ripercorrere alcuni tra gli episodi più significativi della favola; inoltre ci sono il percorso con i mosaici, statue e piccoli edifici ambientati nel verde secondo i vari episodi de Le avventure di Pinocchio. Da visitare la Biblioteca virtuale di Pinocchio, il Museo di Pinocchio con opere d'arte o d'illustrazione, di costumi e scenografie teatrali dedicate a Pinocchio. Ma nel Parco c’è anche l’Osteria del Gambero Rosso il ristorante del Parco di Pinocchio dove i bambini possono mangiare nella zona “Paese dei Balocchi” con arredi su misura, una scenografia da fiaba e accompagnati da attività di animazione nella zona Paese dei Balocchi. Dopo aver visitato il Parco di Pinocchio con i suoi percorsi tematici nel verde si avrà la sensazione di esser tornati bambini grazie a questo burattino che con le sue avventure ci ha tenuto compagnia nella nostra fanciullezza. Oltre al Parco di Pinocchio è interessante fare una visita al vicino Giardino Garzoni dove all'ingresso si trovano le statue di Pan flautista e Flora, la dea italica della Primavera che introducono il visitatore in un percorso fatto di aiuole fiorite, teatrini di verzura, statue di satiri, vasche di ninfee e spruzzi d'acqua. Infatti si possono ammirare le belle fontane come il padiglione dei Bagnetti che offre vasche di ogni genere e forma; passeggiare tra vialetti che dalla Scala d’Acqua portano verso angoli suggestivi come il Labirinto, il Teatro di Verzura, le belle aiuole con una varietà di piante e fiori che fanno da complemento a questo bellissimo Giardino.