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martedì 7 gennaio 2025

Le fontane particolari di Roma

 Le attrazioni di Roma sono anche le particolari fontane proprie opere d'arte ma oltre a quelle più note ci sono anche le particolari fontanelle rionali che andrebbero viste perché si distinguono per la loro originalità. 
Queste sono alcune delle fontanelle rionali di Roma: 
La Fontana della Botte si trova nel Rione Trastevere.
Lo scultore Pietro Lombardi questa grande botte volle ricordare le osterie tipiche della zona e il tipico vino. Da notare che ai fianchi della botte sono scolpite due misure da un litro di vino.
Queste misure venivano usate quando si chiedeva il vino della casa nelle osterie. 
La Fontana delle Anfore si trova nel quartiere Testaccio.
L’anfora è il simbolo del rione fin dall’antichità perché Testaccio e il suo porto fluviale accoglievano le anfore, con le merci alimentari che venivano stoccate nei magazzini e poi smaltite nella zona dove oggi, non a caso, sorge il Monte Testaccio.
A Roma è conosciuto come Monte dei cocci. 
La fontana del facchino in via del Corso.
La fontana rappresenta un facchino con il tipico vestito indossato nel Cinquecento dai portatori d’acqua che di notte riempivano botti e botticelle con l’acqua per distribuirla durante il giorno ai romani in cambio di un modesto compenso. 
Questa fontana fece parte delle famose statue parlanti di Roma dove il popolo attraverso cartelli satirici anonimi appesi alle statue scrivevano il dissenso contro il potere. 
Queste fontane particolari e curiose fanno parte di un percorso turistico alternativo e originale di tutta Roma.






 


lunedì 31 luglio 2023

I luoghi di Roma da visitare almeno una volta

La città di Roma offre al visitatore molti luoghi d’interesse da visitare, ogni turista ne è ben cosciente, ma sicuramente ci sono luoghi e simboli della città che dovete visitare almeno alla vostra prima visita per poter dire di aver visto la Città Eterna.
 
 
Sono i luoghi simbolo della città, della Roma antica e la Roma moderna, che potete localizzare in questa piantina, e che, per alcuni, condivido con voi un "com'era e com'è"....
 
Il Colosseo, l'Anfiteatro Flavio, ancora oggi il più grande al mondo anche se non più completo come altri anfiteatri rimasti nei luoghi del dominio romano, da visitare anche solo dall'esterno, da ammirare nel suo contesto originario essendo l'area pedonalizzata: camminando sulle pietre pavimentali originali, dal Colosseo si può percorrere la Via Sacra, fino ad un certo punto del Palatino e dei Fori Imperiali, riconoscere la Meta Sudans, una fontana, ammirare in tutta tranquillità l'Arco di Costantino, che celebra il trionfo su Massenzio, con una imponente volumetria ed i suoi bassorilievi che evocano l'evento.
 

Il Pantheon, costruito come luogo di tutte le divinità dagli antichi romani, voluto da Agrippa, genero dell'imperatore Augusto, che fu lungamente chiuso e saccheggiato fino alla sua donazione a Papa Bonifacio IV nel 609 D.C., che lo consacrò a S. Maria ad Maryres. Il Pantheon ancora oggi è una Basilica consacrata e vi si tengono Messe ordinariamente, ma è al tempo stesso un monumento nel quale sono sepolti i Re d'Italia ed è anche un tempio solare, infatti durante il solstizio d'estate il raggio di sole che entra dal grande oculo della cupola proietta un disco luminoso sul pavimento del diametro di 9 metri, esattamente come quello dell’oculo.


La Basilica di San Pietro, che in origine non aveva il colonnato che vediamo ancora oggi ma che è stata raffigurata dalla sua costruzione in poi....non ha bisogno di presentazioni, salvo ricordavi di visitare i sotterrranei, dove vi sono i resti della Basilica originariamente edificata sul punto in cui si ritiene sia stato martorizzato S.Pietro Apostolo.


