Le origini di questo castello-fortezza, che domina la via Latina all'ingresso di quello che fu il contado di Molise e svetta sul borgo di Monteroduni, in
provincia di Isernia, risalgono al periodo longobardo, quando, nel 1266, durante Carlo
I d’Angiò, il feudo di Monteroduni fu assegnato a Eustachio d’Ardicourt. Successivamente passò ai d’Evoli e poi ai d’Afflitto.
Nel 1668 il castello passò ai Pignatelli, che lo trasformarono in residenza
signorile, pur lasciandne invariata la pianta e la distribuzione degli ambientin e sono rimasti proprietari fino al 1990, quando è passato al Comune
di Monteroduni.
Oggi
il restauro ci consente di vederlo quasi integralmente, dal camminamento di
ronda alle sale interne.
poggiando sull'abitato, dal camminamento di ronda si può ammirare il panorama dell'intera vallata e delle Mainarde, mentre da una parte poggia quasi sulle colline.

All'entrata esterna alla cinta muraria, ci accoglie una grande tavola lapidea del 1752, con la pandetta dei
pedaggi che si pagavano per passare il fiume Lorda, ingresso al Contado di Molise, murata in quel punto dal 1890. Infatti Monteroduni aveva strategicamente il controllo della via Latina, che era, appunto, il punto di accesso al Molise.
Sul lato meridionale si trova l’ingresso, ora all'interno del giardino, attraverso il portone con portale in pietra e legno.Il notevole
scalone che collega la piccola corte interna al piano nobile risale all’epoca
dei d’Afflitto. Una particolarità decorativa riguarda la pavimentazione
originale del castello: su ognuna delle mattonelle in cotto del salone
d'ingresso ed anche sulle maioliche ancora esistenti nella stanza del
Principino, in una delle torri, è impresso lo stemma dei Pignatelli ed hanno
tutte un orientamento diverso, che si presume verso il Principe. 


All'ingresso, nel salone di rappresentaza caratterizzato dal grande camino di marmo rosa, è stato recuperato il soffitto in legno del XVIII secolo, dipinto con motivi cavallereschi e fiori, che pare fosse un motivo decorativo particolarmente gradito ai Pignatelli.
A fine pareti, vi sono dipinti gli stemmi dei Comuni del Contado.
Dal salone di rappresentanza si accede alla minuscola cappella di Famiglia con altare ligneo: ricordiamoci che la Famiglia, in altro ramo, vanta il Papa Innocenzo XII, più volte ricordato nell'esposizione di materiale d'archivio acquisito insieme al Castello.
Sempre dal salone si accede alla stanza del ricevimento, dove attualmente sono esposti arredi originali dell'epoca, alla biblioteca, che conserva libri, foto e documenti originali di varie epoche in teche che ne permettono la lettura.
Da altra scala, si accede al piano superiore ed alle stanze private che conservano qualche arredo originale.
Nei corridoi si collegamento - ricordiamo che l'impianto è quello di una fortezza - si possono leggere documenti sulla storia del Borgo e sui ritrovamenti, anche se in copia in quanto i materiali originali sono presso altri musei.



Il castello conserva la foresteria, adibita ad uffici e la cappella di Sant’Urbano, antica quanto il Castello anche se attualmente non presenta nulla dell'impianto originario. Ceduta al Comune nel 1883, fu subito ceduta in usufrutto alle confraternite di S. Michele Arcangelo e restaurata. Ancora oggi è adibita a culto ed il Venerdì Santo è il luogo da cui escono i 12 Apostoli che prendono parte alla tradizionale processione del Cristo morto.
Grazie ai lavori di restauro, come detto, oggi il Castello Pignatelli
è visitabile con prenotazioni effettuabili in loco o attraverso il sito e nei mesi estivi si svolgono manifestazioni culturali.
Per
essere informati sulle date degli eventi o per altre informazioni sulla visita: WhatsApp 3518846592 oppure chiamare lo 3518846592, oppure visitare il link: https://.monteroduni.eu/castellopignatelli.html





































