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domenica 7 giugno 2020

Una visita a Padova città dell’affresco


Padova la città di sant’Antonio, può essere definita la città dipinta, come città dell’affresco 
e questi straordinari cicli pittorici riconducibili al Trecento possiamo ammirarli anche in questi edifici anche religiosi.
Il Palazzo della Ragione,
l’antica sede dei tribunali cittadini di Padova, ha un bellissimo e immenso salone 
tutto affrescato su tre fasce sovrapposte.
Il ciclo di affreschi è suddiviso in circa 300 riquadri con circa 500 affreschi alcuni eseguiti da Giotto ma andati distrutti nell'incendio del Palazzo del 1420.
Nel salone gli affreschi ripropongono simbologie astrologiche,
i mestieri dell’uomo e religiose
come un racconto per immagini che accostano il profano al sacro.
Il salone è una delle più grandi sale pensili del mondo e si trova al piano superiore del palazzo.
All'interno della sala vi è anche un cavallo ligneo

che fu donato al Comune nel 1837 realizzato per una giostra o un torneo nel 1466.
Il Battistero della Cattedrale
ha uno spazio interamente ricoperto con un ciclo di affreschi dedicato agli episodi più importanti dell’Antico come la creazione del mondo
e la creazione di Adamo ed Eva e Nuovo Testamento come l’affresco della nascita di san Giovanni Battista
e il Battesimo di Gesù, la Crocefissione.
Le pareti dell'abside sono decorate con riquadri raffiguranti scene dell'Apocalisse.
Nella magnifica cupola è raffigurato Cristo Pantocratore
circondato da angeli disposti a cerchi concentrici, con la Madonna e i santi.
La decorazione interna ad affresco fu commissionata a Giusto de' Menabuoi da Fina Buzzaccarini, principessa e moglie del Signore di Padova Francesco I da Carrara detto il Vecchio.
L’Oratorio di San Giorgio
ha meraviglioso ciclo di affreschi 
realizzato da Altichiero da Zevio tra il 1379 ed il 1384.  
Le pareti sono decorate con le storie dei santi e alla parete destra in alto si vede san Giorgio che battezza,
in basso san Giorgio al supplizio della ruota. Altre decorazioni sono le scene più significative della vita di Gesù come la presentazione al tempio
  la Crocefissione
nell’interno della parete sinistra.
Questo Oratorio di San Giorgio è meno conosciuto ma altrettanto meritevole di una visita e gli affreschi potrebbero ricordare gli affreschi della Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto.



lunedì 4 maggio 2020

Alla scoperta dell’Oratorio di San Bovo a Padova

Questo particolarissimo Oratorio, dedicato ad un Santo pressochè sconoscitiuto, si trova a Padova ed al suo interno racchiude una serie di affreschi davvero unici.
Il culto di San Bovo fu introdotto tra il 1623 e il 1630 dalla Fraglia dei Bovai che costruì anche l’Oratorio. L’oratorio inizialmente nel 1503 era situato tra via Del Seminario e via Memmo. Consacrato il 12 Maggio 1528, era chiamato «Capitolo del Torresino».

E' interessante sapere come a Padova, agli inizi del XIII secolo, esistessero ben trentaquattro fraglie, ovvero corporazioni di arti e mestieri o confraternite religiose. 

L’edificio è a due piani: a pianterreno l’oratorio e al piano superiore la sala del capitolo o la sala adunanze. Nella sala superiore si possono una serie di riquadri a fresco di vari autori cinquecenteschi, tra i preziosi affreschi possiamo ammirare:

Adorazione dei Magi. Secolo XVI
dipinto murale con tecnica affresco staccato, autore ambito veneto. 
Gesù nel tempio tra i dottori. Secolo XVI

dipinto murale con tecnica affresco staccato, autore ambito veneto.  
Gesù Cristo deposto dalla croce. Secolo XVI
dipinto murale con tecnica affresco staccato, autore Sebastiano Florigerio.
Gesù Cristo deposto nel sepolcro. Secolo XVI
dipinto murale con tecnica affresco staccato, autore Sustris Lambert (attribuito).
L’oratorio è ora sede Dell’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, è visitabile prendendo contatto con la Diocesi di Padova.
San Bovo è il patrono di Voghera, è originario della Provenza in Francia, da giovane scelse la professione di cavaliere per poter combattere i Mori. 
In seguito decise di dedicarsi all’ascesi e alla penitenza, diventando un pellegrino penitente e proprio in occasione di uno dei suoi pellegrinaggi fu colto da febbre maligna nei pressi di Voghera, dove morì il 22 maggio 986.
Nel 1469 fu compiuta una ricognizione delle sue ossa e la sua celebrazione liturgica ricorre il 22 maggio, anniversario della morte. 
Queste notizie sul santo si possono trovare sul sito http://www.santiebeati.it/  


mercoledì 1 aprile 2020

Un weekend al Museo Nazionale Atestino di Este in provincia di Padova


In Italia ci sono piccoli centri poco conosciuti ma altrettanto interessanti da visitare come il Comune di Este, in provincia di Padova nel Veneto, che ha la testimonianza del suo ricco e storico passato nel Museo Nazionale Atestino.

Il Museo Nazionale Atestino è allestito dal 1902 nel palazzo che i Mocenigo avevano fatto costruire sulla struttura di un castello mentre la sua istituzione avvenne nel 1834 come Museo Civico Lapidario nell’oratorio di Santa Maria della Confraternita dei Battuti all’interno del convento di San Francesco.
Nel 1876 il museo cambiò la sua denominazione in Museo Euganeo-Romano per i rinvenimenti di reperti nelle necropoli preromane.
Nel percorso si vedranno oggetti e manufatti molto antichi, anfore, corredi funerari, oggetti in vetro e in terracotta, statuette votive ma anche le testimonianze di età medievale e moderna come la Madonna con Bambino di Cima da Conegliano del 1504.








Le undici sale hanno esposizioni relative al periodo preistorico, al periodo Paleolitico alla fine dell’età del Bronzo, al periodo dell’età medievale- rinascimentale e oltre fino all’Ottocento-inizi Novecento.
Questo borgo di Este, in provincia di Padova, con la sua imponente cinta muraria medievale racchiude anche altri posti e monumenti da vedere per conoscere meglio la storia della cittadina.








sabato 1 febbraio 2020

Una visita all’Orto Botanico di Padova

Una visita particolare da fare quando si è a Padova è all’Orto Botanico, nelle vicinanze Prato della Valle, con le sue moltissime specie diverse, anche se in formato ridotto, ci portano ad un percorso unico e rilassante nel verde.


Questo orto botanico su realizzato nel 1545 sul terreno appartenuto ai monaci di santa Giustina su la delibera della Repubblica Veneta.

Nel 1997 l'Orto Botanico di Padova è stato inserito, come bene culturale, nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.
I quattro ingressi monumentali danno l’accesso all’Orto e in prossimità della vasca delle quattro stagioni si trova la statua di Salomone, continuando il percorso si troveranno una grande varietà di alberi, vasche con piante galleggianti piante e fiori fuori delle vasca.






Nelle aiuole centrali si trovano una magnifiche collezioni di piante perenni e di alberi come il maestoso esemplare di ginkgo (Ginkgo biloba).



La parte interessante da visitare sono le serre con le piante tropicali, piante acquatiche, piante acquatiche con fiori galleggianti. 





Nella sezione delle piante acquatiche si vedranno alcune particolari per la loro grandezza.

Gli ambienti sono costruiti in modo da ricreare gli ambienti naturali un cui vivono.
Per le persone che volessero approfondire il percorso fatto nel bookshop troveranno libri, cataloghi ma anche oggetti ricordo.
Per visitare l’Orto botanico a Padova si consiglia di informarsi per gli orari, le visite guidate e quant’altro a: info@ortobotanicopd.it.