Piazza Navona, che occupa la zona dell'antico stadio di Domiziano, di cui si possono visitare i resti, sotterranei rispoetto alla pavimentazione attuale e che oggi ospita Chiese e fontane monumento, delimitata dagli edifici circostanti e che costituisce il luogo simbolo del barocco a Roma: la
Chiesa di Sant'Agnese in Agone, portata a termine dal Borromini, che la modificò sensibilmente rendendola una delle più magnifiche architetture barocche di Roma, la chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, conosciuta come San Giacomo degli Spagnoli, eretta per il Giubileo del 1450, Palazzo Pamphilj, le tre fontanela Fontana del Moro, così chiamata per la statua dell'Etiope che lotta con un delfino, la Fontana de' Calderari, conosciuta anche come la Fontana del Nettuno, entrambe opere di Giacomo della Porta e, al centro, l’imponente Fontana dei Quattro Fiumi, opera di Gian Lorenzo Bernini














lunedì 24 agosto 2020

Il monumento la Bocca della Verità a Roma

Questo antico mascherone in marmo lo possiamo trovare murato nella parete dell’atrio
della chiesa di Santa Maria in Cosmedin 
in Piazza della Bocca della Verità.                                    
Il grande mascherone in marmo, raffigurante una testa di fauno, probabilmente era un antico tombino della Cloaca Massima, una delle fogne più grandi di tutta Roma. Infatti il volto maschile con barba ha occhi, naso e bocca forati per fare defluire l’acqua
e a conferma di ciò c’è il fatto che la Cloaca Massima si trovava in prossimità dell’omonima piazza.
La scultura databile al I secolo d.C. venne chiamata Bocca della Verità per la prima volta nel 1485 e da allora è rimasta uno dei simboli più significativi di Roma ed è legata ad una leggenda quella che la scultura sarebbe stata realizzata appositamente da un erudito del mondo antico (Virgilio Marone Grammatico)
dedito alle arti magiche per permettere ai mariti di scoprire le infedeltà coniugali. Infatti se la mano fosse rimasta incastrata nella bocca durante il giuramento
la donna era colpevole. Un’altra leggenda dice che nel medioevo si sarebbe utilizzato il mascherone per costringere i sospettati di crimini a confessare: dall’altra parte del volto marmoreo stava un addetto del tribunale, o di chi per esso, pronto a colpire con una spada le dita di chi non diceva la verità.
E’ singolare come quello che era il tombino dell’antica Roma sia uno dei monumenti di Roma dove i turisti amano di più farsi fotografare perché tra storia, leggenda e curiosità il monumento la Bocca della Verità
è il più rappresentativo delle leggende e delle curiosità romane.
Qui fu girata la scena, rimasta celebre, del film "Vacanze Romane", in cui Gregory Peck di fronte a Audrey Hepburn finse di aver perso la mano. 


domenica 12 luglio 2020

Il Parco della Caffarella a Roma

Il Parco della Caffarella si trova a ridosso delle Mura Aureliane
tra via Latina e via Appia, è un’area verde che si può percorrere a piedi o nei percorsi in mountain bike tra il verde e i reperti archeologici.

La vegetazione ha una flora molto ben diversificata di pertinenza del bosco misto
di macchia mediterranea

