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giovedì 23 aprile 2015

Una visita alla Piramide di Caio Cestio a Roma

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha ricevuto il 21 aprile 2015, al Collegio Romano, Yuzo Yagi, Presidente della Tsusho Limited di Osaka, per esprimergli la sincera gratitudine del Governo per il nobile gesto di mecenatismo che ha permesso il restauro della Piramide di Caio Cestio. 
Mentre il 20 aprile 2015 è stato inaugurato ufficialmente questo evento con il taglio del nastro con il rito giapponese alla presenza di Yuzo Yagi, del Sindaco e di molte autorità.

Il restauro ormai terminato ha fatto tornare luminosa e splendente la Piramide di Caio Cestio, 


cosi anche l’area a cui tutti possono accedere, grazie a una lunga e pratica rampa realizzata dalla Soprintendenza.
Un monumento simbolo che nel tempo ha subito molti restauri come quello di papa Alessandro VII Chigi che nel 1659 stanziò cinque mila scudi e non trasformò, come voleva la corte, 

il sepolcro romano in una chiesa, aprendo la porta che conduce alla camera sepolcrale.

Fu frequentata per la sua forma catalizzatrice di energia per riunioni esoteriche, a cui partecipò anche Ugo Foscolo. 
photo by "I promessi viaggi", 2015

La Piramide fu costruita tra il 18 e 12 a. C. in epoca augustea, dopo la conquista dell’Egitto da parte di Augusto perché andavano molto di moda, a Roma, i simboli egiziani e molti furono coloro che si fecero costruire piramidi per accogliere le loro spoglie.




Ma solo la Piramide Cestia si è salvata dalla distruzione perché inglobata nelle mura Aureliane.
Che sia di Caio Cestio epulone, appartenente alla Gens Publilia, è provato dalle iscrizioni sul monumento che i suoi eredi erano chiamati a costruire entro 330 dalla sua morte, pena la perdita dell’eredità e così fecero.

Un’opera eretta secondo la tecnica costruttiva romana e rivestita di marmo lunense. 
Tutto quello che si conosce della Piramide si deve alle iscrizioni, “due ripetute sui lati est e ovest,
una più piccola sul lato est.
La Piramide è visitabile il secondo e quarto sabato del mese per singoli e gruppi con prenotazione obbligatoria informandosi a: Informazioni e prenotazioni: 06-39967700 e www.coopculture.it.


  

sabato 17 gennaio 2015

I caffè storici in Italia

Visitando queste città si troveranno questi caffè storici.
Venezia: 
Il Caffè Florian sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco è il più antico caffè italiano e fu fondato nel 1720 e inaugurato con il nome di “Alla Venezia Trionfante”.
Ma ben presto la clientela imparò a chiamarlo semplicemente “Florian”, la più famosa “bottega del caffè”.

In questo elegante caffè si incontravano infatti le personalità illustri come Parini, Silvio Pellico, Goethe, Canova, D’Annunzio.
Oggi, il Caffé Florian conserva ancora il fascino delle epoche che ha vissuto con la sua architettura, i suoi interni ottocenteschi 
e con i restauri ci sono  le sale riccamente decorate in stili diversi, le più famose sono la Sala del Senato, la Sala Cinese e la Sala Orientale, la Sala degli Uomini Illustri.
Nei giorni odierni si organizzano importanti manifestazioni culturali, anche nel settore musicale si mantiene la tradizione di “caffè – concerto” con un’orchestra permanente.

Non si rimarrà delusi dalle varie specialità enogastronomiche che si trovano in tutte le ore del giorno perché il Caffè Florian offre anche una gamma di prodotti esclusivi il cui gusto riflette l’eleganza e la raffinatezza dello stile italiano.

Firenze:  

Il Caffè Concerto Paszkowski, in Piazza della Repubblica, nacque nel lontano 1846 come birreria divenendo presto un luogo d'incontro dei protagonisti della letteratura e dell'arte del '900. Alcuni personaggi famosi furono Papini, D’Annunzio, Montale e Saba.

Anche qui nei giorni odierni si organizzano
importanti manifestazioni culturali, anche nel settore musicale si mantiene la tradizione musicale con la formula di “caffè – concerto”.
Nel rinomato ristorante si possono degustare una variegata gamma di prodotti esclusivi vanto della tradizione locale e non ma anche degustare al bicchiere alcuni tra i più grandi vini della collezione sia italiani che stranieri.
Sicuramente non si resterà delusi dalle varie specialità enogastronomiche proposte nell’eleganza e nella raffinatezza tipica dello stile italiano.

Questo antico Caffè Concerto Paszkowski è stato dichiarato, nel 1991, monumento nazionale. 

Roma: 

L’Antico Caffè Greco, in via Condotti, è il secondo caffè più antico d'Italia dopo il Florian a Venezia.
Fondato nel 1760, deve il suo nome all'origine greca del suo fondatore Nicola della Maddalena.
Il Caffè Greco fu il ritrovo di artisti e intellettuali italiani e stranieri fin dal XIX secolo.

In questo elegante caffè si incontravano personalità illustri come Schopenhauer, Franz Liszt, Stendhal, Wagner e Orson Welles.

