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martedì 12 gennaio 2021

La necropoli di Norchia un viaggio tra storia e mito

La necropoli rupestre di Norchia le cui origini risalgono all’Età del Bronzo, in provincia di Viterbo, è sorta sulla sommità di un’altura di tufo,

la sua storia è millenaria e misteriosa dove si svolgevano particolari riti sacri. 
Il sito, con le tombe disposte su tre ordini e ricavate direttamente dalla roccia,

viene delimitato dai fossi Acqualta e Pile che poi confluiscono nel torrente il Biedano. 

Le tombe provengono da due periodi della storia dell’arte etrusca: il periodo arcaico (VI-V sec. a. C.) e quello dell’arte greca (IV-II sec. a.C.). 

Durante il percorso si troveranno i ruderi della chiesa di san Pietro

delle tombe doriche

a forma di tempio, dei colombari

sepolcri a loculi nella parete stessa

la tomba dei Veie e la tomba Camino

la tomba di Prostila ha la scala a destra che conduce sopra la tomba è agibile.  

La necropoli rupestre di Norchia

è il sito etrusco più interessante dell’Italia centrale da visitare.  
   


venerdì 29 maggio 2020

Una gita a Sutri in provincia di Viterbo

La cittadina di Sutri è una delle mete più straordinarie della Tuscia
sotto il profilo archeologico ed ambientale ha ricevuto la Bandiera Arancione come attestato di qualità turistica e ambientale dal Touring Club Italia e dalla Regione Lazio.
Una passeggiata nel centro storico si trova la piazza del Comune e la torre dell’orologio,
il palazzo del Comune
e superando l’androne si trova il cortile con stemmi di vari casati
e un sarcofago romano usato come fontana.
La passeggiata prosegue per visitare la chiesa di San Francesco nel centro storico.


E’ interessante sapere che l'antica chiesa con annesso il convento è stata fondata dallo stesso San Francesco nel 1222 ed intitolata a Sant'Angelo.
Il suggestivo Anfiteatro di Sutri
ha la particolarità di stato creato scavando una collina di tufo posta di fronte alla cittadina. Di forma ellittica e strutturato con tre ordini di gradinate,
poteva contenere oltre 9000 persone. L’anfiteatro di epoca romana
si colloca tra la fine del I sec. a.C. e il I d.C.
A poca distanza dall’anfiteatro si trova la piccola chiesa della Madonna del Parto
interamente scavata nel tufo, sorge  su di un mitreo romano del III sec. d.C. a sua volta impostato su un sepolcro etrusco.
Nell’interno si potranno vedere alcuni tra gli affreschi più significativi, ascrivibili al XIV secolo, raffiguranti la Madonna col Bambino tra San Giacomo maggiore e San Michele,
in basso, inginocchiato in preghiera il committente. Sopra la porta del vestibolo un gruppo di pellegrini
e nel vestibolo sulla destra San Cristoforo con Gesù Bambino.
Continuando si passa nell'ambiente principale il mitreo, a pianta rettangolare allungata, diviso in tre navate da due file di pilastri ricavati nel tufo.
I pilastri poggiano su un lungo podio ai lati della navata centrale, raccordati tra loro da archetti ribassati.
Su un rilievo si vede il dio Mitra
e questo avvalora la tesi del riutilizzo di un luogo di culto pagano per la chiesetta.
Per visitare l’anfiteatro e il mitrio o chiesa della Madonna del parto informarsi presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale Sutri.









sabato 29 settembre 2018

Una gita a Civita Castellana tra storia e arte


La cittadina di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, conserva molto bene il patrimonio archeologico, artistico e culturale dell’antica città falistica abitata per la prima volta dalla popolazione dei Falici ed in seguito fu l'antica Falerii Veteres degli Etruschi.
Le zone archeologiche con le necropoli, i templi come il tempio di Giunone, l’Anfiteatro Falerii Veteres sono da visitare per la loro importanza storica.


Durante la passeggiata ecco cosa vedere ancora:
Le mura che circondano la città,
la Rocca dei Borgia conosciuta anche come Forte Sangallo perché il progetto dei lavori di Antonio Sangallo il Vecchio su commissione del cardinale Rodrigo Borgia.


Nell’interno si trova il Museo Nazionale Archeologico dell’Agro Falisco, comprende nove sale al primo piano del loggiato del cortile maggiore, ordinate secondo criteri di ordine topografico e cronologico.


Il Duomo o Cattedrale di Santa Maria Maggiore, in stile romanico, con i tre particolari portali d’ingresso mentre nell’interno ci sono varie opere di epoche diverse, interessante è l’ altare maggiore che è formato da un sarcofago paleocristiano del III o IV sec. 


Molto particolare e bellissimo è il pavimento marmoreo comatesco chiamato così perché fu opera delle famiglie i Cosmati una delle più importanti famiglie di marmorari romani.
Una visita anche alla cripta risalente al VII VIII secolo con la copertura con le volte a crociera e sorretta da capitelli risalenti ad epoche diverse.      
   

Il Museo della Ceramica anche detto Casimiro Marcantoni conserva nelle sue vetrine oggetti e manufatti artistici documentando le antiche origini e lo sviluppo dell'arte ceramica a Civita Castellana.


Per visitare i musei si consiglia di informarsi per i giorni, gli orari e quant’altro concerne la visita,