Visualizzazione post con etichetta arte sacra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte sacra. Mostra tutti i post

venerdì 16 novembre 2018

La Natività nell’arte

La scena della Natività di Gesù ed i suoi particolari sono stati rappresentati in pittura già a partire dal IV secolo, sia da pittori italiani che stranieri. Tra i tanti notevoli ed importanti capolavori che ritraggono la Natività,  questi sono alcuni da ammirare per conoscerli meglio.
                                  Jacques Daret, Natività, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

Il dipinto a olio La Sacra Famiglia con un pastore, opera di Tiziano, si trova alla National Gallery di Londra.
Nello sfondo si può notare l’annuncio dell’angelo ai pastori.

Il dipinto a olio Natività Mistica, opera del Botticelli, si trova alla National Gallery di Londra.
Alla fine della sua carriera di pittore in questo solo lavoro mise la sua firma e la data.

Il dipinto La natività, opera di Albrecht Dürer, si trova a Monaco.
La rappresentazione fa parte del trittico dell’Altare di Paumgartner.

Il dipinto a olio su tela L'Adorazione dei pastori, opera di Pieter Paul Rubens, si trova alla Pinacoteca civica di Fermo.
Quest’opera fu eseguita da Rubens durante il soggiorno romano per la cappella Costantini nella chiesa di San Filippo Neri a Fermo.

Il dipinto su tavola la natività, opera di Lorenzo Lotto, si trova alla National Gallery of Art di Washington.

E’ una piccola tavola (cm 46 x 36) dove sulla parte alta a sinistra si può notare Cristo in croce.
La tempera su tavola L’Adorazione del Bambino di San Vincenzo Ferrer, opera di Filippo Lippi, si trova Museo Civico di Prato. Quest’opera si trovava sempre a Prato ma nella chiesa di San Domenico.

Il dipinto ad olio su tavola La Natività Allendale, opera del Giorgione, si trova alla National Gallery of Art di Washington.
Quest’opera viene chiamata anche L'adorazione dei pastori è un dipinto autografo del grande maestro.




sabato 7 luglio 2018

Pistoia la Città dei pulpiti

Pistoia viene definita fin dal 400 “la città dei pulpiti”, per via dei particolarissimi altari dai marmi bicolori.
In in particolare, visitando queste Chiese, si possono ammirare questi capolavori: chiesa di sant’Andrea, chiesa di san Bartolomeo  e chiesa di san Giovanni Fuorcivitas.

La Chiesa di S. Andrea 

Il bianco pulpito di marmo, ritenuto uno dei massimi capolavori della scultura del Trecento, fu eseguito da Giovanni Pisano figlio di Nicola.

Il parapetto esagonale è sostenuto da sette colonne di cui la centrale poggia su tre grifoni alati e tre delle esterne su 
leone che abbatte il cavallo
di un leone, una 
leonessa che allatta i cuccioli e tiene tra le zampe un coniglio
leonessa, la colonna centrale 
con il leone,l'aquila ed il grifo,   
        
e un  telamone.
Il pulpito si sviluppa su tre livelli sovrapposti dove sono raffigurate scene
della vita di Gesù e il giudizio universale.
Chiesa di san Bartolomeo 
Il pulpito opera di Guido da Como risale alla metà del XIII secolo.




Il pulito è retto da due leoni stilofori
 l’uno che atterra il drago, l’altro che 
allatta il cucciolo e da un telamone, il pulpito presenta sul fronte quattro formelle

con le Storie della Vita di Cristo dopo la morte, altre quattro formelle 

con le Storie dell’inizio della Vita di Cristo che si trovano sulla parete retrostante.
Chiesa di san Giovanni Fuorcivitas
Il pulpito opera di Guglielmo da Pisa, collaboratore di Nicola Pisano, risale al 1270 circa.

Vi sono scolpite le Storie di Cristo e della Vergine, impreziosite da paste vitree policrome e da rifiniture cromatiche.
L’elegante pila marmorea posta al centro della navata sul cui fusto sono raffigurate le virtù teologali mentre sulla vasca si trovano i busti delle virtù cardinali.
Quest’opera viene attribuita a Nicola o Giovanni Pisano.



venerdì 8 settembre 2017

Alla scoperta dei Cenacoli dipinti a Firenze

Il Cenacolo è il soggetto artistico dell’Ultima Cena di Gesù che si trova nei refettori conventuali di tutta Italia. In particolare, nella città di Firenze, si trovano raffigurate sette importanti Cenacoli, in  basiliche, conventi, musei che prima erano conventi.
 :
Ultima cena, Leonardo da Vinci
Ecco i luoghi dove ammirare l’iconografia religiosa più importante per la Chiesa:

