martedì 31 marzo 2026

Una visita al Castello Pignatelli a Monteroduni

Le origini di questo castello-fortezza, che domina la via Latina all'ingresso di quello che fu il contado di Molise e svetta sul borgo di Monteroduni, in provincia di Isernia, risalgono al periodo longobardo, quando, nel 1266, durante Carlo I d’Angiò, il feudo di Monteroduni fu assegnato a Eustachio d’Ardicourt. Successivamente passò ai d’Evoli e poi ai d’Afflitto. 
Nel 1668 il castello passò ai Pignatelli, che lo trasformarono in residenza signorile, pur lasciandne invariata la pianta e la distribuzione degli ambientin e sono rimasti proprietari fino al 1990, quando è passato al Comune di Monteroduni. 
 
Oggi il restauro ci consente di vederlo quasi integralmente, dal camminamento di ronda alle sale interne. 
 
poggiando sull'abitato, dal camminamento di ronda si può ammirare il panorama dell'intera vallata e delle Mainarde, mentre da una parte poggia quasi sulle colline.
 
All'entrata esterna alla cinta muraria, ci accoglie una grande tavola lapidea del 1752, con la pandetta dei pedaggi che si pagavano per passare il fiume Lorda, ingresso al Contado di Molise, murata in quel punto dal 1890. Infatti Monteroduni aveva strategicamente il controllo della via Latina, che era, appunto, il punto di accesso al Molise. 
 
   
Sul lato meridionale si trova l’ingresso, ora all'interno del giardino, attraverso il portone con portale in pietra e legno.
Il notevole scalone che collega la piccola corte interna al piano nobile risale all’epoca dei d’Afflitto.
Una particolarità decorativa riguarda la pavimentazione originale del castello: su ognuna delle mattonelle in cotto del salone d'ingresso ed anche sulle maioliche ancora esistenti nella stanza del Principino, in una delle torri, è impresso lo stemma dei Pignatelli ed hanno tutte un orientamento diverso, che si presume verso il Principe.
All'ingresso, nel salone di rappresentaza caratterizzato dal grande camino di marmo rosa, è stato recuperato il soffitto in legno del XVIII secolo, dipinto con motivi cavallereschi e fiori, che pare fosse un motivo decorativo particolarmente gradito ai Pignatelli.
A fine pareti, vi sono dipinti gli stemmi dei Comuni del Contado.
Dal salone di rappresentanza si accede alla minuscola cappella di Famiglia con altare ligneo: ricordiamoci che la Famiglia, in altro ramo, vanta il Papa Innocenzo XII, più volte ricordato nell'esposizione di materiale d'archivio acquisito insieme al Castello. 
Sempre dal salone si accede alla stanza del ricevimento, dove attualmente sono esposti arredi originali dell'epoca, alla biblioteca, che conserva libri, foto e documenti originali di varie epoche in teche che ne permettono la lettura.
Da altra scala, si accede al piano superiore ed alle stanze private che conservano qualche arredo originale.
Nei corridoi si collegamento - ricordiamo che l'impianto è quello di una fortezza - si possono leggere documenti sulla storia del Borgo e sui ritrovamenti, anche se in copia in quanto i materiali originali sono presso altri musei. 
 



Il castello conserva la foresteria, adibita ad uffici e la cappella di Sant’Urbano, antica quanto il Castello anche se attualmente non presenta nulla dell'impianto originario. Ceduta al Comune nel 1883, fu subito ceduta in usufrutto alle confraternite di S. Michele Arcangelo e restaurata. Ancora oggi è adibita a culto ed il Venerdì Santo è il luogo da cui escono i 12 Apostoli che prendono parte alla tradizionale processione del Cristo morto.

Grazie ai lavori di restauro, come detto, oggi il Castello Pignatelli è visitabile con prenotazioni effettuabili in loco o attraverso il sito e nei mesi estivi si svolgono manifestazioni culturali. 
Per essere informati sulle date degli eventi o per altre informazioni sulla visita: WhatsApp 3518846592 oppure chiamare lo 3518846592, oppure visitare il link:  https://.monteroduni.eu/castellopignatelli.html  





 

                  




 

  

 

venerdì 27 marzo 2026

I luoghi poco conosciuti di Pisa

La città di Pisa ha molto da offrire al turista per tradizioni, arte e cultura ma anche luoghi poco conosciuti.

Il turista in questa città potrà visitare alcuni luoghi poco conosciuti per trascorrere un momento di tranquillità lontano dal traffico cittadino. Questa piccola guida vi sarà utile per conoscere il giardino Scotto si trova nella Cittadella Nuova.
La chiesa di Santa Maria della spina si trova sul Lungarno Gambacorti.
E’ una piccola chiesa gotica rivestita di marmi policromi, statue ed archi.
Il parco delle Concette si trova tra il bastione del Barbagianni e il monastero di San Silvestro.
Il parco Santi Cosma e Damiano si trova in Via S. Antonio 11, a due passi dalla Chiesa della Spina e dal Ponte Solferino.  
Queste sono le migliori attrazioni poco note a Pisa, in Toscana, per chi vuole scoprire il volto più autentico della città che.
 


    









mercoledì 25 marzo 2026

Un weekend ad Arenzano in Liguria

Arenzano, raggiungibile in poco tempo da Genova, è la porta della Riviera ligure di Ponente e il suo mare blu è il primo benvenuto al turista. 

Arenzano è candidato Borgo dei Borghi 2026. 
Nel centro storico si possono notare edicole votive.
Le nicchie sono dedicate alla Madonna simboli della devozione popolare locale. 
Da vedere la Chiesa parrocchiale dei SS. Nazario e Celso.

L’Oratorio di Santa Chiara.

La villa Negrotto-Cambiaso. 
Il Parco comunale oggi è sede comunale.

Una vista al caratteristico e importante Santuario del Santo Bambino di Praga.
La devozione risale al 1628 quando la principessa Polissenna Lobkowitz di Praga offrì in dono ai carmelitani una statua in cera abbigliata secondo la foggia spagnola. 
Da visitare Villa Durazzo Pallavicini circondata da un grande parco all'inglese.
La villa è una delle grandi dimore della nobiltà genovese del Seicento.   
Nel tempo libero si può decidere fra la passeggiata a mare o una passeggiata sul lungomare di Arenzano fino al parco di Villa Figoli, ex soggiorno marino in stile Liberty. 
Si conclude così il weekend ad Arenzano in Liguria.