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venerdì 22 giugno 2018

Il Parco della Foresta Umbria nel Parco Nazionale del Gargano


Questo bellissimo parco, che al dilà del nome, si trova in Puglia, si estende per 10.426 ettari nel territorio garganico e comprende alcune tra le località marittime più belle della regione.
Il nome potrebbe dipendere dal fatto che la vegetazione molto fitta rende l’ambiente cupo e pieno di zone d’ombra in quanto i raggi del sole filtrano appena.


Infatti nella parte più alta ci sono anche gli aceri, il leccio e il carpino mentre nella parte più bassa si trova il faggio
che è il più rappresentativo della Foresta Umbra.
La Foresta Umbra è suddivisa in quattro zone con cinque comuni che sono:
Vico del Gargano,
Monte Sant’Angelo,
Vieste,
Carpino e
Peschici.
Nel percorso si trovano soste attrezzate e poiché ci sono percorsi stabiliti
è bene informarsi presso il Centro Visitatori per gli orari e per le guide specializzate, se richieste, ma anche per avere una cartina dei sentieri percorribili a piedi perché è un’area protetta.
E’ il luogo ideale per fare escursionismo
anche perché ci sono i pannelli in legno nei sentieri, durante la passeggiata si incontreranno alcuni laghetti dove sostare ma si possono anche vedere gli animali che ci vivono.
Addentrarsi nella Foresta Umbra è una bella esperienza perché questa oasi di verde
permette di stare al contatto della natura ma anche di visitare i comuni che ne fanno parte.





martedì 17 gennaio 2017

Alla scoperta della Bari sotterranea

Si visita la città di Bari per le sue interessanti attrattive ma sotto alla città c'è un percorso archeologico, nei sotterranei di alcuni edifici monumentali della Bari vecchia,



che è interessare percorrere per conoscere i manufatti dell’età romana, paleocristiana e bizantina.
I percorsi nel sottosuolo iniziano dal Castello Normanno Svevo per proseguire
cripta cattedrale
nel succorpo della Cattedrale



romanica e si concludono nell'area archeologicadi Palazzo Simi.
resti chiesa bizantina in Palazzo Simi
antico forno palazzo Simi
E’ un modo diverso per conoscere il passato storico artistico della città accompagnati da personale qualificato in quanto i sotterranei ed i cunicoli sono facilmente percorribili.
Si consiglia di informarsi se anche nel 2017 ci sarà la visita alla Bari sotterranea. 

martedì 6 dicembre 2016

Un weekend ad Alberobello

Questa singolare cittadina risale alla seconda metà del XVI secolo 
e fu un piccolo feudo sotto il dominio degli Acquaviva, Conti di Conversano.
La caratteristica delle case, i trulli, hanno reso famoso 
Alberobello e nel 1996 l’UNESCO ha iscritto i Trulli di Alberobello nella World Heritage List come patrimonio mondiale dell’umanità.
 La pianta del trullo è di solito circolare ed ambiente unico 
mentre sopra il locale centrale vi era allestito un soppalco che serviva da deposito per gli alimenti.
Sui tetti, sul frontale del cono, 
venivano dipinti dei segni come simboli magici e propiziatori, alcuni di origine pagana, altri cristiani, secondo le diverse origini delle famiglie.

La copertura del trullo si conclude con il pinnacolo formato da tre pietre soprapposte: una di forma cilindrica, una a forma scodella o di piatto, ed una sfera. 

Il pinnacolo di diverse forme, prima di essere ornamentale, era un segno distintivo delle famiglie.  
Alberobello ha due quartieri interamente con le case a trullo 
 Rione Monti e Rione Aia Piccola.
Qui i trulli si susseguono uno accanto all'altro 
lungo viuzze  e stradine fatte 
di lastre calcaree orizzontali dette "chianche".
Molti trulli sono botteghe 
con articoli artigianali 
speciali ed unici.
Fra le costruzioni a trullo più originali troviamo il Trullo Sovrano che presenta due piani; Casa Pezzolla che sono quindici trulli contigui e comunicanti 
oggi adibiti a "Museo del Territorio" con testimonianze della Murgia dei Trulli; il Trullo Siamese particolare per la forma 
accoppiata dei coni; la Chiesa di Sant'Antonio con la slanciata cupola 
a forma di trullo, il Santuario di Santi Medici 
dedicato ai SS. Cosma e Damiano.
Visitare Alberobello è come fare un viaggio in un paese senza tempo dove i trulli sono un esempio unico di costruzione antica che sopravvive ed è utilizzata ancora oggi. 

sabato 12 novembre 2016

Itinerario turistico alla scoperta di Canosa di Puglia

Questa antichissima cittadina, con gli interessanti percorsi turistici, è come un museo a cielo aperto che ci riporta al periodo IV–I secolo a.C., ai tempi dei Romani ma anche al periodo Normanno.
Durante il soggiorno ecco cosa vedere nel complesso e nei particolari:
Gli Ipogei Lagastra, 
che sono il complesso funerario 
più importante del territorio, si distinguono in tre ipogei interamente scavati nel tufo:
Lagastra I, Lagastra II e Lagastra III.
L’Ipogeo Scocchera B 
che rientra negli schemi delle tombe gentilizie con più camere ed è la più significativa testimonianza dell’architettura funeraria dell’epoca ellenistica nella città.
L’Ipogeo Varrese 
che è una struttura ellenistica risalente al IV-III secolo a.C. 
è un esempio unico dell’architettura funeraria e il corredo funerario si trova presso il Museo di Palazzo Sinesi.

Il mausoleo Bagnoli 
che è un cimitero romano risalente al II secolo d.C.
Il ponte romano con una struttura singolare a schiena d’asino.
La cattedrale di san Sabino 
che risale all’epoca longobarda racchiude importanti e superbe opere come 
la cattedra vescovile e il pulpito 
mentre nella cripta 
si conservano le spoglie di san Sabino.
Il mausoleo di Boemondo d’Altavilla eretto a fianco della cattedrale di S. Sabino dopo il 1111, anno della morte del principe normanno.

Per la sua partecipazione alle Crociate il mausoleo si richiama al tempietto soprastante il Santo Sepolcro di Gerusalemme.
E’ interessante sapere che nei pressi della Chiesa del Rosario, in una cavità sotterranea, si trova una particolare e suggestiva scultura in tufo 
del Cristo in croce di autore anonimo.

Il palazzo Sinesi, risalente al XIX secolo,  ai giorni odierni ha uno spazio 
espositivo di reperti ed anche per le mostre.

Il museo civico archeologico 
che si trova nel palazzo Iliceto risalente al’700 conserva importanti 
reperti mettendo in evidenza l’antica storia della città.  

I ruderi del castello Normanno Svevo 
la cui prima costruzione risale forse al periodo del longobardo Autari.

Al turista il piacere di scoprire cosa offre ancora la cittadina nell’itinerario turistico archeologico.