Il Cenacolo di Santo Spirito
si trova nel refettorio del convento unito alla chiesa
di Santo Spirito.
Gli affreschi furono eseguiti da Andrea Orcagna inoltre, durante la visita si ammireranno altre preziose opere
conservate nel refettorio.
Il Convitto della Scalza era un ospedale del trecento ai giorni odierni è un’accogliente Hotel con un bel
chiostro interno, con sale
che conservano affreschi come l’importante affresco dell’Ultima Cena
opera del fiorentino Francesco di Cristofano, detto il Franciabigio. 
La basilica
di Santa Croce nel suo refettorio ha uno spettacolare affresco del Cenacolo opera di Taddeo Gaddi
che ricopre l’intera parete.
Nell’affresco si noterà oltre l’Ultima Cena
anche la Crocefissione ed altre scene di san Francesco e  di san Benedetto.
L’antico monastero delle Benedettine
di Sant’Appollonia è ai giorni odierni un museo che conserva
l’affresco di Andrea del Castagno raffigurante
l’Ultima Cena, la Crocifissione, la Deposizione e la Resurrezione.
L’antico convento dei Vallombrosani intitolato a San Salvi ai giorni odierni è un museo
che prende il nome dal Cenacolo, un grande affresco raffigurante
l'Ultima Cena,
posto nel refettorio, opera di Andrea del Sarto.
La chiesa di Ognissanti
comprende anche il convento dove
nel refettorio si conserva il grande affresco del Cenacolo che fu realizzato da Domenico Ghirlandaio.
L'ambiente, tipico refettorio ad aula, conserva questo capolavoro
che misura circa 8 metri e che ha lo sfondo con alberi e uccelli mentre nell’interno c’è la scena dell’Ultima Cena.
Per visitare questi luoghi per ammirare il soggetto artistico dell’Ultima Cena di Gesù si consiglia di informarsi in tempo per i giorni, gli orari e quant’altro concerne la visita.  





lunedì 4 maggio 2015

I tesori d'arte nella Basilica di San Giovanni a Roma

L’Arcibasilica del SS.mo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, chiamata comunemente San Giovanni in Laterano, è la mater et caput di tutte le chiese di Roma e del mondo.

Photo by "I promessi viaggi", 2015, reliquiari di san Pietro e san Paolo

Questi splendidi reliquiari con le teste di san Pietro e san Paolo si trovano nel baldacchino sopra l’altare papale.
I reliquiari risalgono al 1804 e sostituiscono quelli andati persi durante la prima Repubblica Romana.
La grande porta centrale, con preziosi battenti in bronzo, introduce al solenne e grande interno che è a croce latina a cinque navate divise da alti colonnati, l’interno è oggi quello risalente all’intervento di Borromini per il Giubileo del 1650.  
Photo by "I Promessi viaggi", 2015
Nella navata centrale lo scultore Angelo De Rossi partecipò alla realizzazione delle statue dei dodici Apostoli, in particolare eseguì la statua di San Giacomo Minore.

Photo by "I promessi Viaggi", 2015
 L’altare maggiore, o del S.S. Sacramento, ha un ciborio barocco con pietre preziose; sopra si trova il reliquiario della mensa su cui Gesù consumò l’Ultima Cena.
Molti artisti realizzarono le opere nella Basilica come l’architetto Giovanni Di Stefano che sostituì le colonne costantiniane con venti pilastri in laterizio e realizzò il grandioso ciborio inaugurato nel 1370.  
Tra i molti affreschi bellissimi si ammira la “Madonna con Bambino in trono tra angeli e il donatore”, la "Consacrazione della basilica lateranense", alzando lo sguardo si vedranno, tra gli spazi di una finestra e l’altra, i tondi dipinti e raffiguranti i Profeti. 

Photo by "I Promessi Viaggi", 2015 Volta della cappella Corsini
La cappella Corsini in origine era dedicata a san Giacomo Maggiore, in seguito il Capitolo Lateranense la donò alla famiglia Corsini.
Photo by "I Promessi Viaggi", 2015
La cappella Corsini è a croce greca e la pala d’altare, fra due colonne di verde antico, è la copia in mosaico di sant’Andrea Corsini, vescovo di Fiesole, l’originale è di Guido Reni.
La cupola della cappella si vede dall’esterno della basilica.
Photo by "I Promessi Viaggi", 2015
Questo è l’altare papale visto dalla parte posteriore, in stile gotico, che subì molte modifiche ma che rimane sempre il centro dell’architettura basilicale.
Al suo interno si conserva l’altare di legno sul quale secondo la tradizione san Pietro celebrò la messa.