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domenica 3 maggio 2026

La fontana del Nettuno di Firenze

Molte città italiane hanno una fontana del Nettuno realizzata in modi diversi ma Firenze ne ha una particolare.  
Nel centro di Piazza della Signoria a Firenze, eretta a ridosso del Palazzo Vecchio si trova la fontana del Nettuno realizzata da Bartolomeo Ammannati e dal Giambologna tra gli anni 1563-1565 per celebrare le nozze di Francesco I de' Medici e Giovanna d'Austria. 
 
 
Una prima curiosità riguarda il volto della statua, che riprende i tratti di Cosimo I de' Medici.
La posa e l'allusione al Nettuno voleva invece essere un'allusione al dominio marittimo di Firenze. 

Infatti la statua, in marmo di Carrara, posta eretta su un cocchio trainato da cavalli marini, celebra la potenza marittima di Firenze.

La Fontana del Nettuno ha un’altra curiosità: porta il soprannome di Biancone, per il candore del marmo di Carrara utilizzato. 
 
Alla base, il cocchio è trainato da quattro cavalli che escono dall'acqua: due sono di marmo bianco e due di marmo mischio rosato.
 
Agli angoli della vasca sono posti gruppi di divinità marine, satiri e fauni in bronzo realizzati dal Giambologna come elementi decorativi per arricchire la struttura. 
 

La fontana del Nettuno è uno dei simboli più caratteristici di Firenze ed è posta in un punto di Piazza della Signoria particolarmente visibile, che la rende uno degli arredi fondamentali della piazza.
 
L'assenza di acqua a getto continuo potrebbe farla sembrare un gruppo scultoreo, in realtà il getto dell'acqua avviene ad intervalli regolari in modo da mostrare l'opera nella sua funzione di fontana decorativa.
 


 




 

 

lunedì 16 febbraio 2026

Alla scoperta di Firenze

La città di Firenze permette al visitatore di conoscere i luoghi più insoliti, curiosi e magari poco frequentati.
 
Questa è una piccola guida per visitare Firenze in modo alternativo ma altrettanto interessante. 
In via de’ Cerrettani si trova la torre campanaria di Santa Maria Maggiore che ha una particolarità: nelle sue mura, in alto, si trova una testa pietrificata chiamata la Berta alla quale i fiorentini danno varie notizie sulla leggenda di questa testa.

Un’altra particolarità del centro storico sono le buchette del vino al piano terra dei palazzi.


La loro antica funzione era quella di poter vendere del vino sfuso a chi bussava alla piccola porticina della buchetta e metteva i soldi sul davanzale. Ai giorni odierni l’associazione buchette del vino offre visite guidate nel Centro Storico, itinerari a scelta e su misura e, alla fine, per chi lo vuole un calice di vino attraverso una buchetta. 
La fontana con la statua del porcellino

secondo la leggenda chi posa una monetina sulla faccia del porcellino e la lascia scivolare lungo il suo muso facendola cadere nelle grate si avrà fortuna questo vale anche se i tocca il muso del simpatico porcellino. 

Una passeggiata negli Orti Dipinti in Borgo Pinti.

Gli orti hanno questo nome perché si trovano in Borgo Pinti, una via chiamata così perché in passato frequentata da pittori e artisti. 
Si conclude così la scoperta dei luoghi più curiosi e insoliti della città di Firenze.
 


sabato 24 gennaio 2026

Arte e tradizione a Firenze

 Firenze offre ai visitatori bellezze di ogni genere ma è anche una città d'arte a cielo aperto  e questa descrizione vi farà conoscere un modo diverso di visitare Firenze. 
Arte, storia e cultura e tradizione di Firenze attraverso la riscoperta di alcuni tabernacoli che situati in luoghi che rendono i quartieri della città unici, caratteristici ma che hanno una loro storia.
Passeggiando per le vie della città è molto interessante soffermarsi a guardare questi tabernacoli.
Queste immagini sacre inoltre testimoniavano la devozione ma anche la ricchezza delle persone che ne commissionavano l’opera.
I tabernacoli hanno radici antiche fin dall'epoca romana che venivano collocati lungo le strade tempietti con immagini sacre protettrici della casa.

Queste sono solo alcune delle opere d’arte di stili e periodi diversi da osservare in una tranquilla passeggiata per la città apprezzando ciò che di bello c’è anche in luoghi impensabili nella città di Firenze.





 

 

 

sabato 22 agosto 2020

La Sala delle Carte Geografiche a Palazzo Vecchio di Firenze

Questa cinquecentesca sala delle Carte Geografiche si trova nell’ultima e suggestiva sala del percorso museale di Palazzo Vecchio.

La particolarità di queste carte geografiche è che si trovano dipinte ad olio sugli armadi
di quella che era inizialmente la Sala del Guardaroba del gran duca Cosimo I, mentre al centro della Sala si trova enorme mappamondo chiamato
mappa mundi che nel 1581, anno in cui fu realizzato era il più grande al mondo.
Delle cinquantasette mappe originarie, trenta realizzate da Egnazio Danti e ventisette da Stefano Bonsignori, ne restano cinquantatré dentro dentro le cornici intagliate che decorano le ante degli armadi.

Le mappe furono eseguite tra il1563 e il 1589.
Un’altra particolarità delle cartine geografiche si trova nei disegni di terre molto lontane per l’epoca, colorate, particolareggiate
e talvolta riportanti caratteristiche morfologiche del territorio.
Una curiosità: nella Stanza delle Mappe si trova la mappa dell’Armenia
e dietro la quale esiste un ingresso che portava al camerino della duchessa Bianca Capello,
la seconda moglie di Francesco I.
Queste mappe geografiche rappresentano la conoscenza geografica dell’epoca nel XVI secolo.
Visitare Firenze è sempre una scoperta e Palazzo Vecchio tra le sue sfumature di luce ci porta a conoscere il mondo di un passato non tanto lontano sia per gli amanti del disegno cartografico ma anche per le persone curiose di sapere come veniva concepito il mondo al tempo di Tolomeo.