venerdì 13 novembre 2015

Il castello di Fumone tra storia e leggende

Nel piccolo borgo di Fumone, in provincia di Frosinone, si trova questo castello costruito tra il IX e il X secolo, che deve il suo nome all’antica funzione di  comunicazione fatta  con i segnali di fumo che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma.  
Le storie di fantasmi e le leggende tragiche ma anche di avvenimenti accaduti veramente danno al castello un aspetto particolare e suggestivo.



Per oltre 500 anni fu usato dai papi come fortezza militare e come prigione pontificia per prigionieri politici.    
La visita al castello avviene nelle sale del piano nobile, nel santuario di Papa Celestino V, nella galleria d’arte contemporanea e nei giardini pensili.
Tra i suoi prigionieri illustri che vi furono richiusi 
e vi morirono furono l’antipapa” Gregorio VIII 
il cui corpo non è mai stato ritrovato e che sia stato occultato in qualche intercapedine del castello.
Papa Celestino V vi morì il 19 maggio 1296 dopo la prigionia.

Si narra che poco prima della sua morte, fu vista una croce splendente apparire dinanzi 
alla sua cella. 
Da allora si dice che, di tanto in tanto, si sentano battere colpi misteriosi alle pareti, 
attigua alla sua cella nel XVIII secolo fu costruita la cappella per ricordare papa Celestino V.
Il pozzo delle vergini, anche questo descritto tra leggenda e storia, 
veniva usato per gettarvi  la sposa che non era vergine e questo lo decideva il signorotto locale perché secondo l’usanza del tempo imponeva lo “jus primae noctis”, la prima notte di nozze la sposa doveva trascorrerla con lui.
Un’altra triste storia è legata a questo castello quello dell’uccisione di un bimbo di soli cinque anni.

Il bambino fu ucciso dalle sorelle perché in quel tempo vigeva la regola della primogenitura maschile che permetteva al primogenito maschio di avere tutta l’eredità.
Si dice che fu ucciso con l’arsenico, fu imbalsamato con la cera, per ordine di Emilia Caetani Longhi madre disperata, e non fu sepolto.
Si dice che Emilia Caetani Longhi fece modificare un suo ritratto  nel quale indossava un vestito bianco, 
l’abito fu dipinto di nero e fu coperta la collana.
Si narra anche che il suo fantasma aggiri ancora, senza pace, nelle sale del castello di Fumone.
Da visitare la sacrestia 
che conserva le reliquie cristiane di santi, 
la sala degli stemmi, 
la sala dei Cesari, 
la sala degli antenati.  
Il Castello di Fumone si può visitare per approfondire le storie e leggende che tramanda e poi passeggere nel bel giardini pensili 
che sono i più alti d’Europa. 
Inoltre per chi lo desidera può trascorrere, nella bellezza dei giardini, 
qualche giorno nella foresteria del castello oppure organizzare matrimoni, cene a tema, convegni, mostre ed eventi nelle bellissime sale.








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