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sabato 29 luglio 2023

La Chiesa rupestre di Piedigrotta a Pizzo Calabro

In provincia di Vibo Valentia in località Pizzo Calabro, in Calabria, si trova la chiesa rupestre di Piedigrotta
interamente scavata nel tufo a ridosso la spiaggia.
La storia tramanda che verso la metà del `600 un equipaggio napoletano, su un veliero, fu sorpreso e travolto da una violenta tempesta, pregarono il quadro della Madonna di Piedigrotta facendo voto di erigere una cappella al quadro se si fossero salvati e si salvarono nuotando a Pizzo Calabro. 
La semplicità della facciata custodisce l’interno roccioso e naturale unico nel suo genere per le opere scultoree che contiene. 
Questa particolare e suggestiva chiesetta è divisa in tre ambienti con le statue lavorate direttamente sui blocchi di tufo, in una grotta si trova il quadro della Madonna di Piedigrotta.
La roccia di tufo è sorretta da arcate e pilastri con scene religiose, statue di santi o personaggi storici o di papa.
 San Giovanni e l'angelo della morte




 Sant'Antonio di Padova
Papa Giovanni XXIII e John Kennedy

Tra storia e leggenda la visita alla Chiesetta di Piedigrotta

avrà fatto conoscere al visitatore una delle più importanti chiese rupestri in Italia. 


 





sabato 9 maggio 2020

Una gita a Tirano in provincia di Sondrio

Tirano, in provincia di Sondrio in Lombardia, è situata nel cuore delle Alpi in Valtellina al confine con la Svizzera ed è anche il capolinea di partenza del Trenino Rosso del Bernina che, con il suo meraviglioso itinerario tra le Alpi, arriva fino a S. Mortiz ed è Partimonio dell'UNESCO dal 2008.
Tirano, inoltre, ospita l'unico Santuario Mariano della provincia di Sondrio.


Tra le porte d’ingresso c’è porta Milanese
e porta Bormina
per entrare al centro storico
per poi proseguire la visita alla cittadina.
La chiesa di Santa Perpetua
è un piccolo edificio del sec. XI - sec. XII nel cui interno ci sono interessanti affreschi. Sulla parete, interrotta da due aperture a monofora, si trova ancora addossato l'antico altare in muratura, 
l’affresco rappresenta la santa titolare (individuata dalla scritta "S. Perpetua") in posizione frontale, con le braccia alzate nella posizione dell'orante. Interessante sapere che il primo raggio di sole, il 7 marzo festa di S. Perpetua,
illumina l'altare con le reliquie.
Il museo etnografico tiranese si trova all’interno della Casa del Penitenziere (‘700).
 Nelle sale sono esposti gli oggetti delle attività tradizionali


contadine ed artigianali locali. Molto interessante è la stanza del frantoio nel seminterrato. Il torchio vinario e quello a leva.
I frantoi servivano anche per la produzione di olio di noci.
La Basilica Santuario della Madonna di Tirano,
meravigliosa opera del rinascimento lombardo (1505).
Nell’interno è interessante l’affresco del 1513, dipinto da artista ignoto, sulla parete a lato della cappella dell’apparizione.
L'affresco rappresenta l'apparizione della madonna che con la mano destra, indica al beato Mario il luogo preciso dove costruire un tempio in suo onore, promettendo in cambio di far cessare la peste che a quel tempo flagellava il bestiame.
Il Palazzo Salis presenta una facciata di stile tardo-cinquecentesco con due torri ai lati con il portale centrale stile barocco.
Il portale fu realizzato su disegno del Vignola.
L’androne
conduce nelle varie sale decorate e affrescate,
in una sala sul camino
si trovano gli stemmi di famiglia. 

Una passeggiata nel bel giardino

conclude la visita al palazzo. E’ interessante sapere che il Palazzo Salis è l’unico ad avere un ampio giardino all’italiana con quattro quadranti di labirinti di siepe di bosso e rose.

Il soggiorno a Tirano in provincia di Sondrio, offre la possibilità, oltre che di proseguire l'itinerario del Trenino Rosso, di fare sport in bicicletta in uno dei tanti itinerari della Valtellina o rafting nelle acque del fiume Adda.





martedì 3 luglio 2018

Alla scoperta dei Sassi di Matera

Città d’antiche origini, Matera, in Basilicata, è situata su un altopiano, nelle ultime diramazioni delle Murge ed è divisa in due parti. La caratteristica della cittadina sono i “Sassi di Matera” insediamento rupestre ricavato interamente nella roccia e dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. 

 
Le case, le botteghe, le chiese sono sovrapposte una sull’altra e scendono a gradoni, l’abitato è formato dal rione Sasso Caveoso, Sasso Barisano e Rione Civita. 
Le bellezze che predominano i Sassi sono le chiese rupestri scavate nella roccia e spesso hanno decori architettonici e affreschi stupendi con peculiarità differenti ma sempre importanti. 
 E’ possibile visitare San Pietro Barisano, Santa Lucia alle Malve, Santa Maria de Idris e San Giovanni, la chiesa di Santa Maria de Armenis, ora sede di mostre d’arte. Altre belle chiese sono San Donato, S. Antonio Abate, Madonna delle Virtù, San Nicola dei Greci, Santa Barbara. 

