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sabato 18 maggio 2024

Il Quartiere medievale di Viterbo

 Nel centro storico di Viterbo si trova il quartiere medievale di San Pellegrino, che conserva la tipologia edilizia privata che ha caratterizzato Viterbo dall’XI al XIII secolo ed è uno dei più grandi di tutta Europa.  
 
Una passeggiata tra i vicoli medievali della città è un autentico salto all'indietro nel tempo, tra case a ponte su doppi archi, case caratterizzate dalle scale esterne, il profferlo, o dotate di richiastro, tipico cortile interno di tre abitazioni.
Il quartiere San Pellegrino prende il nome dalla omonima piazza principale e dall’antichissima chiesa così intitolata, ma è strettamente collegato al palazzo della Famiglia guelfa degli Alessandri.


La particolarità delle case più tipiche del quartiere sono le case a ponte, costruite su doppi archi che scavalcano la via permettendo il passaggio.
 
Altra particolarità della casa è la casa con profferlo, ossia con scalinata esterna che permetteva l’accesso al piano superiore.
Il cortile di servizio chiamato richiastro indicava un cortile interno dove si affacciavano una o più abitazioni. Da vedere è il particolare Palazzo degli Alessandri risalente alla prima metà del XIII secolo. 
E’ interessante sapere che nel quartiere medievale di S. Pellegrino si può visitare il Museo del Sodalizio dei Facchini di S. Rosa, con curiosità sulla cosiddetta "macchina di santa Rosa", la costruzione su cui si innalza la statua della Santa, partona della città, durante la processione religiosa.

L'esposizione si sviluppa su due piani per scoprire una delle più importanti tradizioni del viterbese: la Macchina di Santa Rosa.

Sono esposti modellini in scala delle varie Macchine di santa Rosa trasportate nel passato, disegni delle macchine più antiche.
Al primo piano vi è la sala audiovisiva dove è possibile assistere alla proiezione di filmati inerenti i trasporti recenti e passati che fanno parte della città. 
Dal 4 dicembre 2013 il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è Patrimonio Immateriale dell’Umanità. 

 

 

 

 



 

giovedì 27 agosto 2020

Le fontane artistiche di Viterbo

Anticamente la città di Viterbo era conosciuta come la città dalle cento torri e dalle cento fontane e queste sono alcune delle fontane più importanti sia dal punto di vista storico che da quello artistico.
La fontana di Palazzo dei Priori risalente al Seicento,
si trova in fondo al cortile di Palazzo dei Priori.
Al centro si trovano quattro delfini che con la coda sostengono la coppa ovale.

In alto c’è il gruppo, in bronzo, con due leoni appoggiati alla palma che ricorda lo stemma della città: la palma di Ferento.

Ai due lati della Fontana si trovano le nicchie a forma di conchiglia con una maschera di leone da cui esce l’acqua.   

La fontana di san Giovanni in Zoccoli fu realizzata nel 1246
e deve il nome dalla vicina chiesa di san Giovanni in Zoccoli.
E’ la classica fontana a fuso con vasca circolare la parte superiore è un tronco di piramide ed ha quattro bocchettoni con facce di leone.

La fontana di san Faustino risale al XIII secolo
e deve il nome dalla vicina chiesa di san Faustino e Giovita. Ha quattro lunghi bocchettoni di metallo che escono da teste di leone che alimentano la fontana
e sul tronco di piramide a otto facce si alternano due stemmi nobiliari.
La fontana di Santa Maria in Poggio risale al XIII secolo
e deve il suo nome ai padri Crociferi che dal 1600 risiedono nella parrocchia. La scultura in alto rappresenta un miracolo di Santa Rosa.
Si narra che la santa veniva ad attingere acqua a questa fontana e un giorno, dato che ad una compagna si era rotta la brocca, ne raccolse i cocci e la ricompose miracolosamente.

La fontana di San Tommaso o della Morte risale al periodo medievale del XIII secolo
dalla caratteristica forma a fuso. Il suo nome prende dalla chiesa di San Tommaso dove vi era la Confraternita dell’Orazione e della Morte. La Confraternita aveva lo scopo di assistere i moribondi e quello di provvedere alla sepoltura dei morti delle campagne. 






venerdì 3 aprile 2015

Alla scoperta di Viterbo: i Palazzi storici

Durante la visita a Viterbo questi sono alcuni Palazzi da visitare.