Nel lussuoso interno ci sono le seguenti sale: Sala Venezia, Sala Omnibus, Sala Roma e Sala Rossa in cui potrete ammirare più di 300 opere
che lo rendono una delle più grandi gallerie d’arte privata aperte al pubblico.

Nell’Antico Caffè Greco si può degustare il caffè, cioccolate e the con la migliore pasticceria per un piacevole momento di relax in ambienti unici e artistici.



giovedì 27 novembre 2014

Un soggiorno a Gravedona sul lago di Como

Questa caratteristica cittadina si trova in una piccola insenatura  del lago di Como allo sbocco della Valle del Liro, di fronte alla penisola di Piona e al Monte Legnone.

Il centro storico con ripide scalinate e stretti vicoli ha mantenuto la caratteristica struttura urbana originaria con un tocco d’antico e il lungolago ha il suo fascino.
La Chiesa di Santa Maria del Tiglio, XV secolo,
è uno degli edifici più importanti della cittadina ed è stata rinnovata verso il 1100 in stile romanico comasco.
La chiesa si trova su un prato del lungolago, presenta un particolare campanile inglobato nella facciata, mentre all’interno si può ammirare il grande crocefisso in legno chiaro
sospeso nell’abside.
Le altre chiese da visitare sono: San Vincenzo,
eretta intorno al mille
con l’antica cripta, due iscrizioni del VI secolo, la romanica 
Chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo, circondata da un incantevole parco,
con caratteristiche decorazioni all’interno e
un magnifico affresco.  
Da visitare anche la Chiesa di S. Maria delle Grazie,
fuori dal centro abitato,
in una posizione panoramica a mezza costa sul lago.
Da visitare l’imponente Palazzo Gallio,
inconfondibile con le sue quattro torri che domina il panorama del lungolago, fu costruito nel 1580 per volere del Cardinale Tolomeo Gallio.
Il palazzo è circondato da un giardino
a terrazze, il giardino stesso è suddiviso in più parti che circondano l’edificio, uno a fronte dell’ingresso e gli altri due lateralmente, con quello di sinistra è collegato tramite una scalinata alla darsena. 
Il Palazzo Gallio è accessibile al pubblico, ma solo parte dei giardini e dei corridoi e la segreteria della Comunità Montana Alto Lario, dove si possono avere le informazioni turistiche.
L’unione tra il paesaggio e la dimora verso il lago rende piacevole la visita al Palazzo.
Da fare inoltre una passeggiata sul il lungolago con ferry terminal sotto lo sfondo dell'antico Palazzo Gallio per comprendere questa bella cittadina.
La cittadina di Gravedona, oltre ad avere una bella spiaggia con passeggiata lungolago
fino a Dongo, offre un grazioso centro storico e la possibilità di praticare innumerevoli sport, come il tennis, la vela, il windsurf, la motonautica, il nuoto.
Gravedona è anche un ottimo punto di partenza per escursioni e giri in mountain-bike.
Con il battello e con l'aliscafo si possono raggiungere comodamente le numerose località del Lago, fino a Como oppure a Lecco. 
Al turista il piacere di scoprire quanto altro offre ancora la cittadina di Gravedona.





mercoledì 24 settembre 2014

La Piramide Cestia a Roma

Eccola a voi appena restaurata... la Piramide Cestia è l’unico monumento superstite di una serie del genere presente a Roma nel I sec. a.C., dopo la conquista dell’Egitto nel 31 a.C. anche i romani di un certo ceto vollero così la loro tomba.
La costruzione del sepolcro a forma di piramide fu voluta da Caio Cestio che lo lasciò scritto nel suo testamento.


La tomba fu innalzata lungo la Via Ostiense, nel periodo tra il 18 e il 12 a.C., cioè tra l’anno di promulgazione della legge contro l’ostentazione del lusso che impedì di porre all’interno della cella alcuni pregiati arazzi.
La piramide fu successivamente inglobata nella cinta muraria costruita tra il 272 e il 279 su iniziativa dell’imperatore Aureliano.

La struttura, alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 m di lato, è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni; il rivestimento esterno è costituito da lastre in marmo lunense.
Da notare l’iscrizione, sui lati occidentale ed orientale,
C.CESTIVS L.F.EPVLO POB PR TR PL VII VIR EPVLORVM
Caio Cestio, figlio di Lucio, detto Epulo della tribù Poblilia, pretore, tribuno della plebe e setteviro del collegio degli Epuloni
 OPVS · APSOLVTVM · EX · TESTAMENTO · DIEBVS · CCC · XXX  · ARBITRATV · L· PONTI · PVBLII · FILII · CLA · MELAE · HEREDIS · ET · POTHI · L
Opera completata, come da testamento, in 330 giorni, per disposizione di Lucio Ponzio Mela figlio di Publio della tribù Claudia, erede, e di Potho, liberto.
La camera sepolcrale, di circa 23 mq, ha una volta a botte e fu murata al momento della sepoltura secondo l’usanza degli egiziani
Le pareti sono decorate a fresco secondo uno schema decorativo a pannelli, all’interno dei quali  si distinguono, su fondo chiaro, figure di ninfe alternate a vasi lustrali.
In alto, agli angoli della volta, quattro Vittorie alate recano nelle mani una corona e un nastro; al centro in origine doveva esserci una scena di apoteosi raffigurante Caio Cestio.

Adiacente alla Piramide, è possibile visitare il Cimitero dei non Cattolici ed il Cimitero di guerra inglese.

E' possibile visitare il monumento solo con visita didattica o accompagnata quindi chiedere informazioni al Ministero dei beni e attività culturali e del turismo oppure alla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Roma.



sabato 20 settembre 2014

L’Arco di Costantino o di Tito a Roma

Il turista che guarda l’Arco di Costantino, con molta attenzione, troverà una parte di storia romana scolpita che lo riporterà indietro nel tempo.
L’Arco fu realizzato dal Senato romano per onorare la vittoria dell’imperatore su Massenzio, nella battaglia di Ponte Milvio, nel 312 d. C.



L’iscrizione originale, apposta sull'attico rivolto verso il Colosseo, conferma che,l’Arco, fu dedicato da Domiziano al padre Vespasiano e al fratello Tito e riporta: “Senatus/ populusque romanus/ divo Tito divi Vespasiani f(ilio) Vespasiano Augusto” (il Senato e il popolo romano al divo Tito, figlio del divino Vespasiano, Vespasiano Augusto).
L’Arco di Costantino fu costruito adoperando materiali d’opere più antiche quindi a periodi diversi, si rifà all'Arco di Settimio Severo del Foro Romano.
Nell'Arco si trovano scolpiti momenti storici di battaglie e vittorie romane, tra i bassorilievi ci sono anche quelli risalenti al periodo di Troiano, Adriano, Marco Aurelio, Costantino e le statue dei Daci fatti prigionieri.



Importanti sono i pannelli a rilievo, nell'interno dell’Arco, che celebrano le vittorie riportate in Giudea nel 71 d. C. con la distruzione di Gerusalemme e il pannello che rappresenta il corteo nell'atto di entrare trionfante in città.


Varie iscrizioni in latino completano questo capolavoro tramandato per ricordare la grandezza di Roma e dei suoi imperatori.




lunedì 8 settembre 2014

Un soggiorno a Sulmona

Questa città, dalla storia antica, si trova a ridosso del Parco Nazionale della Majella e tra Scanno e Pescocostanzo, qui nacque il poeta Publio Ovidio Nasone conosciuto semplicemente come Ovidio.
Sulmona contornata da mura aveva anticamente venti porte di accesso e ne sono rimaste solo dieci porte
e la più significativa artisticamente è Porta Napoli per la sua facciata in bugnato rustico e rosette scolpite nella viva pietra.
Sempre sulla facciata si trovano due stemmi angioini, due capitelli e leoncini recuperati da altri monumenti.
Tra le altre Porte ci sono:
Porta Pacentrana o Porta Orientis,
Porta Bonomini e
Porta Molina. 
Da visitare la chiesa di san Panfilo
costruita su il tempio dedicato ad Apollo e a Vesta, la chiesa
di San Filippo Neri del XVII sec. e nel timpano si trova il bassorilievo
con san Martino che dona il mantello al povero, la chiesa
di San Francesco della Scarpa risalente al 1291. 
Interessante è l’Acquedotto Medievale
lungo oltre 100 m che è composto da 21 imponenti arcate a sesto acuto in pietra, mentre salendo dalla piazza sulla destra si trova
la Fontana del Vecchio(1474).
I musei civici di Sulmona, da visitare, sono ospitati nel complesso
della Santissima Annunziata, uno degli edifici più importanti della città, fondato nel 1320 come orfanotrofio e ospedale per gli infermi. 
particolare della villa comunale

Una passeggiata rilassante nella Villa Comunale con i viali alberati e due
fontane per poi visitare il
 Museo Pelino dell’arte e della tecnologia confettiera che conserva tra l’altro macchinari
 e
strumenti e la ricostruzione di un laboratorio dell’700. 
Sulmona è conosciuta per la lavorazione artigianale di confetti e per la grande varietà, sempre artigianali, di
 composizioni
e di
bomboniere.
Un’altra peculiarità di questa città è la coltivazione 

dell’aglio rosso che risale anche prima del 1876, infatti l’aglio Rosso di Sulmona è un ecotipo coltivato da secoli in Abruzzo (Valle Peligna, provincia di L’Aquila, il cui maggiore centro è Sulmona).
Nel 1983 le edizioni Japadre pubblicarono di Fernando Tammaro “L’aglio rosso. Cenni botanici, coltivazione ed usi”.
Di particolare rilievo è la ricerca, svolta dall’Università dell’Aquila, relativa al contenuto in olii essenziali dell’ecotipo che lo rendono particolarmente adatto ad un uso farmacologico ed erboristico. 

La visita alla città di Sulmona sarà interessante oltre che per l’arte ma anche per conoscere l’arte e la confezione di un dolce particolare “il confetto” che viene offerto nell’occasione della nascita e nelle ricorrenze del matrimonio.