Le chiese di Santa Maria de Idris e San Giovanni formano, attraverso un cunicolo interno, un unico complesso di chiese. 
Fuori dal complesso dei Sassi, a qualche chilometro da Matera, si trova la chiesa dei Cento Santi, conosciuta anche come la Cripta del Peccato Originale. 

 Chiesa molto semplice ma contenente un ciclo d’affreschi del X sec., nella parete di sinistra ci sono tre nicchie con la Madonna regina col Bambino e due figure femminili, la triarchia angelica e la triarchia apostolica. Nella parete di fondo è raffigurato un vescovo, a destra si trovano scene della Genesi come la tentazione di Eva, Eva e il frutto proibito, la creazione dell’uomo.

 Alcune Chiese accolgono concerti e mostre, dando modo al visitatore un motivo in più per visitare i “Sassi di Matera”.

lunedì 4 settembre 2017

Il Santuario della Madonna dei Bisognosi in Abruzzo

La storia di questo piccolo Santuario, che si trova sulla cima del monte Serra Secca a 1043 metri di altezza, al confine tra i comuni di Pereto e Rocca di Botte, in porvoincia de L'Aquila, è legata ad una pergamena del VII secolo, unico documento attendibile pervenuto.

Santuario della Madonna dei Bisognosi sopra Pereto visto da Rocca di Botte (L'Aquila), photo by I Promessi Viaggi 2015

Da essa sappiamo che a Siviglia si venerava una statua di Maria con in grembo Gesù in legno di ulivo, detta Madonna dei Bisognosi. I Sivigliani le erano molto devoti, in particolare un certo Fausto con la famiglia. In seguito ad una battaglia tra cristiani e Saraceni, Fausto fu fatto prigioniero e miracolosamente liberato dalla Vergine che gli chiese di portare la sua immagine in Abruzzo, sul monte Carseoli
ove sarebbe stata al riparo dalle incursioni dei Saraceni.
La fama dei miracoli compiuti dalla Madonna arrivò a Papa San Bonifacio IV, gravemente ammalato, il quale si rivolse alla Vergine Santa e guarì.
Dopo la sua guarigione fece dono alla Chiesa di paramenti sacri,
di una cospicua somma di denaro e di un'immagine lignea di Cristo Crocifisso che tuttora si conserva.
Tra gli insigni per la Santità che hanno visitato l'immagine di Maria dei Bisognosi ricordiamo: San Pietro Eremita di Rocca di Botte, San Romualdo Abate, San Francesco d'Assisi (quando fondò, sul colle Vittiano, un convento per i suoi frati), San Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano, San Leonardo da Porto Maurizio e Madre Teresa di Calcutta.
Il Santuario è dotato di una Casa d'Accoglienza
recentemente ristrutturata al fine di poter ospitare tutti quelli che desiderano esercizi spirituali, escursioni scout, gruppi di preghiera e d'AC, pellegrinaggi e gite individuali.
Quando le condizioni atmosferiche lo permettono è possibile osservare le stelle usufruendo dell'Osservatorio del Pellegrino (indispensabile prenotazione).
 
Il Santuario, a  70 km da Roma, è raggiungibile con l'autostrada A24 Roma - L'Aquila, uscita Carsoli-Oricola.










martedì 15 agosto 2017

Un tour a Nottola alla scoperta delle Chiese rupestri

Questo interessante centro si trova nella Murgia tarantina immerso nel verde e profonde gravine tra queste gravine si trovano queste chiese rupestri, chiamate anche le grotte di Dio, le più importanti per il culto in Puglia tra Oriente ed Occidente.
Questo tour non sarà solo religioso ma anche di storia ed arte antica che queste chiese rupestri conservano ancora nei giorni odierni.

La chiesa rupestre di san Nicola, di san Gregorio, di santa Margherita e di sant’Angelo vengono chiamate le grotte di Dio per l’architettura e gli affreschi databili dall’XI al XIV secolo. 
La Chiesa rupestre di San Nicola, 
chiamata anche la Cappella Sistina, conserva la bellezza degli antichi affreschi nelle pareti
e dall’ingresso per entravi si scendono delle scale ricavate nella roccia ma con una recente struttura in ferro.
Qui le pitture
si rifanno all’arte sacra popolare pugliese
rifacendosi alla devozione locale per i santi, al credo bizantino e
alla tradizione delle crociate per i santi protettori.
La chiesa rupestre di san Gregorio
ha tre navate e tre absidi semicircolari


a fondo concavo, da ammirare la raffigurazione del Cristo come Pantocratore
nella calotta absidale paragonato a quello che si trova nel duomo di Monreale.
La chiesa rupestre di santa Margherita
rappresenta il culto di questa santa
in epoca medievale in questo territorio ed importanti
sono gli affreschi che descrivono il suo martirio.
Tra le varie pitture vi è una rarissima rappresentazione rupestre relativa al miracolo di san Nicola di Myra che avrebbe concesso la dote
a tre fanciulle per sposarsi anziché farle prostituite.
La chiesa rupestre di sant’Angelo
si presenta a tre navate e a tre absidi dove le figure degli affreschi sono un po’ deteriorati
anche dalle infiltrazioni d’acqua ma restano sempre importanti e belli
da vedere considerato che risalgono al XIII-XIV secolo.
Molto significativo è l’affresco del Cristo Pantocratore al centro, la Madonna e San Giovanni Battista ai lati
perché è una rappresentazione in uso nel mondo bizantino dopo il X secolo.