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lunedì 4 settembre 2017

Il Santuario della Madonna dei Bisognosi in Abruzzo

La storia di questo piccolo Santuario, che si trova sulla cima del monte Serra Secca a 1043 metri di altezza, al confine tra i comuni di Pereto e Rocca di Botte, in porvoincia de L'Aquila, è legata ad una pergamena del VII secolo, unico documento attendibile pervenuto.

Santuario della Madonna dei Bisognosi sopra Pereto visto da Rocca di Botte (L'Aquila), photo by I Promessi Viaggi 2015

Da essa sappiamo che a Siviglia si venerava una statua di Maria con in grembo Gesù in legno di ulivo, detta Madonna dei Bisognosi. I Sivigliani le erano molto devoti, in particolare un certo Fausto con la famiglia. In seguito ad una battaglia tra cristiani e Saraceni, Fausto fu fatto prigioniero e miracolosamente liberato dalla Vergine che gli chiese di portare la sua immagine in Abruzzo, sul monte Carseoli
ove sarebbe stata al riparo dalle incursioni dei Saraceni.
La fama dei miracoli compiuti dalla Madonna arrivò a Papa San Bonifacio IV, gravemente ammalato, il quale si rivolse alla Vergine Santa e guarì.
Dopo la sua guarigione fece dono alla Chiesa di paramenti sacri,
di una cospicua somma di denaro e di un'immagine lignea di Cristo Crocifisso che tuttora si conserva.
Tra gli insigni per la Santità che hanno visitato l'immagine di Maria dei Bisognosi ricordiamo: San Pietro Eremita di Rocca di Botte, San Romualdo Abate, San Francesco d'Assisi (quando fondò, sul colle Vittiano, un convento per i suoi frati), San Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano, San Leonardo da Porto Maurizio e Madre Teresa di Calcutta.
Il Santuario è dotato di una Casa d'Accoglienza
recentemente ristrutturata al fine di poter ospitare tutti quelli che desiderano esercizi spirituali, escursioni scout, gruppi di preghiera e d'AC, pellegrinaggi e gite individuali.
Quando le condizioni atmosferiche lo permettono è possibile osservare le stelle usufruendo dell'Osservatorio del Pellegrino (indispensabile prenotazione).
 
Il Santuario, a  70 km da Roma, è raggiungibile con l'autostrada A24 Roma - L'Aquila, uscita Carsoli-Oricola.










domenica 20 novembre 2016

Itinerari turistici nel Cadore in Veneto

Per la suggestiva posizione geografica, nel Veneto, Sappada e Auronzo del Cadore sono due luoghi dove trascorre le vacanze sia d’estate che d’inverno per la bellezza delle montagne, per la loro storia, per l’arte e i musei.

Sappada 
ha il centro con le caratteristiche case in stile nordico 
che la rendono 
molto particolare.

E’ la località giusta per un soggiorno per i suoi percorsi naturalistici che permettono 
passeggiate ed escursioni.
Da visitare il museo etnografico 



Giuseppe Fontana  e il piccolo museo 
della grande guerra 
per conoscere meglio la cittadina.
Da vedere le sorgenti del Piave 
la cui polla d’acqua è stata confermata quale sorgente ufficiale del Fiume 
sacro alla Patria come scenario delle battaglie durante la Prima Guerra Mondiale.
Una passeggiata al parco della fauna 
alpina e alle cascatelle 
in borgata Mühlbach.
Per trascorrere delle piacevoli giornata a Sappada ci sono baite e rifuggi, molte sono 
le attività sportive da praticare e per i bambini c’è 
l’adventure park. 
Auronzo di Cadore 
è un bel centro 
con il lago, circondato dai boschi e da gruppi delle Dolomiti 
adatti allo scii.
Si possono fare d’estate belle passeggiate 
sul lungo lago, nei boschi oppure divertirsi sul Fun Bob 
una rotaia che si snoda tra rettilinei, tornanti e curve spettacolari lungo quelle che d’inverno sono le piste da sci.
Da visitare il museo 
Palazzo Corte Mezzo con la parte 
faunistica,
mineralogia e
archeologica e il museo della grande guerra che conserva
cimeli della prima e seconda guerra mondiale.
Nelle sue borgate ci sono altre cose da vedere come la chiesa 
di Villapiccola o a Cella, in prossimità della diga, la chiesa dedicata 
a S. Caterina d'Alessandria. 
Sarà il visitatore attento durante il soggiorno a scoprire le altre meraviglie di queste due cittadine che sono bellissimi centri turistici.







lunedì 7 novembre 2016

Un weekend a Teora, Terra di serenate

La parte verde e montuosa della Campania, ai confini con la Puglia ed il Molise, l'Irpinia, si raggiunge lasciando dopo Napoli l'autostrada verso Avellino, percorrendo una strada statale che ripercorre l'antica Via Appia. Uno dei tanti paesi arroccati sui monti è Teora, caratterizato dalla splendida vista sui monti e sugli altopiani tra i fiumi Ofanto e Calore.



 
Distrutto più volte da violenti terremoti il paese è stato sempre ricostruito sul nucleo originario. Il nucleo antico di impianto medievale presentava, prima del sisma del 1980, una struttura omogenea e ben conservata che non aveva subito alterazioni sostanziali.

Panorama dal belvedere, ph. I Promessi Viaggi, 2016

Scorcio dal Corso, ph. I Promessi Viaggi 2016


 
Teora è particolarmente ricca di eventi e manifestazioni legate alle tradizioni, con un ricco calendario per tutto l'anno, a partire dall'inizio del carnevale con gli Squaqqualacchiun’ (maschera tipica teorese) con la festa del 17 gennaio. Queste maschere girano durante la notte per Teora, secondo l'antica usanza per cui i contadini, il giorno di S.Antonio Abate, dalle campagne salivano al paese e bussavano mascherati alle porte dei proprietari terrieri, sperando che questi fossero ben disposti e riempissero i loro cesti.



Particolare è la tradizione della festa di San Martino, in cui si prepara Pizza di San Martino, ovvero un gateau di patate generalmente nel cui impasto vinene inserita una monetina.Il commensale che la trova nella propria porzione, decide il menù del pranzo che si tiene il 21 novembre (detto Cummit).

La più nota delle tradizioni è quella della serenata, per cui ogni anno da tutto il centro sud si radunano per il Festival delle serenate

 

Nel paesino inoltre si possono ammirare:

La Fontana del Monte 
La fontana, detta anche dei morti, ha origini al XII secolo quando la chiesa di Conza fu indicata da papa Callisto II come necropoli benedetta e per la fontana transitavano i carri diretti a Conza per seppellire i cadaveri. La fontana oggi è composta da una struttura muraria rettangorlare  da cui fuoriescono tre bocche lapidee di forma circolare.

La Chiesa di San Nicola di Mira  (Chiesa Madre)
 Non si conosce la data precisa di edificazione della chiesa poiché tutti gli atti andarono persi in un incendio nel 1690. La chiesa è stata distrutta da terremoti (1604, 1694, 1732, 1980) ed oggi della struttura rimane soltanto un frammento della parete absidale, lo scheletro del settecentesco altare maggiore e le basi in pietra delle colonne. 
Particolare dei resti della Chiesa Madre, ph. I Promessi Viaggi, 2016

I resti della Chiesa Madre, ph. I Promessi Viaggi, 2016
 
Panorama della Valle dell'Ofanto, ph. I Promessi Viaggi, 2016



Mulino Corona
Situato ai margini del centro storico del paese, il mulino ad acqua appartenuto alla nobile famiglia Corona. 

 

L'edificio origianrio è della fine del Settecento, la sua attività si è conclusa negli anni cinquanta. Recentemente ristrutturato, è sede di una scuola di cucina

Fontana lavatoio del piano  
La costruzione in pietra chiara mostra un prospetto rettangolare suddiviso in tre zone da pilastri a fasce. 
E' composta da cinque maschere in pietra e tre vasche addossate alla parete. Sul porticato di sinistra è incassata una lapide che risulta la più antica di Teora e fa riferimento al 1728, data in cui la fontana fu rifatta.

Pietra dei matrimoni civili
La piazza Congrega è chiamata così per la presenza della cappella omonima. In passato nella piazza c'era un albero di tiglio sotto il quale era stato collocato un tavolo di pietra su cui venivano redatti atti pubblici ed il rito civile del matrimonio.

Il Santuario di S.Gerardo
A due chilometri dal centro di Teora si arriva al Santuario di  San Gerardo Maiella di Materdomini, conosciuta dall'anno 1200 come chiesa di Sancta Maria de Silere (Santa Maria del Sele). 



Due leggende che circolano sull'origine della Mater Domini: la prima, vuole che sia stata ritrovata da alcuni pastori nel bosco; la seconda, afferma che sia apparsa su un sambuco ad alcuni contadini, ai quali chiese ed ottenne che lì vi costruissero una cappella in suo onore.


La nuova Basilica, eretta dopo il terremoto del 1980, custodisce il Corpo di San Gerardo Maiella, che soggiornò in questi luoghi. 
Le Reliquie del Santo sono custodite ai piedi del presbiterio nella zona centrale della chiesa ed è stata ricostutita la stanza che lo ospitò.

lunedì 31 ottobre 2016

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri

Questa interessante passeggiata nel Parco, è stato riconosciuto dall’UNESCO nel 1979 patrimonio mondiale dell’umanità, ha nel suo interno circa 104 rocce in arenaria levigata dai ghiacciai permette di conoscere una interessante storia del passato.
Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri fu istituito nel 1955 come primo parco archeologico italiano, per la tutela e la valorizzazione di uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche 
e protostoriche della Valle Camonica.
L'iscrizione latina raffigurata riporta l'uso di incidere le rocce anche dopo l'occupazione della Valle Camonica da parte dei Romani.

In molte rocce sono presenti figure umane realizzate in modo schematico, nella posizione detta dell’orante, figure di animali, uomini armati e 
un labirinto.
La maggior parte delle incisioni è realizzata con la tecnica detta “a martellina”, ottenuta picchiettando la superficie rocciosa con uno strumento di pietra o di metallo che crea piccole concavità di forma circolare.

Altra tecnica adottata è quella chiamata “filiforme” o “a graffito”, scendendo la scaletta della Roccia si possono  osservano numerose figure umane, 
figure di cavalieri.
Tra le numerose raffigurazioni incise sulla Roccia c’è la figura di un guerriero, armato di elmo, spada e scudo, 
si distingue per le sue grandi dimensioni. 
Queste rocce si trovano in uno splendido ambiente boschivo suddivise in 5 percorsi di visita facilmente percorribili per circa 3 Km.; il visitatore troverà dei pannelli informativi per poter apprezzare meglio quest’arte rupestre giunta fino ai giorni odierni.