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sabato 19 ottobre 2024

Un weekend particolare a Venezia

Il weekend particolare a Venezia,Veneto, che oggi propongo è quello alla ricerca di posti particolari, misteriosi, insoliti ma comunque affascinanti per le loro leggende. 

Questi sono tre luoghi da visitare. 
Nei giardini della Biennale c’è la statua di Garibaldi.

Dietro le spalle di Garibaldi i veneziani costruirono  una guardia del corpo in bronzo.

Il motivo? La leggenda tramanda che nel 1921 un fantasma appariva molestando i passanti ma dopo la costruzione della guardia del corpo il fantasma non ricomparve più. 
Palazzo Ducale e la colonna consumata o dannata.

Questa colonna in Piazza San Marco, quando il lato del Palazzo Ducale si affacciava sul bacino di San Marco, permetteva ai condannati di potersi salvare dalla morte purché facessero il giro di questa colonna senza mai cadere dal piccolo rialzo. 
Le statue di pietra di Campo do Mori nel sestiere di Cannaregio.
Nel muro di Palazzo Mastelli del Cammello queste statue sarebbero dei fratelli mercanti greci chiamati “Mori” perché originari della regione della Morea.

Erano mercanti pronti a truffare i propri clienti vendendo merce di scarsa qualità a prezzi molto elevati. Secondo la leggenda Santa Maria Maddalena, nelle sembianze di una donna, li volle punire quando i mercanti dissero:  “Possa il Signore trasformarci in pietra se questa non è la miglior stoffa di Venezia” e  così avvenne.  
Questo weekend sarà un po’ insolito e misterioso per una passeggiata tra le leggende veneziane scoprendo i posti da brivido che si tramandano a Venezia. 


 

venerdì 10 luglio 2020

I simboli di Venezia

I simboli secolari che rappresentano la città di Venezia sono: Il Leone di San Marco, il Bucintoro, il ferro da gondola.
Il Leone di San Marco è il simbolo della città lagunare,
dell'antica Serenissima Repubblica, del Comune, della Provincia e della Regione Veneto.
Il Leone Alato è la raffigurazione simbolica dell’evangelista San Marco il patrono della città, nel libro che regge il leone si legge la profezia «Pax tibi Marce Evangelista meus, hic requiescet corpus tuum» (Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo) dell’angelo quando apparve all’Evangelista Marco.

Infatti in seguito due mercanti veneziani da Alessandria d’Egitto riportarono la sua salma a Venezia. Nell’iconografia cristiana il Leone di san Marco simboleggia la forza della parola dell'Evangelista, le ali l'elevazione spirituale.
Il Leone di San Marco si può ammirare  sulla sommità del frontone della Basilica di San Marco,
su una colonna dal lato di Palazzo Ducale
e in uno dei due ingressi del Palazzo la Porta della Carta dove al centro si trova il Leone di San Marco con il Doge Foscari
inginocchiato davanti a lui.
Il Bucintoro era la galea ricoperta da lamine d’oro
e da tessuti cremisi usata dai Dogi durante lo Sposalizio del mare, per il resto dell'anno rimaneva chiusa nell'Arsenale.
Lo Sposalizio del mare era ed è ancora una cerimonia, nel giorno dell’Ascensione di Cristo, in cui il Doge lanciando il suo anello dorato nelle acque della laguna di Venezia sposava simbolicamente il mare.
L'ultimo dei Bucintori venne commissionato nel 1719 ma distrutto nel 1798, un suo modellino si trova al Museo dell'Arsenale e al Museo Correr.
Il ferro da gondola
fa parte della gondola per bilanciare il gondoliere posto a poppa e nel tempo alla sua forma a forma di pettine gli furono dati dei riferimenti alla città veneziana: la sua forma a ‘S’ dovrebbe simulare l’andamento del Canal Grande, un pettine formato da 6 denti (rebbi) che ricordano i 6 sestieri in cui è divisa Venezia e la parte più alta è chiamato il “cappello del Doge.
Il ferro da prua della gondola è la rappresentazione stilizzata della città.



venerdì 16 marzo 2018

Alla scoperta di Venezia tra storia e curiosità

Passeggiando per Venezia si incontrano posti poco conosciuti, ma molto interessanti per la loro storia, curiosità e particolarità, che permettono di conoscere meglio la vera storia di Venezia.


Passando da un ponte all’altro ecco cosa vedere:
Il Ponte dei Pugni fu chiamato così perché fino al 1705 due bande rivali si combattevano a pugni e gli sconfitti
venivano gettati in acqua in quanto non c’era la ringhiera. Sul ponte si possono ancora osservare delle orme,
segni che indicavano, ai due rivali, dove posizionarsi.
Le due colonne di granito orientale rosa e grigio di Piazza San Marco
arrivate in città rimasero coricate a terra per molto tempo poichè nessuno si mostrò in grado di tirarle su ma Nicolò Barattieri, maestro lombardo, trovò il sistema di metterle in piedi e per riconoscenza gli venne concesso l'appalto esclusivo del gioco d'azzardo da farsi ai piedi delle due colonne.
La calle più stretta della città è larga 65 centimetri ed è la Calle Stretta
che congiunge il Campiello Albrizzi al Sottoportico della Furatola, nel sestiere di Santa Croce.
Nei pressi di Rialto, il più antico nucleo di Venezia, si trova una strana statua chiamata il gobbo, 

prima usata dagli araldi per leggere i nomi dei condannati poi usata per appenderci le critiche satiriche nei confronti del clero e dello Stato.
Il Ponte delle Guglie è differente dagli altri ponti


per i quattro obelischi collocati ai lati e ai mascheroni che si trovano all’arcata sotto il parapetto.
Nel sestiere di Castello, vicino piazza san Marco c’è una particolare libreria
la Libreria Acqua Alta, qui i libri sono collocati anche in modo fantasioso
in contenitori diversi.
Il giardino mistico
dei frati carmelitani, nei pressi della stazione di santa Lucia, con sette aiuole, si coltiva la melissa, la vite,
le erbe officinali.
Sull’isola di San Giorgio Maggiore si troverà il giardino-labirinto, realizzato dall’architetto Randoll Coate, dedicato a Jorge Luis Borges 
e al suo racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano.