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venerdì 16 gennaio 2026

Un weekend a Fabriano in provincia di Ancona

 
La città di Fabriano è conosciuta per le sue bellezze artistiche e storiche mantenendo la struttura medievale cittadina.

Questa è una semplice ma utile guida per conoscere la cittadina in un weekend. 
Nella piazza principale si trova  il Palazzo del Comune risalente al XIV –XV secolo e restaurato nel XVII secolo, al Palazzo nel 1790 furono unite le arcate del loggiato di san Francesco risalente alla fine del XVII secolo, nella piazza c’è la particolare fontana chiamata Sturinaldo. 

Una visita alla Cattedrale di san Venanzio risalente al 1046 ma ricostruita nel XIII, XIV e XVII secolo.

L’interno è a navata unica con le cappelle laterali, molto importante è il dipinto della Crocefissione opera di Allegretto Nuzi. 


La città di Fabriano è conosciuta per la fabbricazione della carta e all'invenzione della filigrana attività iniziata tra il 1100 e il 1200 quindi una visita al Museo della carta che si trova nell’ex convento dei padri domenicani.

Il Museo rappresenta anni di tradizione cartaria locale. 
Una visita alla chiesa di san Benedetto e san Silvestro e alla cripta del beato Giovanni, discepolo di San Silvestro.

Una passeggiata per il centro lungo il Loggiato di San Francesco risalente risale al 1450 ed è composto da 19 arcate per poi visitare la Pinacoteca Civica che conserva dipinti della scuola umbra, arazzi di manifattura fiamminga del XVI e XVII secolo. 

Tra le cose da vedere è l’Oratorio della Carità.

Al suo interno c’è un notevole ciclo di affreschi opera di Filippo Bellini di Urbino.
 Da visitare anche il Museo Mestieri in Bicicletta.
Il museo è ospitato al pian terreno e nei sotterranei di un antico convento francescano del XIII sec. in Via della Ceramica 37. 
Per visitare i musei, le chiese si consiglia di informarsi in tempo per i giorni, gli orari e quant’altro concerne la visita.















 

giovedì 9 aprile 2015

Il Museo del Telefono a San Marcello

Tra i tanti musei che conservano oggetti che ripercorrono la storia dell’invenzione come la radio, la televisione, la fotografia c’è anche quello del telefono.
Il Museo del Telefono, unico nel suo genere, raccoglie e documenta l’evoluzione storica della telefonia dai primi esemplari di Antonio Meucci (1808 – 1889) 


 ai più recenti apparecchi.

La collezione è ospitata nel piano nobile di Palazzo Marcelli ed è costituita 
 

da più di 200 pezzi d’epoca e moderni ripercorrendo la storia e lo sviluppo della telefonia.

I telefoni 

provengono da tutto il mondo e comprendono ricevitori, centralini, apparecchi telefonici, il percorso museale si apre con i primi strumenti telefonici del 1800 tra i quali il famoso Ricevitore Meucci datato 1871.

Questa esposizione 

che conta pezzi unici sono catalogati ed esposti in ordine cronologico.

Tra i più antichi telefoni un rarissimo apparecchio a batteria locale, in metallo inciso con decorazioni in oro chiamato “Ragno” che fu costruito dalla Società Ericsson di Stoccolma nel 1890 e fu adottato dallo Stato del Vaticano. 
Uno strumento ha modificato il modo di telefonare e comunicare: la telefonia mobile che arriva in Italia tra gli anni Settanta e Ottanta. 
Un fenomeno più recente è invece quello della tecnologia Voice Over IP, cioè delle telefonate attraverso la rete internet.
Le Poste Italiane emisero il 28 maggio 2003 questo 
francobollo celebrativo dell’invenzione del telefono.
Nel francobollo l’artista Antonello Ciaburro raffigura, accanto al volto di Meucci, una rappresentazione del primo modello di telettrofono brevettato con questo nome dallo scienziato nel 1871 e costituito da due campane ricevitore/trasmettitore e da due complessi di pile elettriche, visibili ai due lati della figura.