ma anche di prati fioriti
e un laghetto
in quest’area demaniale di circa 190 ettari unica nel suo genere a Roma.
Passeggiando in questa campagna romana 
si possono anche incontrare gli animali che vivono tranquillamente qui come i conigli,
la volpe
l’airone bianco
o altri più timidi che si nascondono.
Queste sono alcune tappe archeologiche interessanti da fare per vedere:
Il Ninfeo di Egeria è una fonte risalente al 2° secolo d.C.,
nell’antichità veniva utilizzato come luogo di riposo estivo, il Sepolcro di Annia Regilla,
la Torre Valca
usata per difesa, il colombario
un sepolcro a tempietto del II secolo d.C., la cisterna risalente ai primi anni dell’impero
anticamente era interrata.
La Chiesa di Sant'Urbano
il vescovo martirizzato al tempo di Marco Aurelio, nel suo interno lungo le pareti ci sono antichi affreschi
che rappresentano episodi tratti dal Vangelo come il Cristo benedicente,
dal martirio di san Lorenzo, santa Cecilia
e di altri santi non ancora ben identificati. Nella cripta si può vedere
l’affresco con la Vergine che presenta il Bambino a S. Giovanni e a S. Urbano.
L’affresco viene datato al IX secolo.
Il Parco della Caffarella a Roma è un posto adatto anche per i bambini che passeggiando e giocando conosceranno la storia attraverso i reperti archeologici.

venerdì 19 giugno 2020

La scalinata o salita dei Borgia a Roma

Il tratto di strada tra via Cavour e piazza S. Pietro in Vincoli che sale in forma di rampa di scale 
viene chiamato la Salita dei Borgia e si trova 
precisamente in piazza San Francesco da Paola.
Il vicolo è un po’ misterioso 
come è misteriosa la storia o la leggenda del Vicolo risalente all’antica Roma.
Infatti si chiamava e corrispondeva agli antichi "vicus Virbius" e "vicus Sceleratus" perché secondo la leggenda Tullia sarebbe passata col cocchio sopra il cadavere del padre il re Servio Tullio.
Ritornando alla storia o leggenda del perché il vicolo con la salita abbia quel nome si dice che nel palazzo ci siano stati gli appartamenti dei Borgia.
L’edificio del palazzo, dai caratteri architettonici medievali, rinascimentali e cinquecenteschi, è quasi ricoperto dalla pianta dell’edera rendendolo particolare nascondendo il balcone
che la tradizione popolare ha voluto chiamarlo il balcone di Giovanna dei Caetani,
detta Vannozza, in quanto vi abitò per molto tempo con i tre figli illegittimi del papa Alessandro VI.  
Anche se nessun fondamento storico accredita il palazzo come appartenente ai Borgia, il palazzo 
appartenne alla famiglia dei Margani, ma fantasia popolare lo lega al loro nome e perciò si chiama Salita dei Borgia.
La città di Roma sarà sempre una città segreta per le storie di personaggi noti o meno noti che vi abitarono ma le leggende di intrighi e crimini rendono ancora più interessante la visita a Roma.




mercoledì 26 febbraio 2020

Una visita alla Casa-Museo dello scultore Hendrik Christian Andersen a Roma

Lo scultore norvegese-americano Hendrik Christian Andersen nacque a Bergen il 1872 e visse a Roma dalla fine del XIX secolo fino alla morte avvenuta nel 1940.

L'edificio fu costruito tra il 1922 e il 1925 su progetto dello stesso Andersen in stile neo-rinascimentale ed è chiamato anche Villa Helene in onore di sua madre, nei giorni odierni è una casa museo.



Il Museo che espone e conserva le sue opere in gesso, in bronzo, dipinti si trova Via Pasquale Stanislao Mancini 20 nel quartiere Flaminio a Roma, fa parte del Polo Museale del Lazio.
Durante l’interessante visita queste sono alcune delle opere esposte che si ammireranno.



Busto della madre dell'artista





La maggior parte delle opere trattano i temi dell’amore, della maternità, del vigore fisico temi rappresentati in modo superbo in questi imponenti figure. 
Anche la tomba di Andersen si può considerare monumentale ed è visistabile al Cimitero Acattolico di Roma, luogo a cui ho dedicato un articolo su questo blog perchè vi sono sepolti anche Keats, Shelly, Gramsci ed altri illustri personaggi, ma soprattutto perchè si può considerare un museo di sculture a cielo aperto.

Per informazioni rivolgersi al Polo Museale del Lazio.