Palazzo Papale

Il Palazzo Papale venne costruito su commissione di Raniero Gatti nel 1266 per ospitare i papi durante le loro visite ma Alessandro IV nel 1257 ritenne opportuno trasferirvi la sede pontificia.    
La Loggia del Palazzo Papale

 fu costruita nel 1267 per volere del Capitano del popolo Andrea di Beraldo Gatti per permettere al papa di benedire le persone.

Palazzo Farnese

L’origine del palazzo, nella seconda metà del XIII secolo, la si deve alla famiglia dei Tignosi, in seguito passò alla famiglia Farnese da cui oggi il palazzo prende il nome.
Le bifore della facciata del palazzo, tipicamente gotiche, hanno l’emblema della famiglia Farnese.
La loggia con le caratteristiche architettoniche

 che si riscontrano del portone d'ingresso e del cortile.


Palazzo degli Alessandri

Edificato nel corso del XIII secolo l'edificio è articolato su tre piani, e presenta un profferlo compreso nel muro perimetrale e decorato da un motivo a stelle poliedriche. 
Il palazzo composto da un edificio attiguo unito al primo da un piccolo ponte,
si presenta con un portico ad archi a tutto sesto tipicamente medioevali.
Palazzo Chigi

Il palazzo fu fatto costruire da Carlo Caetani nella seconda metà del XV secolo.
Sopra il portone principale si trova lo stemma 
della famiglia Chigi.
La vista dal cortile interno 
del palazzo con tutte le sue parti: La torre, il cortile interno la loggia e il giardino.
Molto interessanti gli affreschi delle varie sale come le sale
Battesimo di San Paolo
delle storie di San Paolo 
Il Miracolo di San Paolo a Malta
 e lo studiolo. 
Parete nord dello studiolo

Parete ovest dello studiolo
Anche con questa descrizione dei Palazzi si conclude la visita ad una parte alla città.  

sabato 28 marzo 2015

Alla scoperta di Viterbo: le fontane artistiche

Viterbo è una città d’arte in cui si possono vedere queste particolari e antiche Fontane.

Fontana di Piazza del Gesù 

La Fontana risale al 1450. Ha due coppe sovrapposte con vasca circolare.
Al centro della vasca
su di un plinto si innalza un pilastro a fascio formato da sei colonne, decorate nella parte superiore da un capitello corinzio.
La prima coppa è ornata da sei bocchettoni 
a testa di leone dai quali fuoriesce l’acqua che si riversa nella vasca sottostante.
Fontana di Piazza della Rocca

La Fontana era nota come Fontana di San Pietro nel Medioevo.
Negli spigoli del basamento ci sono tre piccole vasca,


con mascheroni da cui fuoriesce l’acqua.
In cima alla fontana si trova una pigna racchiusa tra i petali di un giglio, simbolo araldico della famiglia Farnese. 
Fontana di San Faustino

La Fontana fu costruita nel 1251 circa e fu inclusa nelle mura urbane solo dal 1210.
La colonna ha quattro teste di leone 
da cui escono i bocchettoni dell’acqua.
Fontana Grande

La Fontana fu costruita dal comune nel 1212.
Al centro della vasca si nota una colonna ornata, alla base,
da quattro teste di leone collegate ai quattro pilastrini con i bocchettoni dell’acqua.
Fontana di San Tommaso o della Morte 

La Fontana fu costruita intorno alla metà del XIII sec. ed è la più antica della città.
Il suo nome prende dalla chiesa di San Tommaso dove vi era la Confraternita dell’Orazione e della Morte.
Quattro teste di leone 
 fanno fuoriuscire l’acqua nella vasca, da un lato si nota uno sportello, in ferro originale, dove vi è il rubinetto 
di apertura e chiusura dell’acqua della fontana.
Fontana di Palazzo dei Priori

La Fontana, del Seicento, si trova in fondo al cortile di Palazzo dei Priori.
Al centro si trovano quattro delfini 
che con la coda sostengono la coppa ovale.
In alto c’è il gruppo, in bronzo, con due leoni appoggiati alla palma 
che ricorda lo stemma della città: la palma di Ferento.
Ai due lati della Fontana si trovano le nicchie a forma di conchiglia 
con una maschera di leone da cui esce l’acqua.
Fontana di Santa Maria in Poggio

La Fontana, a tipologia a fuso, risale al XIII sec. ed è la più antica della città.
Al posto dei leoni da cui fuoriesce l’acqua si trovano
una testa femminile e 
una maschile.
Da notare le maschere dei leoni ed in alto una scultura 
di due donne di cui una raffigura Santa Rosa.