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venerdì 12 giugno 2020

La Cattedrale di sale nelle miniere di Realmonte

Realmonte è una piccola cittadina in provincia di Agrigento, fondato nel XVII secolo poco distante dalla costa, che ha conosciuto un notevole sviluppo turistico grazie alle spiagge sabbiose.
Nel suo territorio vi sono anche zone costiere rocciose, tra cui la nota Scala dei Turchi, della parte ovest del litorale agrigentino.


Tuttavia, oltre al suo centro storico, la sua caratteristica è la miniera di salgemma, un giacimento formatasi circa 6 milioni di anni fa, attualmente utilizzata per la produzione di sale, al cui interno,

 a meno 100 metri sotto la superficie ed a 30 metri sotto il livello del mare si trova un vero e proprio gioiello della natura, ovvero la spettacolare Cattedrale di sale, un opera larga 20 metri e alta 8 metri. 


Quest’opera meravigliosa fu scavata dai minatori e nell’interno si trova il bassorilievo raffigurante Santa Barbara 

protettrice dei minatori.
Le pareti sono di halite purissima
che sfumano dal bianco al grigio chiaro.  Proseguendo il cammino si vedrà un rosone dai cerchi concentrici di colori diversi
una vera e propria spirale naturale dai colori contrastanti.
Altre opere scolpite nelle pareti di sale:  la Sacra Famiglia,

Gesù crocefisso, 
la mensa e l’ambone 
con annessi una croce ed un cero pasquale. 
Il percorso, con questi particolari bassorilievi, è la testimonianza della bravura e dell’ingegno dell’uomo. 
Per le visite alla Cattedrale di sale informarsi alla Pro Loco di Realmonte.



domenica 5 marzo 2017

Un weekend a Realmonte ed alla Cattedrale di sale

Realmonte è un caratteristico centro con una bellissima visuale sul mare perché ne fanno parte le zone balneari di Baia di Capo Rossello, Punta Grande, Pergole e Gelonardo.
La particolarità della zona è costituita dalla una delle più importanti e antiche miniere di sale che nel tempo i minatori scolpirono, 
nelle pareti di sale, bellissime opere rappresentanti 
soggetti religiosi a meno 100 metri sotto la superficie ed a 30 metri sotto il livello del mare.
E’ chiamata cattedrale perché è consacrata ed ogni anno il 4 dicembre il vescovo vi celebra la messa di Santa Barbara 
protettrice dei minatori.
Nell’intero, visitabile, si potrà vedere ed ammirare queste particolari sculture si sale come 
la Sacra Famiglia, 
il Crocefisso, l’altare scolpito 
con l’Angello, il pulpito con scolpite 
la croce e il cero pasquale, 
l’ultima cena e altre particolari sculture.
La Cattedrale di sale 
ha una larghezza di 20 metri, alta 8 metri, una lunghezza di circa 100 metri e può ospitare 800 posti a sedere, con queste particolarità di opere nel sale il suo interno ha un tipo di arte unico al mondo. 
Si può visitare su prenotazione chiedendo informazioni alla Pro Loco cittadina.
Passeggiando per il litorale si potrà vedere la Torre di Monterosso 
risalente al XVI° sec., la villa romana 
risalente al I° secolo d.C., il Teatro Costabianca 
con analogie con il teatro di Segesta.
Un altro luogo di notevole interesse paesaggistico è rappresentato dalla Scala dei Turchi costituita da un suggestivo sperone 
di roccia bianca che fa di questo centro siciliano una meta preferita per un estate al mare.
Oltre alle bellezze del paesaggio, alla Cattedrale di sale, al patrimonio storico-archeologico Realmonte 
offre ai suoi visitatori, nei mesi estivi, anche un’importante rassegna del Teatro dialettale siciliano, del Folklore, della musica in genere e di cabaret  per rendere ancora più piacevole il soggiorno in questo bel angolo della Sicilia.


lunedì 30 novembre 2015

Alla scoperta del Castello Incantato a Sciacca

A pochi chilometri dal centro storico di Sciacca, in località Sant’Antonio si trova il Castello Incantato, che nonostante il nome, in realtà è un grande giardino di sculture immerse tra mandorli e ulivi. 
Questo particolare giardino ospita numerose opere scultoree, tutte teste, 
di diverse dimensioni ed espressioni che furono realizzate da Filippo Bentivegna nato a Sciacca alla fine dell’800 e morto nel 1967. 
Questi emigrò in America ma dopo un grave trauma cranico e dichiarato non sano di mente venne rimpatriato in Italia. 
Una volta tornato a Sciacca Filippo Bentivegna fu dichiarato inabile al lavoro, si ritirò in un piccolo podere e iniziò così a scavare la terra dalla quale prelevava il tufo 
creando con estro le sue opere.
Ai giorni odierni questo tipo di arte è chiamato Naïf, alcune delle sue sculture sono esposte al Museé de l’Art Brut di Losanna che è l’unico museo dedicato all’arte Naïf.
Le sue opere, bellissime teste, sono state sistemate
in un percorso 
espositivo che si conclude nella piccola casa dove viveva isolato.
Ai giorni odierni lo si potrebbe definire un museo giardino 
per ricordare un personaggio sfortunato ma creativo nonostante
non sapesse nulla di arte, scultura ed architettura.

Visitando questo luogo, unico nel suo genere in Italia, lo si potrebbe associare 

al Palais idéal che il postino francese J. F. Cheval costruì in più di trent’anni 
a Hauterives.
Anche lui non conosceva nulla di arte, scultura ed architettura.